Anziana nel mirino dei truffatori a Grammichele: il figlio intuisce l’inganno e fa arrestare un 31enne
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Un tentativo ditruffa ai danni di un’anzianaè stato interrotto dai Carabinieri della locale Stazione, che hanno arrestato un 31enne catanese, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. La vittima è una donna di 74 anni.
L’intervento è scattato dopo che il figlio dell’anziana, presente nell’abitazione, ha intuito che qualcosa non andava e ha allertato la Centrale operativa dei Carabinieri. Poco prima, la donna era stata contattata telefonicamente da un individuo che, spacciandosi per un carabiniere, le aveva riferito che la figlia fosse coinvolta in una vicenda legata al possesso ingiustificato di alcuni gioielli.
Per evitare conseguenze a carico della familiare, l’anziana avrebbe dovuto consegnare denaro e preziosi a una persona che si sarebbe presentata poco dopo a casa sua. Seguendo le indicazioni ricevute, la donna aveva preparato diversi monili in oro, ma la presenza del figlio ha fatto saltare il piano.
La pattuglia della Stazione di Grammichele ha raggiunto l’abitazione in pochi minuti, sorprendendo il presunto truffatore ancora all’interno dell’appartamento, in attesa di ritirare i gioielli. Sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, l’uomo è stato arrestato e, secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria, sottoposto agli arresti domiciliari.
I Carabinieri ricordano che nessun appartenente all’Arma chiede di consegnare denaro o gioielli per evitare arresti, risolvere procedimenti giudiziari o dimostrare l’innocenza di un familiare. Di fronte a telefonate allarmanti, anche quando l’interlocutore si presenta come appartenente alle forze dell’ordine o a un altro ufficio pubblico, è necessario mantenere la calma e non farsi condizionare dall’urgenza o dalla paura.
Non bisogna consegnare denaro o preziosi a sconosciuti, né farli entrare in casa senza averne verificato l’identità. È consigliabile interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112, senza utilizzare eventuali numeri forniti dal chiamante, avvisando se possibile un familiare o una persona di fiducia.
In caso di richieste sospette alla porta, l’invito è a non aprire e a chiamare immediatamente il 112. Anche una segnalazione tempestiva può consentire ai Carabinieri di verificare la situazione e intervenire rapidamente.































