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Autore:EDA Communication

Fornire acqua non potabile viola gli obblighi contrattuali: accolto il ricorso di una gelese

Fornire acqua non potabile viola gli obblighi contrattuali imposti al gestore privato Caltaqua. L’ha deciso la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di una utente gelese. Dal 2006 e fino al 2010 nella sua abitazione il cittadino ha ricevuto acqua non potabile, come accade ancora adesso a Gela.

Per la Cassazione, la fornitura di acqua non potabile «legittima l’esercizio di un’azione di risoluzione o di inadempimento contrattuale». Il ricorso è stato presentato dai legali dell’utente, gli avvocati Lucio Greco e Mario Greco. La vicenda dovrà essere trattata nuovamente dal tribunale gelese.

Vestiti intrisi di benzina e segni sul corpo, giallo a Palermo sulla morte di una bimba di 11 anni

La Procura ha aperto un’indagine, condotta dalla polizia, sulla morte di una bimba di 11 anni. I familiari l’hanno portata all’ospedale Buccheri La Ferla: aveva i vestiti intrisi di benzina e segni di violenza sul corpo.

Non è ancora chiaro se sia arrivata già senza vita o se sia morta al nosocomio. I magistrati hanno disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso. Sono stati sentiti i genitori.

Le indagini sono condotte dagli agenti della squadra mobile di Palermo.

La salma è stata portata all’istituto di medicina legale del Policlinico per l’autopsia. Secondo quanto si apprende, in passato era stata ricoverata all’ospedale dei Bambini più volte perché soffriva di crisi epilettiche resistenti ai farmaci.

La piccola aveva segni sul collo e gli abiti intrisi di benzina. Ma allo stato, sembra esclusa l’ipotesi dell’omicidio, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo di atti non costituenti reato. La madre, una donna di 31 anni che ha altri 4 figli, tutti minorenni, e il nuovo compagno, che ieri non era in casa, sono stati interrogati dalla polizia.

La bambina, oltre ad essere epilettica, soffriva di una gravissima encefalite ed era paralizzata. L’autopsia dovrà accertare se la morte sia stata determinata da cause naturali o dalla ingestione della benzina, che potrebbe essere stata data alla piccola, probabilmente per errore, da uno dei fratellini minori. I segni sul collo potrebbero essere stati determinati da un tentativo maldestro di soccorrerla.

Oltre alla madre e al padre naturale, che vive altrove, la polizia e il pm hanno sentito i vicini allertati dalla donna che ha chiesto aiuto vedendo che la figlia si sentiva male. La famiglia vive nella zona della stazione centrale, in un ambiente piuttosto degradato. La Procura dei minori, in attesa che si completino gli accertamenti, ha trasferito gli altri figli della donna in una casa famiglia. Sono stati presi in carico dai servizi social del Comune che si sono attivati nel cuore della notte.

L’abitazione è stata posta sotto sequestro.

L’appello di Miguel Donegani (PeR) dopo l’incendio alla Riserva di Niscemi

Parole durissime quelle di Miguel Donegani, esponente del movimento Progressisti e Rinnovatori (PeR), in risposta al devastante incendio che ha colpito la Riserva Naturale Orientata della Sughereta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Un rogo di proporzioni enormi, che ha ridotto in cenere uno degli ultimi polmoni verdi della Sicilia centro-meridionale, parte integrante del fragile ecosistema mediterraneo.

“Non chiamateli piromani. Sono criminali, assassini.” – così esordisce il post condiviso da Donegani sui social, denunciando senza mezzi termini la natura dolosa dell’evento e la gravità della distruzione causata. “Non è un incendio, è una tentata strage ambientale.”

La Riserva di Niscemi, insieme al vicino “Bosco di Santo Pietro” di Caltagirone, rappresenta ciò che resta della più vasta sughereta che un tempo ricopriva buona parte della Sicilia interna. Un habitat ricchissimo di biodiversità, rifugio per specie protette, essenze arboree secolari e fondamentali per l’equilibrio climatico e idrogeologico del territorio.

Secondo i primi rilievi, la vastità delle fiamme e la loro persistenza lasciano pochi dubbi sulla matrice dolosa. Le fiamme non sarebbero frutto di un’azione naturale o accidentale, ma di un atto pianificato e criminale.

Nella sua dichiarazione, Donegani sottolinea la sproporzione tra la gravità di questi reati e le pene attualmente previste: “Chi uccide animali, chi distrugge vegetazione riceve pene ridicole. Occorre equiparare questi crimini alle tentate stragi, agli omicidi.” Un appello chiaro al legislatore affinché si introducano sanzioni penali più severe per chi devasta l’ambiente.

Non si tratta solo di tutela naturalistica, ma di difesa della salute pubblica, della sicurezza del territorio e della memoria collettiva di intere comunità.

PeR esprime “vicinanza al Sindaco e a tutta la città di Niscemi”, chiedendo un intervento immediato sia da parte della Regione Siciliana che dello Stato. “La Sughereta di Niscemi è patrimonio regionale” – conclude Donegani – “e come tale va tutelato con ogni mezzo”.

Gli incendi estivi, sempre più frequenti e distruttivi, stanno mettendo a nudo l’inadeguatezza delle attuali politiche di prevenzione e repressione ambientale. Il caso di Niscemi potrebbe diventare un punto di svolta, un simbolo per chi chiede una vera riforma della giustizia ambientale.

Ora la palla passa alle istituzioni. Ma il messaggio lanciato da Donegani è chiaro: chi brucia un bosco uccide un pezzo del nostro futuro.

CAMPANARO E L’INIZIO DI UNA NUOVA CARRIERA. “L’OBIETTIVO E’ VINCERE CON IL GELA. BRUCCULERI E INFANTINO DUE MAESTRI”

Quasi 100 gol in carriera, da difensore, roba da far rabbrividire pure Sergio Ramos, o quasi. Fabio Campanaro e la sua vita dedicata al pallone, sgroppando lungo la fascia destra nella prima fase della carriera, duellando al centro nel periodo della maturità. Dopo 32 anni, tra scuola calcio e calcio dei grandi, è arrivata la prima estate senza allenamenti, nell’attesa di mettersi un cronometro al collo e un fischietto in bocca. Campanaro è in attesa della chiamata giusta per proseguire la carriera da allenatore iniziata qualche mese fa con la Vigor Gela. Le strade con la società di Paradiso probabilmente si separeranno. Una chiamata è arrivata da un club di Promozione. Ma Fabio aspetta l’occasione giusta, con calma e pazienza, senza la frenesia di chi poi per voler tutto e subito finisce per perdersi. Le idee sono chiare, i sogni anche e quelli più profondi profumano di biancazzurro. Lo abbiamo sentito, per ripercorrere le tappe della sua carriera e soprattutto guardare al domani.

–Fabio, dopo oltre 30 anni inizi la prima stagione senza scarpini ai piedi. Che effetto fa?

“Eh si, dopo 32 stagione, vedere i primi ritiri di squadre di Eccellenza o Serie D fa uno strano effetto”.

–Tra poco facciamo il punto su ciò che sarà. Quasi 100 gol in carriera, da difensore. Che bilancio fai della tua avventura?

“Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Sono soddisfatto di quello che ho fatto. Sono una persona ambiziosa e avrò sempre il rammarico di non aver disputato qualche stagione nel Professionismo. Sommando i gol che ho fatto, arrivare a 97 gol, da difensore, è qualcosa di speciale, non prefissato all’inizio. Effettivamente un gran traguardo”.

–Sei nella top 5 del Gela per presenze e per gol. Cosa rappresenta per te?

“Un grande orgoglio. Quando ero piccolo lo vedevo come un sogno. Sono orgoglioso di quanto fatto con la squadra della mia città”.

–Se ti dico Gela, guardando al futuro, cosa è? Un obiettivo, un sogno, una speranza?

“Lo vedo come un obiettivo. Adesso, essendo un uomo maturo rispetto al ragazzino che sognava, sono più razionale e più concreto. L’obiettivo è quello di vincere un giorno con il Gela”.

–Che allenatore vuole diventare Fabio Campanaro?

“Campanaro deve essere in primis una persona leale e con sani valori. L’allenatore si deve adattare alla squadra che allena, portando i suoi principi alla rosa che allena. Dire oggi come sarò da allenatore è molto complicato. Sarà soprattutto il percorso a formarmi”.

–Giochiamo un po’. Un allenatore a cui ti ispiri tra quelli famosi e uno che prendi come esempio tra quelli avuti.

“Nella mia carriera ho avuto allenatori validi e preparati e ho preso qualcosa da ognuno di loro. Quelli che mi hanno lasciato di più sono Brucculeri e Infantino. Bruck un grande. Solido dietro e aggressivo in fase offensiva. Se riesci ad entrare nei suoi meccanismi ti diverti, giochi a memoria. Infantino umanamente è un top. Anche le sue idee straordinarie. Con lui abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Una buona squadra che è andata oltre grazie al gioco che esprimeva. Fino a gennaio eravamo li a sognare qualcosa che sarebbe stata incredibile. Il suo 3-4-3 mi è rimasto dentro. Spero di avvicinarmi al suo modo di giocare. Tra i big, chi mi colpisce di più sono gli allenatori aggressivi, che vanno subito in verticale, con pochi passaggi. Se devo fare un nome dico Klopp, in Italia, invece, Vincenzo Italiano”.

–Hai ricevuto delle proposte? Che progetto cerchi?

“Qualche chiamata è arrivata e ha fatto enormemente piacere. Oggi so di non poter pretendere squadre che puntano a vincere. Cerco un progetto che sia serio, dove si può lavorare, crescere, farlo con un mix grandi-giovani. Mi piacerebbe lanciare qualche giovane nel calcio che conta”.

–Cosa vorresti di diverso nella tua carriera da allenatore rispetto a quella avuta da giocatore?

“Come detto sono un tipo ambizioso. Vorrei fare di più rispetto a ciò che ho fatto in campo. E’ molto difficile perché è un altro mestiere, ma sognare non costa nulla”.

–Pensi di essere limitato dalle opportunità che ci sono in Sicilia o può essere uno stimolo per te?

“Magari per noi è più complicato. Già iniziare sarebbe un primo traguardo. Le squadre cercano allenatori affermati. Devi essere bravo a farti spazio e poi a dimostrare sul campo il proprio valore”.

–Ultima. C’è una vittoria, un’emozione, un momento che hai vissuto da calciatore e che vorresti rivivere da allenatore?

“Qualche campionato l’ho vinto, ho disputato 18 stagioni tra i grandi. La mia vittoria del cuore è e resta quella del campionato di Eccellenza con il Gela. A dicembre eravamo praticamente spacciati. Abbiamo avuto una riunione con mister e dirigenza a Natale e nei nostri occhi abbiamo vinto il campionato prima che iniziasse il ritorno. I sacrifici fatti dovevano essere ripagati. Sarebbe straordinario fare qualcosa del genere, perché c’è tanto merito del mister Brucculeri”.

Incendi, ieri 380 roghi in Sicilia. Schifani: «Vicino a cittadini e grato a operatori e volontari»

«Ho seguito in costante collegamento con il comandante del Corpo forestale regionale, Tea Di Trapani, e con il capo della nostra Protezione civile, Salvo Cocina, a sua volta in contatto con il direttore regionale
dei vigili del fuoco, l’evolversi degli incendi che hanno nuovamente colpito numerose zone della Sicilia, in queste ore di caldo estremo. Sono rimasto molto colpito dalle immagini della devastazione causata dalle fiamme in alcune località, come nel Trapanese, dove tante famiglie sono state costrette, per precauzione, a lasciare le loro case. A loro va la mia vicinanza. Allo stesso tempo, ringrazio quanti si sono prodigati prontamente per spegnere i roghi e per limitare i pericoli per la popolazione e i danni per l’ambiente. L’intero sistema antincendio  – Vigili del fuoco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari – ha operato in maniera lodevole e coraggiosa e ad essi va la gratitudine mia e dei siciliani. I numeri danno la dimensione di quanto avvenuto nelle ultime ore, a causa della mano criminale di piromani senza scrupoli».
 
Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani, in merito agli incendi che hanno colpito la Sicilia tra il 24 e la mattina di sabato 26 luglio, anche per la concomitanza di temperature estremamente alte e dei forti venti che hanno imperversato nelle aree più colpite. 
 
Nella giornata di ieri sono stati registrati 380 eventi, grandi e piccoli, in quasi tutta l’Isola: i più gravi a Niscemi, in provincia di Caltanissetta; nel Trapanese, dove i roghi hanno interessato le zone di Monte 
Cofano, Custonaci, Makari, San Vito Lo Capo, Riserva naturale orientata dello Zingaro; a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo; nell’Ennese; a Biancavilla, in provincia di Catania; e a Messina.
 
Gli interventi hanno coinvolto centinaia di mezzi a terra e migliaia di uomini, tra operai antincendio, vigili del fuoco e volontari. Sul fronte aereo sono stati impiegati 10 elicotteri del Corpo forestale regionale, un S64 dei vigili del fuoco, due velivoli pesanti della flotta nazionale, oltre ai due Canadair di base in Sicilia, affiancati per l’occasione da un terzo fatto arrivare dalla Calabria.
 
«La Regione – ha aggiunto Schifani – ha rafforzato l’apparato antincendio e l’impegno su questo fronte è massimo e costante. Basti pensare alla Sala operativa unificata regionale inaugurata lo scorso giugno a Palermo per coordinare le forze in campo e potenziare la vigilanza, anche grazie alle convenzioni stipulate con i Vigili del fuoco e alle centinaia di pattugliamenti fatti dai volontari. Anche diversi sindaci sono scesi in campo. Quella contro gli incendi è una lotta corale che coinvolge tutti e per la quale non ci possono essere speculazioni politiche. Per questo rivolgo un invito anche ai cittadini a segnalare per tempo ogni focolaio, ma anche qualsiasi atteggiamento sospetto perché intervenire tempestivamente può contribuire a ridurre rischi e danni per la popolazione».
 
«Quest’anno abbiamo ampliato la convenzione con i Vigili del fuoco così da avere un controllo più capillare del territorio e attivato la centrale unificata per coordinare tutte le forze in campo – spiega l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino – il nostro auspicio è quello di confidare anche nei cittadini affinché segnalino tempestivamente al numero di emergenza 1515 ogni principio di incendio e chi appicca il fuoco – e continua -. In Sicilia abbiamo delle bellezze naturali e un patrimonio ambientale inestimabile che dobbiamo proteggere con ogni mezzo, contro gli atti criminali di chi manda in fumo ettari di terreno causando danni paesaggistici e alla popolazione. Noi stiamo mettendo in campo tutte le risorse possibili, e ringrazio tutti per gli sforzi e la passione che mettono per evitare queste devastazioni e per difendere il nostro territorio».

L’avvocato Pierangelo Vasile riconfermato presidente della sezione gelese dell’Aiga

Si è celebrata il 25 luglio, presso il Tribunale di Gela, l’Assemblea Ordinaria dei Soci di AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) Sezione di Gela.

Nel corso dell’incontro, a seguito della relazione finale del Presidente sulle attività associative del biennio 2023/2025, si è proceduto all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo per il biennio 2025-2027, cui si è pervenuti per acclamazione.

È stato riconfermato alla Presidenza di Sezione l’Avv. Pierangelo Vasile.

Il nuovo Consiglio Direttivo è composto come di seguito. Vice presidenti: Avv. Alessandra Greco, Avv. Francesco Incardona; Segretario: Avv. Federica Casisi; Tesoriere: Avv. Francesco Minardi; Consiglieri di sezione: Avv. Vincenzo Vasta, Avv. Stefano Scepi, Avv. Giada Scerra, Avv. Graziano Arancio (s), Avv. Angelo Cafà (s), Avv. Maria Vittoria D’Arma (s). Consigliere nazionale: Avv. Liborio Sciagura. Coadiuveranno il Direttivo: l’Avv. Gianni Tomasi (eventi), l’Avv. Dalila Di Dio (editoria e social media), l’Avv. Graziano Arancio (editoria) e l’Avv. Dafne Rimmaudo (editoria).

Nel ringraziare i Consiglieri uscenti per il prezioso contributo offerto durante il trascorso biennio, la sezione AIGA di Gela augura buon lavoro al Direttivo appena insediato, per le sfide che lo attendono nel biennio 2025/2027.

Devastato l’ecosistema della Sughereta di Niscemi: la denuncia di Scuvera e l’appello alle istituzioni

Un vasto incendio ha colpito duramente la Sughereta di Niscemi, uno dei polmoni verdi più importanti della Sicilia, distruggendo ettari di bosco secolare e mettendo in ginocchio un ecosistema unico nel suo genere. Le fiamme, sviluppatesi nei giorni scorsi, hanno lasciato dietro di sé un paesaggio annerito e desolante, alimentando sospetti sempre più forti sulla matrice dolosa del rogo.

A farsi portavoce dell’indignazione pubblica è stato Salvatore Scuvera, rappresentante istituzionale della Regione Siciliana, che in un comunicato stampa ha espresso “profonda amarezza e sdegno” per l’accaduto. «È evidente il sospetto di un’azione criminale premeditata – ha dichiarato – e chiedo con forza che le autorità competenti aprano immediatamente un’indagine per accertare le responsabilità e colpire con la massima severità gli eventuali responsabili».

Secondo Scuvera, non si tratta di un evento isolato né di una semplice emergenza estiva: il danno è strutturale e richiede una risposta istituzionale all’altezza della gravità della situazione. Per questo motivo ha avanzato una serie di proposte urgenti, tra cui:

  • Il rifinanziamento dei fondi regionali destinati alla riforestazione e alla rinaturalizzazione delle aree bruciate;
  • Il riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio di Niscemi;
  • Sostegni immediati alle famiglie eventualmente colpite direttamente dal disastro ambientale.

Scuvera ha inoltre promesso un impegno concreto presso il Governo regionale e l’Assemblea Siciliana per trasformare la solidarietà in azione. «Non possiamo permetterci l’ennesima passerella politica. Servono provvedimenti concreti e tempestivi», ha concluso.

La Sughereta, area protetta e simbolo della biodiversità mediterranea, rappresenta non solo un patrimonio naturale ma anche un elemento identitario per l’intera comunità niscemese. La sua devastazione è un colpo al cuore per la Sicilia tutta, che adesso attende risposte ferme, indagini rapide e azioni di ricostruzione immediate.

 Le Notti di BCsicilia, si presenta il libro “Storia di Riesi a fumetti”: 36 tavole per raccontare il piccolo comune Nisseno

Nell’ambito della manifestazione Le Notti di BCsicilia si terrà sabato 26 luglio 2025 alle ore 20,30, presso il Parco Urbano in viale Don Bosco a Riesi, la presentazione del libro “Storia di Riesi a fumetti”. Dopo l’introduzione di M. Catena A. Sanfilippo, Presidente della sede BCsicilia di Riesi, e i saluti istituzionali del Sindaco Salvatore Emiliano Sardella, dell’assessore alla Cultura Salvatore Pasqualetto e di Daniela Pasqualetto, Presidente Rotary Club Valle del Salso, interverranno Giuseppe Veneziano, autore dei disegni, e Massimo Rosario Paterna, autore dei testi. Modera l’incontro Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia. Durante la serata saranno in mostra le tavole originali del libro. L’iniziativa è promossa da BCsicilia, Rotary Club e Comune di Riesi.

Un paese, una storia a fumetti. Trentasei tavole per raccontare, dalle origini fino ai nostri giorni, di Riesi, la cittadina in provincia di Caltanissetta adagiata ai piedi del monte Veronica.

“La storia di Riesi a fumetti” è stata una felice intuizione che ha retto alla prova degli anni, tanto che oggi ne viene riproposta una nuova edizione. Il passato rivive attraverso le immagini di Giuseppe Veneziano, allora un giovane architetto appena trentenne affermato fumettista siciliano, mentre i testi sono di Massimo Rosario Paterna, allora trentaquattrenne, con una laurea in filosofia e all’attivo diversi libri su problematiche storico-sociali e costume siciliano.

La cronologia dei fatti raccontati sintetizza tutta la storia di Riesi dal 1500, con i primi tentativi di far nascere il paese e l’arrivo dei nuovi coloni, fino, quasi simbolicamente, agli anni ’60 del secolo scorso, quando a causa della disoccupazione molta gente è costretta a lasciare il paese.

La “Storia di Riesi a fumetti” è rivolta principalmente ai più giovani, che potranno, attraverso le immagini, conoscere il proprio passato. Ma il libro contiene quasi un invito a dare il proprio contributo, partendo dalla riscoperta della memoria storica, a migliorare la condizione del luogo in cui si vive. Per rinnovare un paese ognuno fornisce umilmente quello che può e sa esprimere, e un intellettuale dà il proprio apporto con la ricerca e l’impegno culturale come Massimo Rosario Paterna. Veneziano da parte sua ha messo l’esperienza di disegnatore a servizio della sua città, cercando di portare il suo contributo con ciò che sa fare veramente bene: disegnare fumetti. (Dall’introduzione di Alfonso Lo Cascio).

Il Modica si rinforza a centrocampo: arriva Alfonso Sessa

Il Modica Calcio annuncia con entusiasmo l’arrivo del centrocampista Alfonso Sessa, calciatore esperto e di grande temperamento che porta con sé un bagaglio importante di esperienza maturata tra Serie C, Serie D ed Eccellenza. Un colpo di spessore per la squadra rossoblù, che si assicura un elemento di qualità e personalità nel cuore del centrocampo.

Al momento della firma, Sessa ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’inizio di questa nuova avventura:

“Sono molto felice di essere approdato in questa nuova squadra. Per me è un’opportunità importante e sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura. Non vedo l’ora di dare il massimo, conoscere i miei nuovi compagni e contribuire con impegno, passione e determinazione agli obiettivi del club. Ringrazio la società per la fiducia, il mister per avermi voluto fortemente e tutti i tifosi per l’accoglienza. Darò tutto per ripagare questa grande opportunità.”

Nato e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Catania, Alfonso Sessa si è distinto fino alla Primavera, prima di debuttare tra i professionisti. Nella stagione 2015/16 ha vissuto una doppia esperienza tra Serie C con il Catania e Serie D con l’Aversa Normanna. Il ritorno al Catania nella stagione successiva è stato condizionato da un grave infortunio al ginocchio che lo ha costretto ai box per un’intera annata, ma da lì in avanti Sessa ha dimostrato tenacia e carattere, ripartendo con forza.

Nel 2017/18 ha vestito la maglia della Sancataldese in Serie D, dove è rimasto anche nella stagione successiva, mettendosi in luce come centrocampista affidabile e generoso. Dopo l’esperienza con la Cittanovese nel 2019/20, è approdato al Giarre, dove ha vinto il campionato di Eccellenza nel 2020/21, conquistando la promozione in Serie D, categoria in cui ha militato anche nell’annata successiva.

Le ultime stagioni lo hanno visto protagonista con l’Enna, dove ha centrato la vittoria del campionato di Eccellenza nel 2023/24. Nella scorsa stagione ha giocato con il Gela, contribuendo alla promozione in Serie D.

Ora una nuova sfida lo attende con la maglia del Modica, dove metterà a disposizione la sua esperienza, la sua visione di gioco e la consueta determinazione. Un innesto importante per il centrocampo rossoblù, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera con entusiasmo e professionalità.

Gela, incendio nella zona industriale: situazione sotto controllo dopo l’intervento delle squadre di emergenza

È rientrato l’allarme per l’incendio che si è sviluppato poche ore fa, in un capannone industriale nella zona industriale di Gela, nei pressi della Strada Provinciale 82 (SP82) in direzione Niscemi. A comunicarlo è stato il sindaco Terenziano Di Stefano, che in un secondo aggiornamento ufficiale ha confermato che le fiamme sono state poste sotto controllo grazie all’intervento tempestivo delle forze di emergenza.

Il rogo aveva inizialmente destato grande preoccupazione, spingendo l’Amministrazione comunale a chiedere alla cittadinanza di non avvicinarsi alla zona interessata per non ostacolare le operazioni di spegnimento. L’intervento coordinato dei Vigili del Fuoco, con il supporto del personale della Bioraffineria Eni, della Polizia Municipale, della Protezione Civile Comunale, delle associazioni di volontariato, del personale sanitario del 118 e del Centro Operativo Comunale (COC) ha consentito di riportare la situazione sotto controllo in tempi rapidi.

«La collaborazione tra enti e operatori ha consentito una risposta efficace e rapida, evitando conseguenze più gravi e garantendo la sicurezza dell’area», ha dichiarato il sindaco Di Stefano nel comunicato diffuso nel pomeriggio.

Le autorità continueranno a monitorare la situazione nelle prossime ore, ma al momento non si registrano feriti. Il Comune assicura che eventuali sviluppi saranno comunicati tempestivamente..

 

Musica d’autore alle Mura Federiciane: sabato 26 luglio arriva l’energia dei “The Nuts”

Un sabato sera all’insegna della musica e delle emozioni. Il prossimo 26 luglio, le suggestive Mura Federiciane di Gela faranno da cornice a un appuntamento speciale con la musica dal vivo, ospitando la performance della cover band “The Nuts”, un gruppo che ha saputo distinguersi per energia, passione e un repertorio che profuma di storia e libertà.

Nata nel gennaio 2024 da un’idea del bassista Salvatore Modena, la band è composta da sei musicisti uniti dal desiderio di condividere la propria passione e far rivivere i grandi classici italiani e internazionali degli anni ’60 e ’70. Un repertorio ricco, che spazia tra brani intramontabili, eseguiti nel rispetto delle versioni originali ma, quando necessario, rivisitati con arrangiamenti rock capaci di sorprenderne l’attualità e l’energia.

Una delle peculiarità dei The Nuts è proprio la loro formazione originale: tre musicisti giovani affiancati da tre elementi più esperti, un mix generazionale che crea un’alchimia unica sul palco. L’equilibrio tra freschezza e esperienza si traduce in esibizioni coinvolgenti e autentiche, capaci di parlare a pubblici di ogni età.

Sul palco si alterneranno:
• Katia Ester Giglio – voce
• Valentina Trischitti – voce e chitarra acustica
• Matteo Guagliardo – chitarra elettrica
• Luigi Giorgio – tastiera
• Salvatore Ferraro – batteria
• Salvatore Modena – basso elettrico

Ogni prova, raccontano i membri del gruppo, si svolge in un clima divertente e creativo, senza mai perdere di vista impegno e professionalità. Il risultato è una band affiatata, capace di trasmettere al pubblico tutta la passione che anima ogni singola nota.

L’evento si inserisce nel calendario degli appuntamenti estivi voluti per valorizzare uno dei luoghi più affascinanti della città, le Mura Federiciane, che si trasformeranno per una sera in un palcoscenico a cielo aperto, dove passato e musica si fonderanno in un’atmosfera tutta da vivere.

Appuntamento sabato 26 luglio, ore 21:00 – Ingresso libero.
Un’occasione perfetta per cantare, emozionarsi e riscoprire – attraverso le note – la forza senza tempo della musica.

Aeroitalia torna a volare da Comiso: oggi i primi collegamenti per Roma e Milano

Aeroitalia torna a operare dallo scalo di Comiso. La compagnia aerea italiana, che si è aggiudicata il servizio di continuità territoriale con partenza ufficiale dal 1° novembre, ha anticipato il debutto con i primi voli di linea verso Roma Fiumicino e Milano Bergamo.

Questa mattina, i collegamenti sono stati operati con un Embraer da 88 posti. I dati registrati evidenziano un buon riempimento dei voli in arrivo, mentre quelli in partenza mostrano numeri più contenuti. Il Comiso–Roma ha registrato 42 passeggeri (48% di load factor), contro i 73 del volo Roma–Comiso (83%). Situazione simile per la tratta Comiso–Milano Bergamo con 37 passeggeri (42%) e 74 all’arrivo da Milano (84%).

Il divario tra partenze e arrivi mette in luce una delle difficoltà storiche dello scalo: la scarsa accessibilità da molte aree della Sicilia sud-orientale. Al momento non sono presenti collegamenti diretti via autobus da città importanti come Ragusa, Siracusa, Gela, Caltagirone e altri centri limitrofi, il che limita fortemente l’utilizzo dell’aeroporto da parte dei residenti.

In vista dell’avvio ufficiale della continuità territoriale previsto per novembre, sarà fondamentale intervenire sulla questione dei collegamenti terrestri per permettere allo scalo di esprimere appieno il proprio potenziale. Il ritorno di Aeroitalia rappresenta una nuova opportunità per Comiso, ma il successo a lungo termine dipenderà anche dalla capacità del territorio di garantire infrastrutture adeguate al servizio dei passeggeri.