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Autore:EDA Communication

S’i’ fosse foco, arderei il mondo: il dramma degli incendi dolosi nella comunità gelese

Non è chiaro quali siano le motivazioni psicologiche che fanno da genesi alla realizzazione di un atto incendiario. Secondo alcuni studiosi, trattasi di un’approssimativa forma di comunicazione per soggetti con scarse abilità sociali oppure un’inconscia ritorsione narcisistica connessa ad una insoddisfacente vita sessuale. Qualunque sia l’eziologia del fenomeno, una statistica appare quasi certa: almeno 1 incendio su 3, a Gela, ha natura dolosa. I moventi? I più disparati: da rappresaglie private, spesso correlate a dinamiche di infedeltà coniugale, sino a veri e propri atti intimidatori, dalle questioni legate a mancati recuperi di credito fino a semplici diatribe irrisolte, senza trascurare le evidenti e ricorrenti meditate azioni di criminalità organizzata. I tratti caratteristici del piromane? Uno di noi, un’ordinaria vittima di questo secolo malato, uno dei nostri figli, cresciuto a pane e mascolinità tossica; uno dei figli a cui abbiamo preferito insegnare, anche senza volerlo, che esiste maggiore soddisfazione a creare muri anziché ponti e a soffocare ogni spazio disponibile per la sopravvivenza dell’unico strumento di risoluzione di ogni controversia: il dialogo. La soluzione? Dare un definitivo impulso ad una radicale rivoluzione culturale che coinvolga famiglie, scuole, centri di socialità, parrocchie, perché ne possa derivare un concetto di “maschio” restaurato, limato da ogni spigolo dovuto ai suoi “muscoli”. Un segnale che possa aprire i pugni stretti di ogni nostro figlio, trasformandoli in carezze e strette di mano. Soltanto così, le fiamme che pervadono le nostre strade potranno trasformarsi in un fuoco elettrico che può spingere ogni gelese ad ardere il mondo ed infiammarlo, non più con un fusto di benzina, ma con le sue idee.    

Gela, incendiario pregiudicato arrestato dai carabinieri: bruciò sette auto in tre mesi

Nel giorno in cui Gela si è svegliata di soprassalto a causa dell’ennesimo attentato incendiario ai danni di un’attività commerciale, arriva un segnale importante dall’autorità giudiziaria. I  Carabinieri hanno arrestato un 38enne pregiudicato. E’ accusato di aver appiccato diversi incendi dolosi ai danni di numerose autovetture in diversi quartieri della città. I Carabinieri hanno documentato almeno sette episodi commessi in appena tre mesi, dal dicembre del 2024 al marzo del 2025. L’uomo è già noto alle forze dell’ordine e il suo arresto è un segnale importante considerando che gli attentati incendiari avevano generato inquietudine e apprensione tra i cittadini di Gela. Episodi che erano stati oggetto di particolare attenzione anche da parte del prefetto di Caltanissetta tanto da indire il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito a Gela il 4 aprile. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Gela, è il risultato «di una complessa attività investigativa condotta per mesi dai carabinieri, sotto la direzione della Procura gelese, in cui sono confluiti gli esiti dei sopralluoghi, l’analisi delle immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza e i riscontri sul territorio, che hanno permesso di delineare un quadro indiziario solido nei confronti del sospettato». L’uomo dopo l’arresto è stato condotto ai domiciliari.    

L’attentato incendiario al bar “3P” e la reazione di Confcommercio: “Non si torni agli anni 90”

Confcommercio Ascom Gela esprime la più profonda solidarietà ai titolari del locale 3P di Contrada Manfria, vittime di un vile e intollerabile attentato. “Siamo di fronte a un atto che colpisce non solo un’attività commerciale, ma l’intera comunità imprenditoriale e civile gelese. È un segnale inquietante, che non può e non deve essere sottovalutato. Auspichiamo un intervento massiccio, deciso e tempestivo delle forze dell’ordine e della magistratura affinché i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia al più presto. Gela non può e non deve tornare agli anni ’90. I segnali che arrivano dal territorio, purtroppo, sono tutt’altro che rassicuranti: troppe armi circolano nella nostra città, troppe le intimidazioni che rischiano di far arretrare la fiducia dei cittadini e degli imprenditori nello Stato. Confcommercio Ascom continuerà a fare la propria parte, ma serve una risposta forte e coordinata da parte di tutte le istituzioni”.  
 
   

Fiamme nella notte a Roccazzelle, incendiato lo storico bar “3P”: indagini in corso

Gela torna a bruciare. Ancora fiamme nella notte, a Roccazzelle. Ignoti hanno appiccato il fuoco allo storico bar “3P”, sul ciglio della SS115. L’incendio ha provocato danni, colpendo diverse aree del locale. Presumibilmente si tratta di un incendio doloso. Le indagini dei Carabinieri sono in corso. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare le fiamme.

Marciapiede “ingombrante”, in Via Venezia è tutto da rifare: a breve al via i lavori di Via Tevere e Via Albinoni

La  riqualificazione di Via Venezia, iniziata due anni fa, continuano a far discutere. Il progetto è datato e spesso è stato criticato soprattutto dai commercianti, da sempre ritenuto inadatto con le nuove esigenze dell’arteria più trafficata di Gela. I lavori, intanto, procedono lentamente e provocano qualche disagio alla viabilità. Nei pressi del cavalcavia, infatti,  gli operai sono tornati a lavoro per apportare delle migliorie tecniche a un marciapiede “ingombrante” che, posto a ridosso della nuova rotatoria, non permetteva di eseguire manovre agevoli ad auto e tir. Così, il progetto ha subito alcune modifiche. I lavori sono iniziati ieri ed è stato smantellato il marciapiede che era stato completato appena pochi mesi fa. Uno spreco di tempo e risorse. Intanto, è stato nominato un nuovo direttore dei lavori e l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Di Dio garantisce che i lavori proseguiranno spediti. Entro la fine dell’estate dovrebbe essere completato il tratto che arriva fino all’incrocio con Via Tevere e Via Settefarine. A breve, inoltre, dovrebbero partire i lavori di riqualificazione di Via Tevere, attesi da tempo, e quelli per la realizzazione del nuovo asilo nido in Via Albinoni.      

“Percorso pedonale migliorabile, feedback positivi”, Morgana: “Nessun caso politico con Lupo”

“Il confronto è il sale della democrazia, mi sarei preoccupato se nessuno avesse sollevato la questione”. Così, l’assessore alla viabilità Simone Morgana replica alle dichiarazioni dei consiglieri di opposizione che in aula consiliare hanno presentato una mozione contro il percorso pedonale di via Colombo, bocciata dalla maggioranza. Dinamica che ha portato la minoranza a dare un forte segnale alla seduta successiva, con la propria assenza. “Dall’opposizione sono anche arrivati plausi all’iniziativa, le critiche per quanto riguarda l’aspetto estetico dell’intervento sono comprensibili, migliorarlo è sempre possibile”. Se da un lato per la minoranza il percorso rappresenta “una violazione del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Codice dei beni culturali e del paesaggio”, dall’altro secondo Morgana è un forte segnale di civiltà. ” Abbiamo fato priorità alle persone con fragilità in un’arteria priva di marciapiedi, una tutela per diversamente abili e non solo – spiega l’esponente pentastellato della giunta – purtroppo il dissesto non ci ha permesso di intervenire in maniera più incisiva e strutturale ma in futuro saranno apportate migliorie. Il feedback dei cittadini è sicuramente positivo”.  Secondo l’opposizione, inoltre, il percorso pedonale è “un’imperdonabile mancanza di rispetto nei confronti dei residenti”. “Sono scomparso solo circa 20 stalli – aggiunge Morgana – ripristinati comunque su via Bresmes, a soli 100 metri da  via Colombo. Inoltre, nella zona, abbiamo incrementato anche gli stalli per i diversamente abili”.  La questione ha aperto anche “il caso politico” interno alla maggioranza con la consigliera del M5S Lucia Lupo che ha votato favorevolmente la mozione dell’opposizione. “C’è stato un chiarimento, anche la sua posizione è dovuta all’aspetto estetico del percorso, non quello funzionale – chiosa Morgana – non c’è nessun caso politico. Anzi, con il consigliere condividiamo l’esigenza di incrementare gli stalli rosa per le donne in gravidanza la cui mozione si sarebbe dovuta votare quella sera”. Intanto, la consigliera non si è presentata alla seduta consiliare successiva.  

Pericoli e disagi in via Butera tra rotatorie inesistenti, marciapiedi impraticabili e alta velocità

E’ considerata una delle arterie più pericolose. In via Butera cresce la paura dei commercianti e dei residenti. Alta velocità, buche,  erbe incolte che infestano i marciapiedi, segnaletica stradale inesistente sono soltanto alcuni degli elementi che la caratterizzano. Le rotatorie sono praticamente inesistenti. Nel tempo, infatti, le barriere stradali “New Jersey” che le delimitavano sono andate perse o distrutte. Ciò che resta ora è soltanto la sagoma dei mattoni e questo rende molto pericoloso il transito degli automobilisti. A sera l’illuminazione e scarsa e la vegetazione spontanea che invade i marciapiedi non permette il regolare passaggio dei pedoni che, spesso, sono costretti a procedere in un percorso a zig – zag. Non curanti dei pericoli le auto sfrecciano a ogni ora del giorno. “Ci vorrebbero quantomeno dei dossi artificiali – raccontano i commercianti della zona- non ci sono controlli. La sera cala un buio totale, è molto pericoloso. Oltre alle rotatorie mancano anche le strisce pedonali. I nostri concittadini dovrebbero correre di meno e avere più rispetto, senza scambiare Via Butera per una pista da corsa dove far sfrecciare le Maserati”. In passato, soltanto il consigliere comunale Emanuele Alabiso aveva portato il caso in consiglio comunale, attraverso delle mozioni, approvate e mai realizzate.

“Gela-Venafro e Venafro-Gela” in HD su EDA COMMUNICATION: diretta gratuita anche su Smart TV

Domenica 25 maggio lo stadio Vincenzo Presti di Gela sarà il teatro della sfida tra Gela Calcio e Venafro, match valido per i playoff di Eccellenza che promette emozioni forti e grande partecipazione. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 16:00, ma la partita potrà essere seguita da tutti, anche lontano dalla Sicilia, grazie alla diretta curata da EDA COMMUNICATION, che offrirà la visione in Full HD e in forma totalmente gratuita. L’emittente ha realizzato un significativo investimento economico per acquistare dalla Lega i diritti ufficiali di trasmissione per entrambe le gare, andata e ritorno, con l’obiettivo di garantire una copertura completa e professionale dell’evento. La diretta sarà disponibile sul canale YouTube, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram di EDA COMMUNICATION, e sarà accessibile anche da Smart TV, permettendo ai tifosi di vivere l’emozione della partita comodamente dal salotto di casa. Inoltre, grazie allo streaming online, la copertura dell’evento sarà globale: appassionati e sostenitori potranno seguire la partita da ogni parte del mondo, senza barriere geografiche, portando l’orgoglio e la passione del calcio dilettantistico siciliano su scala internazionale. In vista della grande visibilità dell’evento, EDA COMMUNICATION apre anche a collaborazioni commerciali. Le aziende interessate a promuoversi all’interno della diretta possono contattare l’ufficio commerciale al numero 333 7658881 per informazioni sulle opportunità pubblicitarie disponibili. Il conto alla rovescia è iniziato: domenica 25 maggio, ore 16:00, Gela-Venafro sarà molto più di una partita – sarà un evento mediatico di livello, fruibile ovunque e per tutti, grazie a EDA COMMUNICATION.  

I siciliani onesti, mai più “Pizza, Mafia e Mandolino” ma “Pizza, Falcone e Borsellino”

Ricorre oggi il 33° anniversario della Strage di Capaci, in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesco Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”: tuonava così, circa 10 anni prima, un murales a Palermo, realizzato nel luogo della uccisione del Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa che per primo pose la pietra d’angolo alla futura costituzione di un Pool investigativo interamente dedicato al contrasto alla criminalità organizzata e composto dai Giudici Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello. E’ questa l’occasione per omaggiare la straordinaria figura del Giudice Giovanni Falcone, fautore della grande stagione della lotta alla mafia, da cui scaturì il più grande processo mai realizzato nella storia d’Italia contro i principali vertici di Cosa Nostra e che condusse all’irrogazione di 19 pene all’ergastolo e ulteriori pene detentive per complessivi 2665 anni di reclusione. Commemoriamo pertanto oggi la memoria di un “siciliano onesto”, un biglietto da visita vivente per ogni altro siciliano che oggi, come ieri, in ogni aspetto della propria vita, privata e pubblica, raccogliendo la sua eredità, intende abbattere tutti i pregiudizi che da secoli sviliscono questa “terra bellissima e disgraziata”, affinché, da oggi in poi, la Sicilia, i Siciliani e l’Italia intera non siano più “Pizza, Mafia e Mandolino” ma “Pizza, Falcone e Borsellino”.

Rotatoria Est di Macchitella, area sportiva e scalinata nel degrado

E’ una delle aree più frequentata da giovani, sportivi e famiglie, soprattutto in estate, ma versa in stato di degrado. La Rotatoria Est di Macchitella è caratterizzata da erba incolta, rifiuti e attrezzi in rovina, come testimoniato dal programma satirico “Allappa”, in onda sui social di “Eda Communication”. L’area verde dove sorge la palestra all’aperto inaugurata pochi anni fa, è circondata da erbacce secche che rendono gli allenamenti ardui, a causa di irritazioni e allergie. Da tempo, inoltre, il trampolino sportivo è inutilizzabile, perché sfondato e pericoloso. Se da un lato emerge la trascuratezza che rivolge l’ente pubblico alla zona, dall’altro è evidente che anche i cittadini non se ne prendono cura, considerando che è circondata da ogni tipo di rifiuto: bottiglie in vetro, plastica, fazzoletti per citarne qualcuno. Anche la scalinata che conduce in spiaggia non è in condizioni ottimali. Presenta gravi carenze strutturali ed è stracolma di rifiuti e urina. Pochi metri più avanti, invece, qualcuno ha depositato dei sacchetti di spazzatura in spiaggia. Insomma, un bel biglietto da visita per chi frequenta l’area del “playground”, alle porte dell’estate.      

Dall’orto Pasqualello riaffiorano sei tombe arcaiche ma a Gela sarà un’altra estate senza musei

Sei sepolture appartenenti a una necropoli arcaica risalente al periodo tra V e VI secolo a.C sono emerse durante i lavori di riqualificazione dell’Orto Pasqualello a Gela, condotti dal Comune con fondi Pnrr. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito delle attività di archeologia preventiva svolte dalla Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta. “L’intervento proseguirà nel rispetto del progetto di riqualificazione, tutelando e valorizzando i reperti emersi grazie alla collaborazione con il Comune di Gela”, dicono l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, e la soprintendente, Daniela Vullo. Tra i ritrovamenti più significativi, accanto alla tomba di un infante, è stata rinvenuta una sepoltura contenente un “kalypter egemon”, elemento architettonico decorativo riutilizzato, probabilmente proveniente da un tempio della zona. Il sepolcreto, al momento, comprende sei tombe: due appartenenti ad adulti, due a bambini, mentre sulle altre due occorre eseguire ulteriori indagini. Nella tomba 1 sono stati trovati due “lekythoi” (vasetti) databili tra il 500 e il 475 a.C. Gli archeologi ipotizzano che un evento naturale, forse una colata di argilla, abbia sigillato parte dell’area già in epoca antica. Infatti, nella tomba 1 il corpo era stato rimosso poco dopo la sepoltura, lasciando solo il corredo funebre. Si pensa che possa trattarsi di un nucleo familiare, ma saranno necessari ulteriori scavi per confermarlo. Nei pressi delle tombe è emersa anche una roccia tenera tagliata, al cui interno sono stati trovati frammenti di un cratere e di anfore. Intanto appare sempre più chiaro che nessuna delle due strutture museali aprirà i battenti in estate. I lavori continuano sia al Museo Regionale che al Museo del Mare. A Bosco Littorio continua l’allestimento, lo studio multimediale, la selezione dei reperti, il montaggio delle vetrine. Tutti aspetti preliminari che culmineranno con l’assemblaggio del relitto. “Tutto procede secondo il cronoprogramma – afferma la soprintendente Daniela Vullo – le operazioni dovrebbero culminare entro l’autunno”. Stasi anche in via Di Bartolo, dove sorgerà il “museo a cielo aperto” sui resti della necropoli arcaica. I lavori sono stati ultimati ma servono gli ultimi accorgimenti prima di rimuovere le recinzioni e montare il totem multimediale informativo. Tra le operazioni da completare, l’installazione dei dissuasori, di cui dovrebbe occuparsi il comune. Nell’anno in cui Agrigento, a 75 km da Gela, è capitale della cultura i turisti in città potranno godere, ammesso che si ricordino di prenotare, delle Mura Timoleontee e dei Bagni Greci.

Spaccio e consumo di stupefacenti a Gela, un arresto e un giovane “pizzicato” con dell’hashish

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gela, nella giornata di ieri, nel corso dei servizi di controllo del territorio, hanno tratto in arresto un 40enne e segnalato un 20nne. Il primo, da un controllo in banca dati delle Forze di Polizia, è risultato destinatario di un ordine di esecuzione emesso dall’Autorità Giudiziaria nei suoi confronti, dovendo espiare una pena detentiva definitiva a 4 anni di reclusione, poiché condannato per detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacenti. L’uomo dopo gli adempimenti di rito è stato condotto al carcere di Gela. Un 20enne, invece, nel corso del controllo è stato trovato in possesso di hashish per uso personale ed è stato segnalato all’Autorità Amministrativa.