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Autore:EDA Communication

Gela piange Franco Tilaro, morto lo storico parrucchiere: colpito da un malore improvviso e fatale

La comunità gelese si stringe nel dolore per l’improvvisa scomparsa diFranco Tilaro, stimato parrucchiere e volto storico del commercio locale. L’uomo è venuto a mancare improvvisamente a causa di unmalore fataleche non gli ha lasciato scampo, lasciando un vuoto incolmabile tra i familiari, i colleghi e i tantissimi clienti che da anni si affidavano alla sua professionalità.
Tilaro era una figura profondamente radicata nel tessuto sociale di Gela. Oltre alla grande maestria artigianale dimostrata in decenni di dedizione alla cura del capello, a renderlo speciale erano le sue straordinarie doti umane. Descritta da tutti come una persona buona, affabile e sempre cordiale, la sua scomparsa ha generato un’immediata e profonda ondata di commozione in tutta la città.
 

Incendio alla scuola Capuana: la ferma condanna del Consiglio comunale di Gela

Esprimo, a nome mio personale e dell’intero Consiglio comunale di Gela, la più ferma condanna per il grave atto incendiario che ha colpito l’istituto scolastico “Luigi Capuana”.
Quanto accaduto è un fatto di estrema gravità, che offende non soltanto la comunità scolastica, ma l’intera città. Colpire una scuola significa colpire un presidio di educazione, crescita e legalità, un luogo pubblico che appartiene a tutti e che ogni giorno contribuisce a costruire il futuro delle nuove generazioni.

Particolarmente grave è la tempistica dell’episodio, avvenuto a pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastiche. Un gesto del genere rischia di generare paura e preoccupazione tra i bambini, le famiglie, gli insegnanti e tutto il personale scolastico, oltre a creare ulteriori difficoltà organizzative in vista dell’inizio del nuovo anno.

Desidero rivolgere un ringraziamento ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine intervenute, auspicando che le indagini possano consentire nel più breve tempo possibile di fare piena luce sull’accaduto e di individuare i responsabili.

Alla dirigente scolastica, agli insegnanti, al personale, alle famiglie e soprattutto ai bambini della “Capuana” rivolgo la vicinanza mia e dell’intero Consiglio comunale.

La scuola deve continuare a rappresentare un luogo sicuro, aperto e accogliente. È responsabilità di tutte le istituzioni fare in modo che lo sia

Paola Giudice
Presidente del Consiglio comunale

Danni al sistema elettrico dopo il rogo: la scuola Capuana di Gela riapre il 21 settembre

Con profondo avvilimento comunico che nel pomeriggio di oggi il plesso Luigi Capuana dell’IC San Francesco Capuana è stato oggetto di un grave atto vandalico, con l’ingresso a scuola di sconosciuti che hanno volutamente appiccato un incendio che ha provocato gravi danni. D’accordo con i tecnici del Comune che hanno avviato i primi sopralluoghi per verificare lo stato dei luoghi si è deciso che la scuola non potrà aprire prima di giorno 21 settembre”. Lo dice il dirigente scolastico Maria Lina La China.

Dai primi sopralluoghi tecnici effettuati dal Comune di Gela e dai Vigili del Fuoco intervenuti risulta temporaneamente compromesso il sistema elettrico ed in attesa di essere ripristinato le lezioni saranno sospese fino al 21 settembre.

“Quanto accaduto ci lascia sgomenti e addolorati. Ma non ci facciamo intimidire e nel giro di una settimana la scuola riaprirà perché i nostri ragazzi vogliono andare a scuola. Colpire una scuola significa colpire non solo un edificio, ma un’intera comunità scolastica. In questo momento desidero rivolgere un pensiero particolare ai nostri alunni, alle loro famiglie, ai docenti e a tutto il personale: la scuola siamo noi, e nessun atto di vandalismo potrà cancellare il senso di comunità, il lavoro e i valori che ogni giorno condividiamo. Ripartiremo presto”.

Incendio doloso alla scuola “Capuana” di Caposoprano: la dura condanna del Comune di Gela

In queste ore sono in corso le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’edificio da parte dei Vigili del Fuoco. Sul posto sono presenti anche la Polizia Municipale, i dirigenti scolastici e rappresentanti dell’Amministrazione comunale, impegnati a verificare l’entità dei danni e le condizioni della struttura.

«Condanniamo senza se e senza ma questo gravissimo atto doloso – dichiara l’Amministrazione comunale – un gesto criminoso che colpisce non soltanto un edificio pubblico, ma un’istituzione fondamentale per la nostra comunità: la scuola. È ancora più grave che un episodio del genere avvenga a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico e che ad essere colpita sia una scuola frequentata dai nostri bambini più piccoli».

L’Amministrazione comunale, insieme alle forze dell’ordine, sta seguendo con la massima attenzione quanto accaduto e collaborerà affinché i responsabili vengano individuati e consegnati alla giustizia.

«Chi ha commesso questo gesto deve sapere che non resterà impunito. Siamo già al lavoro, insieme alle autorità competenti, per individuare gli autori di questo atto criminale. Nei confronti di chi colpisce la scuola, i bambini e l’intera comunità deve esserci tolleranza zero».

In questo momento la priorità è mettere in sicurezza l’edificio, accertare con precisione i danni e lavorare affinché la scuola possa tornare a svolgere al più presto la propria funzione, garantendo agli alunni il diritto di iniziare regolarmente il nuovo anno scolastico.

L’Amministrazione comunale esprime inoltre vicinanza alla Dirigente, alla comunità scolastica, alle famiglie, agli insegnanti e a tutto il personale della scuola di Caposoprano, assicurando il massimo impegno per affrontare l’emergenza e ripristinare quanto prima le condizioni necessarie alla ripresa delle attività.
[19:19, 12/09/2026] Casisi Andrea: “Con profondo avvilimento comunico che nel pomeriggio di oggi il plesso Luigi Capuana dell’IC San Francesco Capuana è stato oggetto di un grave atto vandalico, con l’ingresso a scuola di sconosciuti che hanno volutamente appiccato un incendio che ha provocato gravi danni. D’accordo con i tecnici del Comune che hanno avviato i primi sopralluoghi per verificare lo stato dei luoghi si è deciso che la scuola non potrà aprire prima di giorno 21 settembre”. Lo dice il dirigente scolastico Maria Lina La China.

Dai primi sopralluoghi tecnici effettuati dal Comune di Gela e dai Vigili del Fuoco intervenuti risulta temporaneamente compromesso il sistema elettrico ed in attesa di essere ripristinato le lezioni saranno sospese fino al 21 settembre.

“Quanto accaduto ci lascia sgomenti e addolorati. Ma non ci facciamo intimidire e nel giro di una settimana la scuola riaprirà perché i nostri ragazzi vogliono andare a scuola. Colpire una scuola significa colpire non solo un edificio, ma un’intera comunità scolastica. In questo momento desidero rivolgere un pensiero particolare ai nostri alunni, alle loro famiglie, ai docenti e a tutto il personale: la scuola siamo noi, e nessun atto di vandalismo potrà cancellare il senso di comunità, il lavoro e i valori che ogni giorno condividiamo. Ripartiremo presto”.

Trapani, Antonini esulta dopo il Consiglio di Stato: «La prima vera grande vittoria»

Nuovo capitolo nella battaglia giudiziaria portata avanti da Valerio Antonini. Il presidente del Trapani ha commentato con grande soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato che, secondo quanto comunicato dallo stesso patron granata, ha accolto l’istanza presentata ordinando al TAR la fissazione immediata dell’udienza di merito.

Una decisione che Antonini considera un passaggio particolarmente significativo nel percorso intrapreso nelle ultime settimane.

«La prima, vera, grande vittoria», ha scritto il presidente del Trapani, sottolineando come quello ottenuto rappresentasse «il massimo risultato che potessimo ottenere in questa fase».

Antonini non nasconde il sollievo per l’esito del pronunciamento: «Per come si erano svolte le cose fino a oggi, temevamo di trovarci ancora una volta davanti alle solite decisioni che sembrano già scritte prima ancora di cominciare. Questa pronuncia, invece, ci restituisce fiducia. Ci dice che la nostra battaglia merita di essere ascoltata, approfondita e giudicata fino in fondo».

Il numero uno granata allarga poi il significato della vicenda oltre la propria figura personale e quella della società.

«Se alla fine dovessimo trionfare, come questa decisione ci fa molto ben sperare, non sarebbe la vittoria di Valerio Antonini. Sarebbe la vittoria dello sport, della giustizia, di Trapani e di tutti i trapanesi che non hanno mai smesso di credere».

L’attenzione resta adesso rivolta anche agli sviluppi relativi al fronte calcistico. Antonini sottolinea di attendere le prossime decisioni «con la serenità e la forza di chi sa di aver combattuto senza mai abbassare la testa».

Nel suo messaggio c’è spazio anche per un nuovo appello alla città e alla tifoseria: «A tutti i trapanesi che sperano di vedere finalmente riparato il torto subito, dico una cosa sola: continuate a sostenere il vostro presidente e i colori di questa città».

Secondo Antonini, infatti, la battaglia intrapresa avrebbe ormai assunto un valore che va oltre il semplice risultato sportivo: «Riguarda la dignità di un intero territorio, l’orgoglio di una comunità e il diritto di non arrendersi davanti alle ingiustizie».

Il presidente conclude quindi rilanciando il proprio messaggio: «Oggi Trapani manda un messaggio forte a tutti: non bisogna mollare mai. Continueremo a lottare. Insieme. Fino alla fine. Forza Trapani. Sempre».

La vicenda, dunque, resta aperta. Il pronunciamento del Consiglio di Stato rappresenta un passaggio favorevole per la strategia giudiziaria portata avanti da Antonini, mentre adesso l’attenzione si sposta sull’udienza di merito e sulle ulteriori decisioni attese sul fronte sportivo.

Enna, Travagin rompe il silenzio: «Situazione disastrosa, promesse non mantenute»

Giancarlo Travagin fa chiarezza sulla situazione dell’Enna e non usa mezzi termini. Il patron gialloverde, arrivato in Sicilia nel corso del mese di agosto dopo l’esperienza con l’Aurora Pro Patria, ha affidato a un lungo intervento pubblicato sui canali social del club il proprio punto di vista sulle difficoltà economiche e organizzative incontrate dal momento del suo insediamento.

Al centro delle dichiarazioni dell’imprenditore c’è soprattutto il rapporto con l’amministrazione comunale e una serie di garanzie che, secondo quanto raccontato dallo stesso Travagin, avrebbero avuto un peso determinante nella sua scelta di prendere in mano il club.

«C’è l’esigenza di fare chiarezza e spiegare la verità su quanto accaduto – ha esordito –. Sono arrivato ad Enna dopo la mia esperienza all’Aurora Pro Patria, dove avevo avuto uno staff importante a Busto Arsizio. Alcuni amici, conoscendo la mia grande passione per il calcio, mi hanno chiesto se ci fosse la possibilità di venire qui. Inizialmente avevo detto di no, perché si percepiva già una situazione molto pesante».

Travagin ha quindi spiegato quali fossero state le condizioni poste prima del suo arrivo: «Avevo chiesto che ci fossero determinate condizioni e soprattutto delle garanzie da parte del sindaco Mirello Crisafulli e dell’amministrazione comunale».

Una volta giunto a Enna, il quadro emerso sarebbe stato ancora più complicato del previsto. «Avevo e ho ancora allo studio un progetto sportivo importante e mi sono preso a cuore questa situazione. Quando sono arrivato ho incontrato il primo cittadino e, parlando con lui, mi sono reso conto che la situazione era disastrosa».

Il patron ha poi fatto riferimento alla condizione della società al momento del suo ingresso, spiegando come alcune figure già presenti nel club fossero arrivate a valutare scenari estremi.

«Cannizzo, Minieri e Di Pietro erano talmente disperati da essere pronti a portare i libri contabili in tribunale. C’era una situazione di grande difficoltà. La vecchia dirigenza, con Stompo e Montesano, aveva lasciato una realtà con diverse criticità amministrative».

Uno dei punti centrali del racconto riguarda poi lo stadio Gaeta. Secondo Travagin, proprio la questione dell’impianto avrebbe rappresentato una delle principali garanzie ricevute prima di assumere la guida della società.

«Mi era stata assicurata la massima disponibilità da parte dell’amministrazione comunale. Lo stadio Gaeta non sarebbe stato consegnato immediatamente, ma almeno entro settembre. Mi sono affidato alle parole del sindaco e dei ragazzi che erano già presenti nella società».

Non solo impiantistica. Travagin ha parlato anche delle prospettive economiche legate alle sponsorizzazioni.

«Mi erano stati garantiti contratti con sponsor per cifre importanti e soprattutto il mantenimento dello sponsor principale, Gruppo Arena. A questo si sarebbero dovuti aggiungere altri partner pronti a sostenere periodicamente o stabilmente l’Enna».

Parole che fotografano una situazione diventata delicata e che potrebbero aprire nuovi scenari per il futuro del club gialloverde. Travagin ha voluto mettere pubblicamente in evidenza le condizioni nelle quali ha scelto di intervenire e le promesse ricevute al momento del suo ingresso, lasciando intendere come il prosieguo del progetto dipenderà anche dal rispetto degli impegni assunti attorno alla società.

Torna TEDxGela, la sesta edizione il 10 ottobre: il tema scelto è “Cuntu, numeri che contano

La sesta edizione di TEDxGela rappresenta un punto di maturità nel percorso avviato negli anni precedenti, l’evoluzione di un progetto culturale che ha progressivamente consolidato la propria identità nel territorio siciliano, posizionando Gela in un circuito internazionale di idee, visione e confronto. Il tema scelto per il 2026 è “Cuntu. Numeri che contano. Parole che raccontano. Immagini che rendono conto”. L’evento è in programma sabato 10 ottobre dalle 15.30 al teatro Eschilo di Gela e, per celebrare i traguardi raggiunti in questi anni nel corso di un viaggio tanto impegnativo quanto stimolante, l’organizzazione ha deciso che l’ingresso sarà gratuito (occorre però prenotare il proprio posto al seguente link: https://www.eventbrite.com/e/tedxgela-tickets-1999248994561). 
“Cuntu” è una parola profondamente radicata nella cultura siciliana, capace di racchiudere una doppia tensione semantica e simbolica. In Sicilia, il “Cuntu” è il racconto orale, è la memoria che si trasmette di generazione in generazione, è ritmo, è identità collettiva. Ma è anche conto: misura, calcolo, responsabilità, rendicontazione. È il gesto di assumersi il peso delle proprie azioni e di darne riscontro. La sesta edizione nasce da questa ambivalenza. “Cuntu” come racconto e come conto. Come narrazione e come misurazione. Come immaginazione e come responsabilità.
Il contesto contemporaneo è segnato da una crescente centralità dei numeri. Indicatori di performance, dati statistici, algoritmi, metriche di impatto guidano scelte pubbliche e private, determinano investimenti e orientano strategie. Questo vale in molti ambiti della vita contemporanea, inclusi quelli legati all’innovazione, allo sviluppo dei territori e alla sostenibilità. Tuttavia, senza una narrazione capace di restituirne il significato, i numeri rimangono astratti, incapaci di generare consapevolezza. TEDxGela 2026 intende porsi come spazio di convergenza tra queste dimensioni, promuovendo un dialogo tra dati e visioni, tra evidenze e storie, tra misurabilità e senso.
Un dialogo particolarmente significativo in un territorio come la Sicilia, che negli anni ha attraversato profonde trasformazioni economiche, sociali e ambientali e che oggi si trova in una fase di ridefinizione della propria identità. Dopo cinque edizioni che hanno contribuito a costruire una community solida e un riconoscimento crescente, la sesta edizione si configura come un passaggio di consolidamento. TEDxGela è ormai un presidio culturale stabile nel panorama locale e regionale, capace di attrarre competenze, generare dialogo intergenerazionale e attivare reti tra imprese, istituzioni, professionisti e giovani talenti.
“Cuntu” non è dunque soltanto un tema, ma una dichiarazione di metodo. Ogni idea proposta sarà chiamata a confrontarsi con la doppia esigenza di essere significativa e verificabile, ispirante e concreta. In un tempo in cui la polarizzazione e la superficialità comunicativa tendono a separare emozione e responsabilità, TEDxGela 2026 propone una sintesi: non separare mai i numeri dalle persone, le storie dalla realtà, le immagini dall’impatto.

Liborio Casabona, esponente della Uil, eletto presidente del Comitato provinciale Inps di Caltanissetta:

Liborio Casabona, esponente di primo piano nella Uila-Uil nissena e regionale, è stato eletto oggi presidente del Comitato provinciale Inps di Caltanissetta.
A Casabona sono subito arrivati dal segretario generale, Enzo Savarino, e dalle Segreterie Uila di Enna-Caltanissetta e Sicilia i complimenti e gli auguri di buon lavoro. “Siamo orgogliosi di una scelta – commenta Savarino – che assicura la presenza di un sindacalista esperto, sensibile e compente al servizio delle persone in un Istituto sempre più importante per la qualità della vita nei nostri territori. Liborio Casabona, in coerenza con radici e valori della Uila-Uil, saprà interpretare il suo mandato all’insegna del confronto sociale. Il compito è delicato, ma esaltante. L’Inps anche a Caltanissetta sta affrontando una trasformazione significativa per rispondere meglio alle legittime aspettative dei cittadini, siamo certi che il Comitato provinciale dell’Istituto garantirà il proprio contributo di idee e proposte per accelerare questo sviluppo”.

Cammino di San Giacomo, presentato a Caltagirone il piano di valorizzazione regionale sui 130 chilometri del percorso

Presentato al Municipio di Caltagirone ilprogetto pilota della Regione Siciliana che trasformerà il Cammino di San Giacomo in un sentiero più accessibile per migliaia di pellegrini e in un’opportunità di sviluppo rurale per 10 comuni dell’Isola. I territori dell’entroterra coinvolti sono ad oggi ancora poco conosciuti, lungo i 130 chilometri di percorso si parte dalla Basilica di San Giacomo di Caltagirone, e si attraversano San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria, Nicosia, fino al Santuario di San Giacomo a Capizzi.

«Il Cammino di San Giacomo può diventare un modello di sviluppo per la Sicilia interna, capace di unire fede, agricoltura, cultura e turismo lento – sottolinea il vice presidente e assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea della Regione Siciliana Luca Sammartino – Vogliamo restituire centralità ai piccoli comuni trasformando il territorio agricolo in parte dell’esperienza di viaggio: chi percorre questi 130 chilometri incontra produttori, allevatori, artigiani e comunità, si ferma nei borghi e genera nuove opportunità economiche. Con il Pane del Pellegrino, la rete dei Custodi del Cammino, la nuova segnaletica e una promozione che guarderà anche ai mercati internazionali costruiremo una rete stabile attorno al percorso, perché il pellegrino non attraversi semplicemente questi territori, ma possa conoscerli, viverli e portarne con sé l’identità. Vogliamo che il Cammino di San Giacomo diventi un progetto realmente condiviso dai territori e dalle comunità che attraversa. I primi custodi saranno i sindaci dei dieci Comuni coinvolti e gli operai della Forestale, protagonisti di un lavoro concreto di cura del territorio. Dalla sistemazione del verde al decoro urbano nei Comuni attraversati dal percorso, passando per l’installazione della segnaletica: interventi che contiamo di ultimare entro la fine di ottobre. Ma questo è soltanto il punto di partenza. Il nostro auspicio è che la rete possa crescere e coinvolgere progressivamente gli agricoltori, gli allevatori, gli artigiani, i produttori e tutte quelle realtà che il pellegrino incontra lungo il suo viaggio».

«Il pellegrinaggio cristiano – sottolinea il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana S.E. Mons. Antonino Raspanti – è anzitutto un cammino interiore capace di aprire all’incontro con le persone, i luoghi e le radici della nostra terra. Il Cammino di San Giacomo può diventare così un’occasione per riscoprire la Sicilia autentica e valorizzare le sue comunità e le aree interne. La Chiesa di Sicilia guarda con favore a questo progetto, perché il pellegrinaggio crea relazioni, accoglie e offre una nuova narrazione della nostra terra».

Il sentiero siciliano si tingerà di giallo e di blu proprio come il grande cammino compostellano con 317 “frecce di conforto”, poste nei passaggi e negli incroci più delicati; 403 frecce di tappa, con indicazione chilometrica ogni 500 metri; 115 cartelli stradali agli incroci principali; 26 pietre miliari, oltre a cartelloni dedicati ai punti di sosta e ai luoghi di interesse. Ogni cartello informativo sarà inoltre dotato di un QR Code attraverso il quale accedere a informazioni sul territorio, sui servizi e sull’ospitalità. 

«Tutti i protagonisti della rete dei Custodi saranno inseriti all’interno di una piattaforma web dedicata – aggiunge il vice presidente della Regione Siciliana Luca Sammartino – che consentirà al pellegrino di conoscere, tappa dopo tappa, le persone, le aziende e le realtà produttive che animano il territorio. Vogliamo costruire una comunità diffusa che accolga i pellegrini e che, attraverso il Cammino, racconti il lavoro, le produzioni e l’identità della Sicilia interna. A questa dimensione territoriale affiancheremo una forte azione di promozione: a novembre presenteremo il Cammino di San Giacomo a Fieracavalli di Verona, una vetrina importante per raccontare la sua natura di itinerario di turismo lento, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo. Lo faremo anche attraverso un video promozionale in più lingue, pensato per raggiungere un pubblico internazionale e far conoscere non soltanto il percorso, ma anche i paesaggi, le comunità rurali e le produzioni che si incontrano lungo il viaggio. È così che un itinerario di fede può trasformarsi in uno strumento concreto di sviluppo, capace di creare nuove opportunità per i piccoli comuni e di restituire centralità ai nostri territori rurali».

Con l’assessore Sammartino, sono oggi intervenuti Mons. Antonino Raspanti, il dirigente generale del Dipartimento di Sviluppo Rurale e Territoriale Alberto Pulizzi, i vescovi delle quattro diocesi attraversate dal progetto mons. Calogero Peri (Caltagirone), mons. Rosario Gisana (Piazza Armerina), mons. Giuseppe Schillaci (Nicosia), mons. Guglielmo Giombanco (Patti), Totò Trumino pellegrino ideatore del Cammino di San Giacomo in Sicilia e componente della Confraternita di San Jacopo di Compostella, il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo insieme ai sindaci degli altri Comuni coinvolti.

LND Sicilia, ufficiali i gironi di Promozione: ecco tutte le novità

La stagione 2026/27 dei campionati dilettantistici siciliani ha finalmente la sua composizione ufficiale. Il Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti, attraverso il Comunicato Ufficiale numero 71 del 10 settembre 2026, ha definito gli organici e i gironi di Promozione, oltre a Prima Categoria, Seconda Categoria e Serie C2 di calcio a 5.

Il provvedimento arriva dopo l’esame delle domande di ripescaggio da parte della Commissione e le decisioni assunte dal Consiglio Direttivo nella riunione del 9 settembre. In Promozione l’organico è stato portato a 64 società, mentre la Prima Categoria è stata ampliata a 76 e la Seconda Categoria a 91. Per la Serie C2 di calcio a 5 l’organico è stato completato a 56 società.

Novità per il campionato di Promozione, che sarà diviso in quattro gironi da 16 squadre. Il Consiglio Direttivo ha deliberato l’ammissione di otto società ripescate: Fada Football Club, Casmenarum Comiso 1962, Cassibile Fontane Bianche, Sicilia Football Club, Sinagra Calcio, Ragusa Boys, Real Gela e Sant’Anna Enna. Ecco dunque il quadro dei gironi di Promozione.

Nel girone A troviamo: Aragona Calcio, Atletico Partinico, Camporeale Calcio 2018, Casteltermini, Castelvetrano 2024, Cianciana Calcio, Città di Casteldaccia, Città di Cinisi, Empedoclina, Fulgatore, Gemini Calcio, Margheritese 2018, US Mazara 1946, Oratorio S. Ciro e Giorgio, Sferracavallo 2023 e Valderice Calcio 2013.

nel girone B: Aluntina, CUS Palermo, Città di Mistretta, Comprensorio del Tindari, Fada Football Club, Football Club Pro Mende, Gangi, JSL Brolo, Nuova Rinascita, Orlandina Calcio, Polisportiva Nicosia, Pro Falcone, Rosmarino, Sicilia Football Club, Sinagra Calcio e Sport Palermo.

Nel girone C: Acibonaccorsi Calcio, Atletico Calcio Bronte, Atletico Messina Provincia, Calcio Furci, Città di Misterbianco, Città di Villafranca, Club Calcio San Gregorio, Etnea Calcio Club, FC Belpasso 2014, Futura, Nuova Peloro, Polisportiva Sant’Alessio Tre Torri, Real Rocchenere, SP Club Città Aci Sant’Antonio, Torregrotta 1973 e Valdinisi Calcio Nizza.

E per concludere il girone D con: Atletico Megara 1908, Barrese, Casmenarum Comiso 1962, Cassibile Fontane Bianche, Città di Canicattini, Frigintini, Noto FC 2021, Pro Ragusa, Qal’at, Ragusa Boys, Real Gela, Sant’Anna Enna, SS Megarese, Santa Croce Soccer, Serradifalco e Sommatinese Calcio.

Gela, controlli dei vigili urbani sulle strade provinciali del territorio: elevate venti sanzioni

Proseguono a Gela i controlli dei vigili urbani  lungo le strade provinciali, con particolare attenzione ai comportamenti di guida che possono mettere a rischio la sicurezza degli automobilisti.

Anche nella giornata di oggi una pattuglia della Polizia municipale è stata impegnata sulle SP del territorio per contrastare soprattutto l’eccesso di velocità, i sorpassi azzardati e, più in generale, le condotte pericolose alla guida.

Nel corso dei controlli sono state elevate 20 sanzioni per infrazioni riconducibili a comportamenti di guida pericolosi.

L’attività rientra nei servizi predisposti dalla Polizia locale per aumentare la sicurezza sulle arterie maggiormente interessate dal traffico e prevenire incidenti causati dal mancato rispetto delle norme del Codice della strada.

I controlli, coordinati dal comandante della Polizia municipale di Gela Massimo Cozzo, proseguiranno con l’obiettivo di scoraggiare le condotte più rischiose e garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada.