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Autore:EDA Communication

Nasce l’itinerario gastronomico di Caltagirone: nei menù dei ristoranti, i piatti della tradizione

Per onorare il riconoscimento ricevuto quest’anno dalla Sicilia, nominata Regione Europea della Gastronomia, nasce, su iniziativa della sezione locale dell’Accademia italiana della Cucina e dell’Amministrazione comunale, l’Itinerario gastronomico di Caltagirone, un percorso degli antichi sapori che comprende alcuni piatti della tradizione della città, messi, nei ristoranti aderenti, a disposizione dei turisti che intendono conoscere Caltagirone anche attraverso la degustazione delle sue peculiarità culinarie più rappresentative. Hanno sinora aderito 10 ristoratori, “adottando” uno o più piatti e proponendoli ai clienti all’interno dei propri menù, ma le adesioni sono sempre aperte. All’ingresso di ogni ristorante è in mostra un apposito logo, presente anche nel menù, a lato dei piatti rappresentativi della città scelti dal ristoratore.                                                                       

“E’ un percorso gastronomico e non solo – sottolinea il delegato per Caltagirone dell’Accademia italiana della Cucina, Maurizio Pedi -, pensato per chi intende fermarsi nella nostra città per conoscerne la storia e la cultura anche attraverso il cibo, godendo così non soltanto della bellezza dei luoghi e dei monumenti più iconici, ma anche di quella dei sapori”. “Con questo itinerario – dichiara l’assessore allo Sviluppo delle risorse territoriali, Piergiorgio Cappello – si propone all’avventore un viaggio alla scoperta dei sapori, degli odori e colori che più caratterizzano la nostra tradizione culinaria. Si tratta di un primo passo con l’obiettivo ulteriore di unire alle ricette tipiche i prodotti della nostra agricoltura di qualità e le stoviglie dei nostri ceramisti in cui servire i piatti, per offrire ai visitatori il meglio della nostra comunità”.                                                            

Emergenza idrica a Gela, Cavallo (FdI): “Il sindaco non può restare in silenzio”

“Una città intera ancora senz’acqua, nonostante le rassicurazioni ufficiali. Un disagio inaccettabile che colpisce famiglie, anziani, bambini, attività commerciali. È tempo di chiarezza, trasparenza e responsabilità.” Con queste paroleSara Cavallo, capogruppo diFratelli d’Italiaal Consiglio Comunale di Gela, annuncia la presentazione di unainterrogazione urgenterivolta al Sindaco e all’amministrazione, per chiedere spiegazioni immediate sulla persistente interruzione del servizio idrico che da giorni coinvolgel’intero territorio cittadino.

“I lavori di collegamento della condotta San Leo – sottolinea Cavallo – dovevano concludersi il 25 settembre alle ore 10:00, secondo quanto comunicato da Siciliacque. E invece, siamo al 26 e in tante abitazioni l’acqua non è ancora tornata. Questo disservizio non è più tollerabile. Il silenzio dell’Amministrazione è assordante.”

Nell’interrogazione consiliare, la rappresentante di FdI chiede di conoscere le vere cause del ritardo nel ripristino, di sapere quali verifiche siano state avviate con Siciliacque e Caltaqua, e quali azioni intenda mettere in campo l’amministrazione per tutelare la cittadinanza e vigilare sull’efficienza della gestione.

“L’acqua è un diritto essenziale, non una concessione– prosegue Cavallo – e la mancanza di una posizione ferma da parte del Sindaco, che è la massima autorità sanitaria del territorio, è preoccupante. Non si può lasciare un’intera comunità senza un servizio fondamentale, senza risposte né alternative. Serve un cambio di passo immediato.”

“Chiediamo al Sindaco di uscire dall’ambiguità e di dire chiaramente quali sono le responsabilità, cosa è stato fatto e cosa si intende fare. I cittadini meritano rispetto, risposte e acqua corrente nelle loro case.”

 

Sanità, Lorefice (M5S): “”Gela simbolo nazionale di un sistema abbandonato”

“Gela è il simbolo nazionale di come questo Governo stia smantellando la sanità pubblica. L’ASP ha sospeso le visite diabetologiche e sono terminati persino i dispositivi per il controllo della glicemia. All’ospedale Vittorio Emanuele i tagli continuano a colpire reparti e servizi, negando il diritto alla salute a migliaia di cittadini.
Questa non è solo un’emergenza sanitaria, ma un atto che calpesta i diritti fondamentali.
Lo Stato si assuma le proprie responsabilità e intervenga subito”.
Lo ha affermato in una nota il Senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.

Riprende gradualmente a Gela la distribuzione idrica: ecco il calendario quartiere per quartiere

Dopo giorni di disagi per la cittadinanza, a Gela riparte la distribuzione idrica grazie ai lavori di inserimento della nuova condotta di San Leo. Lo ha annunciato il sindaco Terenziano Di Stefano, che ha diffuso il calendario con le date e gli orari della ripresa dell’erogazione nei vari quartieri della città.

Secondo quanto comunicato:
• Sabato 27 ottobre (pomeriggio): l’acqua tornerà nel quartiere Macchitella;
• Da stanotte e domenica 28 ottobre: ripresa nelle zone Baracche, Caposoprano Basso e Fondo Iozza;
• Domenica sera e lunedì 29 ottobre: distribuzione in San Giacomo, Caposoprano Alto e Scavone;
• Lunedì 29 ottobre: tocca alla zona Manfria.

Il sindaco ha spiegato che l’interruzione, pur creando disagi, si è resa necessaria per consentire il primo dei due inserimenti della nuova condotta di San Leo, un’opera attesa da anni. «Dopo continui guasti e rotture che mettevano in difficoltà il servizio idrico – ha sottolineato Di Stefano – oggi compiamo un passo importante per migliorare la qualità dell’erogazione e garantire maggiore continuità».

La nuova infrastruttura rappresenta infatti un intervento strategico per il sistema idrico cittadino, che dovrebbe ridurre drasticamente i problemi di approvvigionamento che negli ultimi anni hanno colpito numerose famiglie gelesi.

L’amministrazione comunale invita i cittadini a seguire il calendario di distribuzione e a collaborare in questa fase di riavvio graduale del servizio.

Licatese accoltella moglie, figlio e nipote: è caccia all’uomo in Germania

È caccia all’uomo in Germania dopo un violento episodio di sangue che ha visto coinvolto Mario Abbate, 66 anni, originario di Licata. L’uomo è sospettato di aver aggredito con un coltello tre familiari e poi di essere fuggito, facendo perdere le proprie tracce. La polizia ha diffuso la sua foto e avverte che potrebbe essere ancora armato.

Il dramma si è consumato nella mattinata di venerdì a Betzdorf, piccolo centro della Renania di circa diecimila abitanti. Il teatro dell’aggressione è stato un appartamento in Johannes-Krell-Straße, nel quartiere di Bruche, a pochi passi dalla scuola elementare Christophorus.

Secondo la ricostruzione, Abbate si sarebbe prima scagliato contro l’ex moglie, una donna di 61 anni, colpendola ripetutamente con un coltello, per poi rivolgersi contro il figlio quarantunenne. Entrambi sono ricoverati in gravi condizioni. Nell’attacco è rimasta coinvolta anche la nipote quattordicenne, ferita in modo più lieve.

Le cause dell’aggressione non sono ancora del tutto chiare. Intanto, le autorità tedesche continuano a setacciare la zona per rintracciare il sessantaseienne licatese, considerato estremamente pericoloso.

Caltanissetta, donna accoltella il marito e chiede l’intervento dei carabinieri: arrestata per maltrattamenti

Nei giorni scorsi, a Caltanissetta, i Carabinieri della locale Compagnia hanno tratto in arresto una 61enne, incensurata.

L’arresto scaturisce da una richiesta di aiuto alla Centrale Operativa da parte di una donna in forte stato di agitazione, che segnalava un’aggressione da parte del marito convivente. L’operatore della Centrale Operativa mantenendo il contatto telefonico con la richiedente inviava immediatamente una pattuglia sul posto.

I Carabinieri, giunti presso l’abitazione segnalata, notavano tracce di sangue che conducevano dall’ingresso del condominio alla cucina dell’appartamento, ove era presente la richiedente in attesa del loro arrivo; l’atteggiamento della donna, la mancanza di tracce evidenti sul corpo e l’assenza del presunto aggressore presso l’abitazione insospettivano i militari, che hanno proceduto quindi a un esame approfondito della vicenda, ricostruendo la reale dinamica dei fatti. La donna, dopo aver provocato il marito, lo ha colpito con un coltello da cucina lungo 32 cm, nascosto successivamente sotto il letto.

Nel frattempo, il marito, rientrato dall’ospedale ove si era autonomamente recato, confermava l’aggressione subita, avvalorata anche dalla visione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza, da cui emergevano dapprima violenze verbali nei confronti dell’uomo, anche in presenza del figlio, anch’egli destinatario di offese e percosse, e infine l’aggressione con il coltello.

Ulteriori approfondimenti condotti nell’immediatezza hanno consentito di acquisire altri indizi di colpevolezza in ordine a una precedente simile aggressione subito alcuni mesi prima da parte dall’uomo, che da anni è risultato subire condotte di violenza psicologica e fisica da parte della moglie, mai denunciate.

L’arrestata, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Caltanissetta, che coordina le indagini, è stata associata presso la Circondariale di Agrigento.

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere dell’indagata per il reato di maltrattamenti.

L’odierna attività di servizio rientra nell’ambito della costante azione di prevenzione e contrasto dei reati in materia di violenza di genere e domestica che i Carabinieri conducono quotidianamente a tutela delle vittime e a presidio della sicurezza delle comunità, anche attraverso iniziative di comunicazione e responsabilizzazione mirate a rafforzare la consapevolezza sul delicato tema e a incoraggiare le vittime a rompere il silenzio.

Si precisa il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla Costituzione, per l’indagata vale il principio di presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva.

Gela-Catania, investita mucca sulla 417bis: animale ferito sul ciglio della strada

Un incidente insolito si è verificato oggi lungo la strada statale 417bis, al chilometro 12, tra Gela e Catania, dove una mucca è stata investita da un veicolo. L’animale è stato trovato agonizzante sul ciglio della carreggiata.

Sul posto sono intervenuti immediatamente la Polizia di Stato e i Carabinieri per i rilievi del caso e per garantire la sicurezza del traffico, temporaneamente rallentato a causa della presenza dell’animale sul ciglio della strada.

Le autorità stanno indagando sulle circostanze dell’incidente, mentre l’animale è stato lasciato sotto osservazione sul posto, in attesa di eventuali soccorsi veterinari e del proprietario.

Lavori sull’autostrada Palermo-Catania, brevi limitazioni fra gli svincoli di Caltanissetta ed Enna

Mercoledì primo ottobre, dalle ore 22:00 alle ore 6:00 del giorno successivo, sulla A19 “Palermo Catania” verrà chiusa la corsia di marcia della carreggiata in direzione Catania dallo svincolo di Caltanissetta allo svincolo di Enna.
Il provvedimento si rende necessario per l’installazione delle barriere di sicurezza stradale nel tratto a doppio senso di circolazione del viadotto Morello.
Durante le fasi delle lavorazioni verrà istituita un’uscita obbligatoria dall’autostrada allo svincolo di Caltanissetta (km 103,500), occorrerà percorrere la SS 640, proseguire lungo la SS 626 fino all’incrocio con la SS 122, percorrere la SS 117 Bis ed immettersi sull’A19 tramite lo svincolo di Enna (km 119,500).
I lavori, così come disposto dal Commissario straordinario del Piano di manutenzione della A19, il Presidente della Regione, Renato Schifani, verranno effettuati durante le ore notturne per ridurre al minimo i disagi agli utenti in transito.

Zona industriale di Caltagirone, governo Schifani al fianco degli artigiani

«Aspettiamo una proposta formale da parte degli artigiani. Siamo al loro fianco per la risoluzione dei problemi, ma anche per la salvaguardia delle imprese e delle giuste e legittime istanze. Il commissario liquidatore Asi di Ragusa Enna e Caltagirone, Salvo Nicotra, cercherà con il mio assessorato e le imprese di trovare un equilibrio rispetto a una vicenda che si trascina da troppe legislature. Ringrazio il vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, per la sua presenza e per l’attenzione che rivolge al futuro degli imprenditori». Con queste parole, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, ha introdotto oggi il tavolo tecnico convocato a Palermo nella Sala Libero Grassi dell’assessorato, al quale hanno preso parte gli artigiani della zona industriale di Caltagirone, il sindaco calatino Fabio Roccuzzo, il senatore Salvo Pogliese e il commissario liquidatore Asi, Salvo Nicotra.

 

Al centro della discussione la gestione degli immobili industriali, i vari contenziosi in atto e la proposta del consorzio Asi della vendita degli immobili stessi.

 

L’assessore Tamajo ha sottolineato la volontà del governo Schifani di seguire da vicino la vicenda. «Essere al fianco delle imprese – ha detto Tamajo – è un dovere istituzionale, non una scelta politica. Per questo sollecito l’apertura di un dialogo proficuo e una accelerazione dei lavori, con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi a una soluzione definitiva».

Agricoltura in crisi, mobilitazione a Palermo: presente anche una delegazione di Gela

C’erano anche una cinquantina di agricoltori gelesi alla grande mobilitazione del popolo del grano sceso in piazza a Palermo per denunciare le manovre di veri e propri speculatori che utilizzano le importazioni di prodotto straniero per far crollare i prezzi del grano italiano, sceso ormai sotto i costi di produzione. A rappresentare l’Amministrazione Comunale l’assessore all’Agricoltura, Filippo Franzone, che ha manifestato insieme a centinaia di agricoltori arrivati da ogni parte della Sicilia e della Calabria.

Una manifestazione massiccia ma pacifica con cartelli, bandiere e striscioni che si sono radunate in Piazza Marina.

“A rischio è la sopravvivenza di migliaia di aziende agricole, anche locali – ha denunciato l’assessore Franzone – che sono impegnate nella coltivazione. Questa speculazione rischia di far drasticamente diminuire le capacità produttive della nostra nazione in un settore strategico per l’approvvigionamento alimentare, con pesanti conseguenze dal punto di vista economico e ambientale. Servono maggiori controlli e lo stop alle importazioni sleali di grano da paesi del nored America”.

Sicurezza a Gela, Cavallo: “Situazione grave, servono interventi urgenti. Vicinanza alla famiglia Smecca”

«Gela sta vivendo un momento difficile. E quanto accaduto domenica scorsa, con il drammatico accoltellamento del signor Rocco Smecca – intervenuto per cercare di sedare una rissa – rappresenta una ferita profonda per l’intera comunità. A lui e alla sua famiglia va tutta la mia più sincera vicinanza, insieme agli auguri di una pronta e piena guarigione. La città non può e non deve abituarsi alla violenza».

Con queste parole, la consigliera comunaleSara Cavallo, capogruppo diFratelli d’Italia, ha introdotto in aula un’interrogazione a risposta orale, rivolta al Sindaco e – se presente – all’Assessore alla Sicurezza, chiedendo interventi urgenti e concreti per fronteggiare una vera e propria emergenza di ordine pubblico che negli ultimi mesi sta generando paura e insicurezza diffusa tra i cittadini.

Emergenza criminalità giovanile e uso di armi

La richiesta parte da una riflessione lucida e preoccupata: «Stiamo assistendo – ha detto Cavallo – a una crescente escalation di episodi delinquenziali, spesso legati alla fascia giovanile, con risse, aggressioni e persino l’uso di armi da taglio. Il rischio è che questa spirale degeneri ulteriormente, compromettendo la serenità sociale della città».

L’interrogazione elenca una serie di episodi già noti alle cronache locali e propone misure sia immediate che strutturali. Tra queste, spicca larichiesta formale di attivazione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, organo consultivo del Ministero dell’Interno previsto dalla Legge 121/1981, che può garantire un supporto concreto in termini di strategie operative e risorse umane.

Fiducia nelle Istituzioni e sostegno alle Forze dell’Ordine

Ampio spazio è stato dedicato nel testo all’importanza della sinergia tra istituzioni, Forze dell’Ordine e Magistratura:
«Non smetterò mai di ribadire la mia più profonda stima nei confronti delle donne e degli uomini in divisa, che ogni giorno operano con dedizione e coraggio – spesso in condizioni estremamente complesse – per garantire la sicurezza di tutti noi. Il loro lavoro merita riconoscimento, ma anche supporto concreto da parte di tutte le istituzioni».

Parole di profondo rispetto anche per la Magistratura:
«Rappresenta un presidio di legalità e giustizia. Il suo ruolo non si limita all’accertamento dei reati, ma è garanzia di tenuta democratica e di tutela dei diritti fondamentali. È nostro dovere collaborare affinché le condizioni operative di chi difende la legalità siano sempre all’altezza della sfida».

Le richieste all’Amministrazione

Nel dettaglio, l’interrogazione pone una serie di domande all’Amministrazione comunale:

  • Se sia consapevole della gravità della situazione attuale;
  • Se abbia avviato interlocuzioni con le autorità competenti;
  • Se intenda formalizzare la richiesta al Ministero dell’Interno per l’attivazione del Comitato nazionale per la sicurezza pubblica;
  • Quali misure intenda mettere in campo, sia nell’immediato che nel medio-lungo termine, per contenere e contrastare il fenomeno.

Tra le proposte avanzate, ancheinterventi educativi, sociali e culturali rivolti ai giovani e alle famiglie, finalizzati alla prevenzione del disagio giovanile e alla costruzione di una comunità più coesa e consapevole.

Conclusione: «Un patto di responsabilità collettiva»

«La sicurezza – ha concluso Cavallo – non è solo una questione di ordine pubblico, ma anche di coesione sociale, di cultura del rispetto, di fiducia nelle istituzioni. Serve un patto di responsabilità collettiva. La mia interrogazione vuole essere un atto concreto, ma anche un appello: uniamo le forze, lavoriamo insieme, con serietà e determinazione, per restituire serenità e fiducia ai cittadini di Gela».