Schifani: “La Sicilia cresce, Pil +9,3% in cinque anni, sopra la media italiana. Risanati anche i conti pubblici”
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Lacrescita economica della Siciliaè stata al centro dell’intervento del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani al Forum Act Tank Sicilia 2026, organizzato da TEHA Group a Castello Utveggio. Nel corso dell’incontro è stato presentato il rapporto “Strategie e politiche per una Sicilia al centro del Mediterraneo, aperta, attrattiva e connessa”.
«Tra il 2019 e il 2024 il nostro prodotto interno lordo è aumentato del 9,3 per cento in termini reali, contro il 5,8 per cento della media italiana: un risultato che colloca la Sicilia tra le prime regioni del Paese per crescita economica», ha detto Schifani. Il presidente ha ricordato che nel solo 2024 la crescita reale è stata dell’1,8 per cento, la più alta fra le regioni italiane, mentre tra il 2019 e il 2025 il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è aumentato del 14,9 per cento.
Schifani ha inoltre sottolineato il risanamento dei conti regionali. La giunta ha approvato il rendiconto 2025 con un risultato di amministrazione di 7,36 miliardi di euro, dopo i 2,15 miliardi del 2024. «È il risultato di un lavoro portato avanti con determinazione, che ha restituito credibilità all’amministrazione regionale nei rapporti con lo Stato, con l’Europa e con chi decide di investire in Sicilia», ha dichiarato. A questo percorso, ha aggiunto, si accompagnano la ripresa delle assunzioni e il rafforzamento degli uffici regionali.
Tra i settori indicati come punti di forza dell’economia siciliana figurano l’economia del mare, i porti e la cantieristica, con il polo palermitano che nel 2025 ha superato i 455 milioni di euro di esportazioni, oltre all’agroalimentare, al vino, alla meccatronica, all’elettronica e alle tecnologie digitali. Schifani ha citato anche le opportunità legate all’energia, alla ricerca e alle nuove tecnologie.
Il Programma regionale FESR 2021-2027 mette a disposizione circa 5,7 miliardi di euro per grandi opere, competitività delle imprese, ricerca, innovazione e transizione energetica. Per il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, al 30 giugno 2026, su una dotazione di quasi 5 miliardi, risultavano impegni per 749 milioni di euro e pagamenti per 279 milioni, con 155 interventi in corso per 857 milioni.
Per la sovranità tecnologica europea, il governo regionale ha destinato 300 milioni di euro al Campus Sic di Catania, che prevede l’assunzione di 2.966 unità di personale su base annuale nella Regione, e altri 315 milioni nell’ambito STEP per investimenti in tecnologie energetiche pulite, biotecnologie e tecnologie digitali avanzate. «Riteniamo che questi investimenti creeranno occasioni occupazionali per giovani siciliani che oggi sono costretti a emigrare una volta completati gli studi», ha affermato il presidente.
Nell’ambito della Zes unica sono state registrate 187 autorizzazioni uniche, associate a circa 1,6 miliardi di euro di investimenti. Con la variazione di bilancio approvata dall’Assemblea regionale sono stati inoltre destinati oltre 200 milioni di risorse regionali a completare il credito d’imposta per gli investimenti del 2025. Il Fondo di garanzia, finanziato con 167,6 milioni di euro a valere sul Fesr 2021-2027, ha sostenuto oltre 10.000 imprese siciliane con misure per liquidità, investimenti e ripianamento dei debiti.
La Sicilia è stata indicata come la prima regione del Mezzogiorno e la quinta in Italia ad aver completato il piano per la banda ultralarga, con interventi in 142 comuni e altri 318 nelle aree bianche. Sul fronte dei trasporti, Schifani ha ricordato l’apertura al traffico nel 2025 dell’intero itinerario Agrigento-Caltanissetta con due corsie per senso di marcia e il completamento dell’anello ferroviario di Palermo. La tratta Giachery-Politeama sarà aperta al pubblico il prossimo 4 novembre. Sono inoltre iniziati i lavori della linea Palermo-Trapani via Milo, compresa l’elettrificazione dell’intero itinerario.
Per favorire la permanenza dei talenti, la Regione ha stanziato 54 milioni di euro per il South Working, che consente ai professionisti di lavorare da remoto per grandi aziende continuando a vivere e spendere in Sicilia. Con il Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 è stata inoltre avviata una stagione di assunzioni e ricambio generazionale nell’amministrazione regionale.
«La grande partita dei fondi europei e nazionali si gioca nella capacità di trasformare le risorse in cantieri, opere funzionanti, investimenti produttivi e posti di lavoro», ha concluso Schifani, chiedendo alla macchina regionale di concentrarsi sull’attuazione concreta degli interventi.




















