Proseguono i lavori di riqualificazione del lungomare Federico II di Svevia. Un altro step importante é stato completato, tra quelli preliminari. Lo storico lido “Conca D’oro” é stato demolito. Le ruspe lo hanno abbattuto nelle scorse ore. Era una delle strutture più vetuste e degradate del lungomare e qualche anno fa la Capitaneria di Porto la sequestró. Su quelle aree sorgeranno passerelle, gradinate, gradini e vasche che si estenderanno per tutto il tratto, lungo il quale sarà sempre garantito l’accesso diretto al mare.La stessa sorte, in questi giorni, toccherà all’ex Lido Eden. I lavori dovrebbero essere completati entro il 2026. Non è ancora chiaro, invece, il destino della Conchiglia e del Pontile.
L’auditorium dell’Istituto Comprensivo San Francesco di Gela teatro di una cerimonia commemorativa per la posa della lapide dedicata ai caduti della 82ª Divisione americana, caduti nella notte del 10 luglio 1943 durante lo sbarco alleato. L’evento è stato promosso dalla Lamba Doria, dall’Istituto del Nastro Azzurro – sezioni di Caltanissetta e Gela – dalla Croce Rossa dall’Associazione Nazionale Fante e dallo stesso istituto scolastico, con il patrocinio del Comune, rappresentato dall’assessore alla Cultura Romina Morselli. Presenti anche le delegazioni militari statunitensi, tramite i comandi dei reparti della NAS Sigonella. «Oggi celebriamo due ricorrenze che ci toccano da vicino – ha detto l’assessore Morselli – i 40 anni del sito di Ponte Dirillo, teatro dell’Operazione Husky, e il 15 maggio, data della nascita dell’autonomia siciliana. Due momenti storici che ci parlano di libertà, resistenza e ricostruzione. Non sono semplici ricorrenze, ma fari che devono guidare le nostre scelte di oggi». Per l’assessore, il turismo legato ai luoghi della memoria può diventare una leva economica, educativa e simbolica: da Ponte Dirillo a Montelungo, da Castelluccio al centro storico, Gela è un museo a cielo aperto. In tarda mattinata, il corteo si è spostato verso Ponte Dirillo, dove è stata posata la lapide commemorativa. L’evento di oggi è solo il primo di una serie di appuntamenti dedicati all’anniversario dello sbarco alleato.
La Biblioteca Diocesana di Agrigento ha donato alla biblioteca gelese diverse opere, tra cui un’edizione della Divina Commedia in sei volumi pubblicata da Fabri. Stamane si è tenuto l’incontro tra l’Assessore alla Cultura del Comune , Peppe Di Cristina, e il direttore della Biblioteca Diocesana di Agrigento, il professor Alfonso Cacciatore. La collaborazione, definita come attiva e duratura, mira a rafforzare il legame tra le due istituzioni culturali. L’Assessore Di Cristina ha sottolineato l’importanza di questa sinergia, definendola «un primo passo verso la costruzione di un progetto bibliotecario nel Mediterraneo».
Ormai da giorni su Facebook gira un post dedicato a un presunto concorso indetto dalla Sais, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Gela, ma è una truffa. “In occasione del suo 100° anniversario Sais offre una tessera di trasporto in edizione limitata – si legge nel post – usufruisci di corse gratuite per 6 mesi a soli €2! Vincete un nuovo abbonamento e utilizzate tutti i tipi di trasporto a Gela e dintorni senza limitazioni”. Al post sono allegate foto di pullman, tessere rosse e un link. “Affrettati, ci saranno solo 1000 tessere uniche a questo prezzo speciale, segui il link per saperne di più!”. Sulle pagine ufficiali dell’azienda, però, non c’è traccia del concorso. Anche i commenti sembrano generati da alcuni account fake. La Sais, contattata dall’assessore alla viabilità Simone Morgana, ha confermato che si tratta di una vera e propria truffa. Attenzione, dunque, a non cliccare sul link, condividere e divulgare il post. Al contrario, è consigliato segnalare il post.
E’ stata pubblicata oggi la Relazione sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel 2024. Il documento conferma l’attitudine delle organizzazioni mafiose a stringere patti utilitaristici e sodalizi anche nell’ambito della cooperazione tra diverse matrici criminali nazionali. Con riferimento alla realtà siciliana e a quella locale, la relazione testimonia la coesistenza sul territorio isolano di organizzazioni criminali eterogenee, con una maggiore influenza di “Cosa Nostra” nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento, sebbene quest’ultima provincia continui a registrare una “zona” permeabile anche all’influenza della “Stidda” che nel corso degli anni è riuscita a rinforzare la propria struttura criminale, istituendo patti di reciproca convenienza con “Cosa Nostra” in merito alla suddivisione degli affari criminali. Il documento offre uno spaccato su Gela e pone in rilievo l’esistenza di consolidate intese tra Cosa Nostra gelese e N’drangheta per la gestione del traffico di stupefacenti. In particolare, con l’operazione “White coffee” eseguita il 09 settembre 2024, i Carabinieri hanno accertato che numerose piazze di spaccio nissene e gelesi che venivano rifornite da ‘ndrine calabresi e clan catanesi. In generale, per la provincia di Caltanissetta, la relazione registra un limitato ricorso delle organizzazioni criminali ad azioni violente ed un trend in aumento per i fenomeni di infiltrazione mafiosa nel tessuto socio-economico locale, tramite il massiccio ricorso a pratiche corruttive in sede di aggiudicazione degli appalti pubblici ed opere private o per operazioni di riciclaggio. Quanto alle attività di contrasto alla mafie nella provincia di Caltanissetta, la DIA, nel corso del 2024, ha disposto numerosi provvedimenti di sequestro per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, tra immobili, aziende e veicoli nei confronti di soggetti appartenenti a famiglie mafiose, mentre la Prefettura di Caltanissetta ha emesso provvedimenti interdittivi antimafia nei confronti di società vicine ad esponenti riconducibili a note organizzazioni criminali. La relazione presenta altresì una mappa della presenza delle mafie sul territorio nisseno ed evidenzia una forte dominanza sul territorio gelese degli storici clan.
Ancora sangue sulle strade siciliane. É pesante il bilancio dell’incidente che si è verificato nella notte nei pressi della SS115, in contrada Canticaglione. Nello scontro, presumibilmente un frontale, ha perso la vita una giovane licatese che viaggiava sul lato passeggero della Smart. Il suo fidanzato, un ventenne gelese, é rimasto gravemente ferito. É stato trasferito presso il “Trauma Center Villa Sofia” di Palermo. I medici stanno facendo di tutto per evitare il peggio. I sanitari giunti sul posto hanno trasferito la giovane all’Ospedale Vittorio Emanuele ma non c’è stato modo di strapparla alla morte, a causa delle gravi ferite riportate. Non é in pericolo di vita il conducente del secondo mezzo coinvolto. Le forze dell’ordine sono a lavoro per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.
Che la provincia di Caltanissetta si piazzi tra le ultime posizioni in termini di qualità della vita non è una novità. E’ successo anche quest’anno, con la classifica stilata dal Sole 24 Ore, dedicata al benessere dei bambini, dei giovani e degli anziani nelle province italiane. Il report è una sorta di anticipazione della maxi classifica generale che sarà pubblicata nei prossimi mesi. La provincia di Caltanissetta si piazza alla 107° e ultima posizione ed è quella dove i bambini vivono peggio. La fascia d’età presa in considerazione è 0 – 14 anni. I parametri fanno riferimento a tutta una serie di servizi su cui le città calatine peccano: la spesa sociale, il verde attrezzato, la retta mensile scolastica, le scuole con mense e palestre, i delitti denunciati a danno dei minori. Le classifiche misurano, ormai da cinque anni, le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali più fragili e insieme strategici, i servizi a loro rivolti e le loro condizioni di vita e di salute. Lecco, Siena e Aosta sono le province in cui i bambini vivono meglio. Palermo è alla posizione 103 su 107, certamente non lusinghiera. Ragusa è alla 102 e Catania alla posizione 101. Tutte molto in fondo anche le atre province con Siracusa alla posizione 97, Messina 92, Agrigento 89 ed Enna 82. Parlando, invece, di anziani l’ultimo posto è di Trapani ma il penultimo è di Agrigento e Messina si trova al posto 103 su 107. Caltanissetta non brilla in centesima posizione, Siracusa posto 95, Palermo posto 89, Catania 85, Ragusa 79 ed Enna al posto 76, comunque la migliore performance nell’Isola. Sui giovani, però, la Sicilia sorprende con una performance che non ti aspetti da parte di Agrigento che si piazza al posto 17 e di Enna che si piazza, anche lei, nella parte alta della classifica al posto 25, seguita, in Sicilia, da Ragusa al posto 29. Ma le buone notizie si fermano qui. Dopo il podio siculo arriva Trapani al posto 69, Caltanissetta al posto 72; Palermo al posto 73; Messina al posto 84; Siracusa è 89esima in classifica e chiude Catania al posto 102 su 107. Comunque, per i giovani, Catania a parte, la situazione è decisamente migliore.
Un ritrovamento insolito ha catturato l’attenzione di alcuni bagnanti, questo pomeriggio, sul Lungomare Federico II di Svevia. Un tonno si è spiaggiato lungo la costa. É stata allertata subito la Capitaneria di Porto che ha eseguito un sopralluogo. É probabile che nelle prossime ore inizino le operazioni di recupero. Non è chiaro come la povera creatura sia finita sulla riva. Il tonno potrebbe essersi scontrato con un peschereccio o semplicemente potrebbe essere deceduto per cause naturali, trascinato sulla riva. A giudicare dallo stato di decomposizione della carcassa la morte potrebbe essere avvenuta alcuni giorni fa.
Tanta voglia di iniziare la prossima stagione con il piglio giusto, obiettivo migliorare i risultati di quest’anno ; Questo quello che traspare delle parole di coach Salvatore Bernardo, ospite nel programma di approfondimento sportivo “FUORIGIOCO”, in onda ogni martedì alle 21:30 sui canali social di EDA COMMUNICATION. “Subito dopo l’ultima partita play-off a Reggio Calabria, ci siamo messi sul mercato, per partire con largo anticipo, piazzare i colpi giusti e infiammare la piazza. Le duemila persone presenti nelle ultime partite al PalaLivatino vanno coccolate, nella speranza che il prossimo anno possano diventare tremila. La piazza è in fibrillazione e si aspetta da noi un campionato al vertice”. Parole che fanno sognare i tifosi della franchigia gelese, che potranno passare un off-season tranquillo, sicuri di poter contare su una squadra competitiva nella prossima stagione.
Ancora un incendio nella notte, a poche ore dagli eventi registrati in contrada Roccazzelle ai danni del bar “3P”. Il rogo, divampato poco oltre il porto rifugio, ha causato significativi danni alla struttura del Lido “Love Beach”, già dismesso da alcuni anni e chiuso al pubblico. Per diverse ore, sul luogo dell’incendio, due unità del locale distaccamento dei Vigili del Fuoco hanno diretto le operazioni di spegnimento delle fiamme. L’allarme è scattato intorno alle 2:15, quando una pattuglia di vigilanza privata, durante un giro di controllo, ha notato il principio d’incendio e ha tempestivamente allertato i soccorsi. L’intervento immediato ha scongiurato il rischio che il fuoco si estendesse ad altre zone vicine. Non é ancora nota la natura dell’atto incendiario. Sull’episodio, Il Commissariato di Polizia ha avviato indagini.
La Polizia di Stato di Niscemi, nell’ambito di servizi mirati al contrasto dei reati di criminalità comune, dopo accurate investigazioni, è riuscita ad individuare e denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, un ventunenne resosi responsabile, in concorso con altro soggetto allo stato ignoto, di due tentativi di furto con destrezza, nei confronti di altrettante vittime niscemesi. I fatti risalgono alla sera dello scorso 14 aprile, quando due soggetti a bordo di un motociclo, dopo aver percorso diverse vie cittadine, hanno perpetrato un primo tentativo di scippo in viale Mario Gori, non riuscendo nell’intento criminoso. Poco dopo, gli stessi soggetti, dopo aver perlustrato altre vie cittadine, hanno tentato un secondo scippo nei confronti di un’altra donna che transitava appiedata in via Vacirca. In questo caso, la vittima rovinava per terra procurandosi gravi lesioni, anche al volto, a causa della brutale azione dei malviventi che le procuravano una violenta caduta sul selciato. I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Niscemi hanno acquisito numerose registrazioni dalle telecamere di video sorveglianza insistenti nelle zone d’interesse, riuscendo ad individuare particolari elementi caratterizzanti sia del motoveicolo che degli indumenti degli aggressori. Le risultanze di tali attività, sono state correlate con altre informazioni derivanti da attività info-investigativa, acquisite grazie alla collaborazione di alcuni cittadini niscemesi, che hanno permesso l’individuazione del titolare del motociclo, il quale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Gela, per il duplice tentativo di furto con destrezza e per le procurate lesioni. L’attività si è conclusa con il sequestro del motociclo e la notifica dell’avviso di garanzia al ventunenne individuato dalle indagini, sul quale, fino a sentenza definitiva di condanna, deve presumersi l’innocenza. L’auspicata collaborazione dei comuni cittadini che, anche in questo caso, ha contribuito allo sviluppo delle investigazioni, riporta la cifra del senso di legalità e vicinanza alla Polizia di Stato della comunità niscemese.
Adesso si trova in una REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) con il braccialetto elettronico al piede. Salvatore Gensabella era già noto alle forze dell’ordine. Alle spalle aveva già qualche altro problema con la giustizia per fatti risalenti al lontano 2007. Gli inquirenti delineano il profilo del pregiudicato: affetto da problemi psichici. Bastava poco, infatti, per guadagnarsi la sua antipatia: una parola di troppo, uno sguardo sbagliato o anche una semplice frase scambiata per un rimprovero. A volte l’incendio veniva preceduto da un avviso scritto, a penna o al computer. Un rituale che in tre mesi si è ripetuto ben nove volte. Una figura esterna agli ambienti della criminalità organizzata secondo gli inquirenti che però avrebbe usato i metodi più comuni per incendiare le auto delle vittime: viso coperto, una tanica di benzina e un accendino. Si sarebbe potuto “aiutare” prima? Anche l’Autorità Giudiziaria non nasconde che in città mancano supporti concreti e importanti per prevenire il degenerarsi di alcuni disturbi psichici. In molti, in queste ore, se lo stanno chiedendo. Intanto la Procura, coadiuvata dalle indagini della Polizia e dei Carabinieri, ha chiuso un cerchio che aveva destato allarme e preoccupazione in città. L’arresto è stato eseguito mentre sulla SS115 un bar veniva dato alle fiamme. Gli investigatori sono già a lavoro per fare piena luce anche su questo episodio. Intano il sindaco Terenziano Di Stefano ha commentato l’incendio e l’arresto. “Un episodio inquietante, che turba la nostra comunità ma che non deve farci arretrare di un millimetro. Ai titolari del bar ristorante 3P di Manfria va tutta la mia solidarietà. Seppur consci che le parole non servano a mitigare l’amarezza e le conseguenze di un gesto vile, vogliamo esprimere come amministrazione tutta la vicinanza, nella speranza che presto i colpevoli vengano individuati. Preoccupati da un lato ma fiduciosi che l’intenso lavoro di Carabinieri e Polizia continuerà a dare risposte alla città. Il supporto del sistema di videosorveglianza cittadino è fondamentale quando ci si trova davanti a questi fatti. Noi continueremo a fare la nostra parte, potenziando il sistema di controlli con la migliore tecnologia, così come ci viene chiesto”. Intanto ai titolari del bar colpito dalle fiamme la scorsa notte arriva anche la solidarietà del PD, dell’Associazione Antiracket e dell’opposizione in consiglio comunale.