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Autore:EDA Communication

Mirabella Imbaccari, furto con Bobcat in gioielleria: ladri fuggiti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine

MIRABELLA IMBACCARI (CT) – Momenti di grande tensione a Mirabella Imbaccari, dove una gioielleria è stata presa di mira da un gruppo di malviventi esperti. L’assalto è avvenuto intorno alle 4, quando i ladri hanno utilizzato un escavatore Bobcat rubato per sfondare la vetrina dell’esercizio commerciale, trasportando il mezzo pesante con un camion appositamente noleggiato per l’operazione.

Dopo aver compiuto il colpo, i criminali hanno abbandonato sul posto sia il camion sia il Bobcat e si sono dati alla fuga a bordo di almeno tre veicoli diversi. Al momento non è ancora stato stimato il valore dei gioielli sottratti.

Sul luogo dell’assalto sono intervenuti i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche insieme ai colleghi della compagnia di Caltagirone, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica del furto e rintracciare i responsabili.

Il colpo segna il ritorno di episodi criminali di alto livello nella zona dopo un periodo di apparente calma, suscitando preoccupazione tra commercianti e residenti.

Caltagirone, donna gira per la città danneggiando auto e rischiando di travolgere passanti: fermata dalla Polizia

CALTAGIRONE (CT) – Momenti di tensione ieri mattina a Caltagirone, quando una donna ha creato il caos nel centro cittadino. Intorno alle 11, alla guida della propria vettura, ha iniziato a zigzagare per le strade, urtando diverse auto in sosta e mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni.

Alcuni cittadini, spaventati dalle manovre pericolose, hanno subito allertato le forze dell’ordine. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che dopo alcuni concitati minuti è riuscita a bloccare il veicolo e a fermare la conducente.

La donna è stata condotta in sicurezza per gli accertamenti del caso. Nonostante i rischi corsi da automobilisti e passanti, non si registrano feriti.

Le autorità stanno ora valutando la posizione della donna e le eventuali responsabilità penali legate all’episodio.

Gela, sessantenne aggredito e ricoverato in ospedale: indagini in corso

GELA (CL) – Serata di paura ieri a Gela, quando una violenta lite tra due uomini, entrambi sulla sessantina, si è trasformata in un brutale pestaggio a pochi passi dall’ingresso principale dell’ospedale Vittorio Emanuele.

Secondo le prime ricostruzioni, poco dopo le 21 in via Palazzi, i due coetanei hanno iniziato a discutere animatamente. Le cause del contrasto non sarebbero ancora state chiarite, ma in breve tempo il confronto verbale è degenerato. Uno dei due avrebbe improvvisamente colpito l’altro con schiaffi e pugni, per poi continuare con calci violenti all’addome.

La vittima, di corporatura più esile, è caduta a terra ed è rimasta immobile, mentre l’aggressore si sarebbe allontanato lasciandolo dolorante sul selciato. Alcuni passanti hanno immediatamente prestato aiuto e richiesto l’intervento dei sanitari del vicino ospedale.

Trasportato in barella al pronto soccorso, l’uomo è stato sottoposto a una serie di accertamenti che avrebbero evidenziato una lesione interna, probabilmente alla milza, riconducibile alla violenza dei colpi ricevuti. I medici stanno valutando la possibilità di un intervento chirurgico.

La cartella clinica e la testimonianza della vittima sono già state acquisite dagli investigatori, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare le responsabilità.

Acate, bomba carta esplode davanti a un mini market: paura in città

 

ACATE (RG) – Paura nella notte ad Acate, dove alle 1:47 una bomba carta è stata fatta esplodere davanti a un mini market gestito da una famiglia di origine bengalese in Corso Indipendenza n.14. L’ordigno rudimentale, piazzato sul gradino in marmo dell’ingresso, ha provocato un forte boato avvertito in gran parte della cittadina, svegliando numerosi residenti.

Al momento dell’esplosione, sopra l’esercizio commerciale si trovava il giovane proprietario insieme alla moglie incinta di sette mesi. Grande spavento per la coppia, ma fortunatamente nessuna conseguenza per la donna e il bambino che porta in grembo.

Le immagini delle telecamere

Dalle telecamere di videosorveglianza esterne al negozio si vede un uomo incappucciato, con felpa grigia e maglietta bianca, provenire da un vicolo stretto adiacente. L’individuo si è avvicinato all’ingresso del market, ha posato l’ordigno, acceso la miccia e si è allontanato di corsa in direzione Marina di Acate lungo Corso Indipendenza.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Vittoria, che hanno messo in sicurezza l’area, e le Forze dell’Ordine, che hanno avviato i rilievi e le indagini per risalire all’autore del gesto.

Non si registrano feriti, ma l’episodio ha creato forte allarme nella comunità. Restano da chiarire le motivazioni dietro l’atto intimidatorio.

Agricoltura, l’assessore Sammartino giura all’Ars: “Ripartiamo dalle emergenze e dalle riforme”


Con il giuramento all’Ars, davanti al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Luca Sammartino è entrato ufficialmente nel pieno delle sue funzioni. 

«Ricominciamo dalle priorità del governo Schifani – ha detto l’assessore – portate avanti in maniera straordinaria dal professore Barbagallo, che ringrazio per il lavoro e la dedizione che ha profuso durante il suo incarico. Ripartiamo da quello che i siciliani oggi si aspettano, ovvero l’impegno per fronteggiare l’emergenza idrica grazie alla pianificazione messa in campo dal mio predecessore, che va portata avanti sia nella Sicilia occidentale che in quella orientale. L’obiettivo è ridurre le perdite d’acqua ma, soprattutto, sostenere al meglio gli investimenti in agricoltura. Ripartiamo anche dalle grandi emergenze che la politica europea sta determinando nel comparto della pesca siciliana». 

Tra gli obiettivi, la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche dell’Isola. «Siamo e saremo al fianco di tutti i produttori che vogliono portare nelle tavole il brand della Sicilia: ogni pasto, ogni materia prima siciliana rappresenta l’identità, le radici e la storia di questa straordinaria regione. Il governo è impegnato a introdurre nuove economie per far sì che le nostre aziende possano competere sempre di più nei mercati internazionali». 

Sammartino ha quindi illustrato la strategia di continuità con il suo predecessore: «Il governo regionale già nelle prossime ore sarà impegnato sulle riforme tanto attese dalle organizzazioni dei produttori e dei sindacati, come quella del comparto forestale e quello dei consorzi di bonifica». 

Crisi idrica, acqua dai corsi fluviali per il comparto agricolo e zootecnico

L’Autorità di bacino della Presidenza della Regione, con una nota inviata al dipartimento dell’Agricoltura e ai Consorzi di bonifica, invita i gestori ad attivare procedure semplificate per attingere acqua pubblica dai corsi fluviali attraverso l’utilizzo di pompe mobili o semifisse e altri sistemi idonei. Si tratta di una misura straordinaria per far fronte alla crisi idrica che ha colpito in maniera particolare il comparto agricolo e zootecnico, che si inserisce nel quadro delle azioni coordinate dalla Cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, presieduta dal presidente Renato Schifani e coordinata da Salvatore Cocina, capo della Protezione civile, insieme al dipartimento regionale dell’Agricoltura e ai Consorzi di bonifica. 

 
Gli obiettivi sono contrastare gli effetti della siccità e tutelare il settore agricolo, fondamentale per l’economia e per l’occupazione, attraverso la salvaguardia delle produzioni. Queste misure, adottate in via straordinaria, consentiranno alle aziende del settore e a quelle zootecniche di utilizzare in tempi rapidi le risorse idriche disponibili, nel pieno rispetto dei deflussi minimi vitali e senza arrecare danno agli argini e agli impianti idraulici.

Camionista filmato mentre effettua sorpassi pericolosi sulla strada Gela-Catania

La Polizia Stradale di Gela, nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto alle condotte di guida pericolose, ha accertato gravi violazioni a carico di un conducente di autocarro appartenente ad una società di autotrasporto per conto terzi. L’attività è stata condotta dal Distaccamento Polizia Stradale di Gela congiuntamente al Commissariato di Pubblica Sicurezza, a seguito della diffusione, su un noto social network, di un filmato in cui si notava un autoarticolato effettuare sorpassi estremamente pericolosi in curva lungo la strada statale che conduce da Catania verso Gela, strada a doppio senso di circolazione; condotte tali da porre in serio pericolo la sicurezza degli altri utenti della strada. Gli agenti della Polizia Stradale, dopo alcuni accertamenti, sono riusciti a individuare la società proprietaria del mezzo e il conducente responsabile delle manovre vietate. Nel prosieguo dell’attività, attraverso accurati controlli sul dispositivo cronotachigrafo del veicolo, sono emerse gravi irregolarità sui tempi di guida e di riposo del conducente, in violazione della normativa nazionale e comunitaria in materia di autotrasporto. Per tali infrazioni sono state elevate sanzioni amministrative per circa 600 euro sia nei confronti del conducente che della società di autotrasporto, ritenuta corresponsabile.

“Sessant’anni di attività e di trasformazione a Gela, 1965-2025”, l’Eni ripercorre il ruolo e la storia del sito industriale

“60 e oltre. Sessant’anni di attività e di trasformazione a Gela. 1965-2025“. E’ questo il titolo dell’iniziativa che si terrà il3 ottobre 2025 alle ore 09:30 al Teatro Eschilo di Gela, Piazza Sant’Agostino 34.
L’evento sarà un’occasione per ripercorrere la storia e il ruolo del sito industriale di Gela nella transizione energetica dell’Italia a 60 anni dalla sua inaugurazione. In programma una
Tavola rotonda: “Il ruolo del sito industriale di Gela nella transizione energetica dell’Italia a 60 anni dalla sua inaugurazione” con Marco Petracchini, Presidente Enilive e Giulio Sapelli, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Eni Enrico Mattei – modera Lucia Nardi, Responsabile Eni Cultura d’Impresa. Interviene ancheInnocenzo Titone, Presidente Nazionale Associazione Pionieri e Veterani di Eni

Allerta truffa telefonica: attenzione alle chiamate con prefisso +34.  Ecco come difendersi

L’ultima allerta in ordine di tempo contro le truffe segnalata allo “Sportello dei Diritti” riguarda la telefonata che sfrutta il prefisso internazionale +34, collegato alla Spagna . Nel dettaglio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, nelle ultime ore stanno circolando telefonate da un numero con questo prefisso, fai attenzione: spesso si tratta di un tentativo di phishing telefonico o vishing, una tecnica fraudolenta per sottrarre informazioni sensibili utilizzata con sempre più successo dai criminali informatici. Tra i principali obiettivi ci sono persone in cerca di lavoro, attirati da proposte che sembrano autentiche ma che in realtà nascondono pericoli significativi.

Una volta stabilito il contatto, il truffatore potrebbe spostare la conversazione su WhatsApp, chiedendo dettagli personali, documenti o persino dati bancari con il pretesto di finalizzare un processo di assunzione. Questo schema, se non riconosciuto, può portare a furti d’identità o perdite economiche ingenti. La truffa del prefisso +34 (es. 034 779061977) ha un funzionamento analogo a quello di altre truffe telefoniche perpetrate con prefissi esteri, come la truffa del Portogallo e la truffa dei Paesi Bassi. Tutto inizia infatti con una telefonata da un numero sconosciuto, caratterizzato in questo caso dal prefisso spagnolo. Il contenuto del messaggio varia, ma spesso consiste in un audio pre-registrato che invita l’utente a salvare il numero per proseguire il dialogo su app di messaggistica, generalmente WhatsApp. Tra gli scenari più comuni c’è quello di un’offerta di lavoro, giustificata dall’avvenuta ricezione di un curriculum. Questa strategia è particolarmente efficace e insidiosa con chi ha recentemente inviato candidature, magari anche all’estero, aumentando la possibilità che si instauri un’interazione con il truffatore.

Una volta spostata la comunicazione su WhatsApp, il criminale avvia una conversazione più personale, mascherata da colloquio ed è a questo punto che il criminale informatico richiede dettagli aggiuntivi per completare la presunta assunzione.Gradualmente, vengono richiesti dati sensibili, anche documenti e coordinate bancarie. Tutti questi elementi possono essere sfruttati per furti d’identità o accessi non autorizzati ai conti correnti delle vittime. Per proteggervi da questa e altre truffe telefoniche, la prima regola è quella di diffidare delle chiamate provenienti da numeri sconosciuti, specialmente con prefissi internazionali. Se per qualche ragione decidete di rispondere, non fornite mai informazioni personali o dati sensibili. Nessuna azienda seria richiede simili informazioni tramite telefonate o messaggi. Per proteggervi, vi suggeriamo di bloccare i numeri sospetti, utilizzando le funzioni integrate del vostro smartphone. Potete anche impostare il blocco per tutti i numeri non salvati in rubrica e i filtri anti-spam del vostro telefono (se disponibili), così da ridurre significativamente il rischio di ricevere chiamate fraudolente.Sapere come funziona questa truffa e adottare strategie preventive è fondamentale per proteggere voi e i vostri dati. Ricordate di verificare la veridicità delle comunicazioni ricevute attraverso i canali ufficiali. Si tratta di un’efficacie allerta che può evitarci molti grattacapi. Nel caso siate comunque incappati in una frode di questo tipo potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Guardia di Finanza, il prefetto di Caltanissetta in visita al comando provinciale

Nella giornata di ieri il Prefetto di Caltanissetta, dott.ssa Licia Donatella Messina, si è recata in visita presso la
Caserma “Col. Errico Ivagnes” sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza dove è stata accolta con
gli onori di rito dal Comandante Provinciale, Colonnello Stefano Gesuelli, dai Comandanti di Reparto e da una
rappresentanza dei militari. Il Prefetto di Caltanissetta, nel corso della visita, è stata accompagnata dal Vice
Prefetto aggiunto, dott.ssa Maria Chiara Fiammetta
Nel corso di un apposito briefing tenuto dal Comandante Provinciale sono state illustrate le caratteristiche del
contesto socio-economico che caratterizza la provincia nonché le attività di servizio svolte dalle Fiamme gialle
nissene a tutela dell’ordine pubblico economico, evidenziando i principali fenomeni fraudolenti e le misure di
contrasto adottate. L’occasione è stata anche utile per evidenziare il concorso offerto dal personale del Corpo
nell’esecuzione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica nel territorio della provincia e il ruolo della Guardia di
Finanza, attraverso i suoi assetti aeronavali, quale Polizia del Mare.
S.E. il Prefetto, nel prendere atto del lavoro quotidianamente svolto dalle Fiamme Gialle per la prevenzione e
repressione delle sempre più complesse forme di illegalità economico-finanziarie ha espresso il più vivo
compiacimento e ringraziamento alle donne ed agli uomini della Guardia di Finanza per l’attività espletata con
grandissima professionalità e determinazione nel contrasto al crimine economico e finanziario, e per la fattiva
collaborazione nelle attività finalizzate al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Al termine dell’incontro, al Prefetto è stato donato un omaggio floreale

Festa di San Matteo, santa messa a Caltanissetta per celebrare il patrono della Guardia di Finanza

Ieri, in occasione della ricorrenza di San Matteo, Patrono della Guardia di Finanza, S.E. Rev.ma Mons. Mario

Russotto, Arcivescovo della Diocesi Caltanissetta, ha celebrato una Santa Messa nella Chiesa di San Pietro di

Caltanissetta.

Alla solenne celebrazione hanno partecipato, il Prefetto di Caltanissetta, S.E. dott.ssa Licia Donatella Messina,

Autorità Giudiziarie locali i Vertici delle Forze di Polizia provinciali, unitamente a una nutrita rappresentanza di

Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri e appartenenti alle sezioni ANFI di Caltanissetta e

Gela.

Il “Breve Pontificio” che dichiara San Matteo Patrono della Guardia di Finanza reca la data del 10 aprile 1934 ed

è stato firmato dal Cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII), nell’auspicio che tutti gli appartenenti al

Corpo potessero, seguendo l’esempio dell’apostolo ed evangelista, unire l’esercizio fedele del dovere verso lo

Stato con la devota fede cristiana.

Proprio riflettendo su queste parole, al termine della Santa Messa, il Comandante Provinciale ha rivolto un saluto

ai presenti, ringraziando il vescovo Russotto per aver presieduto la solenne ricorrenza e rappresentando, ancora

una volta, come il servizio per lo Stato vada affrontato con umiltà e in sincero, convinto coordinamento tra tutti i

componenti delle Istituzioni per raggiungere il bene della comunità.

Spedizione punitiva a Riesi, il gruppo di fuoco partito da Gela e Mazzarino: cinque arresti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, a esito di serrate indagini, hanno chiuso in pochi giorni il cerchio sulla sparatoria avvenuta il 10 settembre scorso a Riesi, a esito della quale due persone sono rimaste ferite; in particolare, si ricorderà, un uomo si era presentato presso l’Ospedale di Mazzarino con una ferita d’arma da fuoco alla schiena, mentre la seconda vittima giungeva pressoché contestualmente al Pronto Soccorso di Gela, per una ferita d’arma da fuoco alla spalla; ad avere la peggio era stato il 21enne di Riesi, che a causa della gravità della ferita veniva trasportato presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta e sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza.

Le indagini, condotte nell’immediatezza dalla Stazione Carabinieri di Riesi e dal Reparto Territoriale di Gela, in seguito corroborate dagli approfondimenti effettuati dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caltanissetta, che ha effettuato anche i rilievi sulla scena criminis, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Caltanissetta, hanno consentito di acquisire convergenti elementi indizianti a carico di cinque soggetti, provenienti da Gela, Mazzarino e Riesi, ritenuti, secondo l’impostazione accusatoria, a vario titolo responsabili di concorso in tentato omicidio, porto abusivo di armi comuni da sparo in concorso e detenzione di arma da fuoco clandestina; quattro di essi annoverano svariati precedenti di polizia per reati di diversa natura.

Il quadro indiziario recepito nel provvedimento cautelare descrive una vera e propria spedizione armata all’interno dell’abitazione dei due fratelli riesini, da parte di un gruppo composto da 4 giovani provenienti da Mazzarino e Gela, che secondo la ricostruzione effettuata avrebbero pianificato l’agguato nei minimi dettagli.

Come documentato dall’analisi delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, uno degli indagati avrebbe inizialmente raggiunto l’abitazione di Riesi da solo, probabilmente per accertarsi che non vi fossero terzi estranei e quindi potenziali testimoni, per poi fare ritorno poco dopo con i complici, armati di due pistole, una calibro 380 e una 6,35.

Secondo le testimonianze raccolte, la sparatoria sarebbe stata preceduta da una colluttazione, durante la quale uno dei fratelli avrebbe provato a reagire contro chi lo teneva sotto tiro, e in quel frangente

sarebbe partito un colpo che ha ferito uno degli aggressori. Subito dopo, la persona obiettivo dell’agguato veniva attinta da un colpo alla schiena.

In quel frangente, i Carabinieri sono stati allertati da due distinte chiamate. La prima, pervenuta su numero di emergenza 112, segnalava una persona ferita da colpi d’arma da fuoco a Riesi. La seconda, dall’ospedale di Gela, comunicava la presenza di un ferito con arma da fuoco.

Sin dai primissimi accertamenti compiuti dai militari, le due richieste di intervento sono state considerate riconducibili a un’unica dinamica delittuosa, verificatasi all’interno dell’abitazione di Riesi ove determinanti sono stati i rilievi tecnico – scientifici effettuati dal Nucleo Investigativo ai fini della corretta ricostruzione degli eventi. Contestualmente, i Carabinieri della Stazione di Riesi e del Reparto Territoriale di Gela cristallizzavano le prime testimonianze e acquisivano le immagini di tutti gli impianti di videosorveglianza presenti nell’area.

All’interno dell’abitazione teatro dell’agguato, oltre alle tracce della sparatoria poco prima consumatasi, tra cui numerosi bossoli di calibro differente (cal. 380 e cal. 6,35) un paio di occhiali presumibilmente perso da un componente del gruppo di fuoco, è stato rinvenuto un fucile di fabbricazione artigianale, ritenuto in particolare nella disponibilità di una delle vittime dell’agguato.

Gli esiti delle serrate indagini condotte nell’immediatezza hanno permesso di raccogliere rapidamente indizi convergenti sugli autori dell’agguato, mentre gravi indizi di prova a carico in particolare di uno dei fratelli riesini circa la detenzione dell’arma clandestina sono stati acquisiti nel corso della perquisizione.

Il Giudice per le indagini Preliminari presso il Tribunale di Gela, condividendo il quadro indiziario posto a fondamento della richiesta di misura cautelare formulata dalla Procura della Repubblica, ha emesso ordinanza di applicazione della detenzione in carcere per 4 degli indagati, mentre per il quinto è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Sono in corso ulteriori accertamenti tesi al rinvenimento delle armi utilizzate per compiere il delitto.

Si precisa il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla Costituzione, per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva.