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Gela, il Gup cancella le accuse all’ex presidente antiracket Caponetti: “Istruttoria corretta e fondi spesi bene”

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Dopo l’assoluzione, rese note le motivazioni della sentenza..

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Il Giudice dell’udienza preliminare di Gela, Dr. Roberto Riggio ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale il 23 luglio scorso ha assolto “perché il fatto non sussiste” Renzo Caponetti, già Presidente dell’Associazione Antiracket “Gaetano Giordano” di Gela, e la moglie Lopez Rocca, ai quali la Procura aveva contestato i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione delle stesse, in relazione al beneficio economico loro attribuito quali appartenenti ad una associazione antiracket vittime di intimidazione ambientale.

Il Giudice, accogliendo le tesi difensive sostenute dagli avvocati Mario Ceraolo e Rosario Pennisi, ha evidenziato l’assoluta correttezza degli organi individuali e collegiali che si sono occupati della concessione del beneficio in favore dei coniugi Caponetti affermando che “la procedura che ha condotto all’erogazione del beneficio non si è fondata sulle sole dichiarazioni degli interessati, ma ha visto il coinvolgimento della Prefettura di Caltanissetta, delle Forze di Polizia, del Nucleo di Valutazione, del Comitato di Solidarietà e dell’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo, ciascuno chiamato ad esprimere valutazioni sulla fondatezza della domanda e sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge. La stessa impostazione accusatoria finisce inevitabilmente per postulare che tutti gli organismi coinvolti siano stati tratti in errore da una rappresentazione mendace predisposta dagli imputati ovvero che abbiano completamente omesso gli approfondimenti demandati dalla normativa. Una simile conclusione non appare tuttavia supportata dalle risultanze processuali, le quali dimostrano piuttosto l’esistenza di una istruttoria articolata e caratterizzata da plurimi livelli di verifica.”

Nel corpo della motivazione è stata, inoltre, attestata e valorizzata l’incessante attività di contrasto alla criminalità organizzata posta in essere per decenni da Renzo Caponetti quale Presidente della locale associazione antiracket, incarico dal quale si dimise nel 2022 per affrontare il processo: “L’istruttoria dibattimentale ha ampiamente confermato l’effettiva attività svolta dal CAPONETTI nell’ambito delle associazioni antiracket, l’esistenza di un regime di protezione personale protrattosi per lungo tempo e la sua esposizione pubblica nel contrasto alla criminalità organizzata. Le stesse dichiarazioni provenienti dalle autorità di pubblica sicurezza hanno evidenziato la particolare rilevanza del ruolo assunto dall’imputato nel contesto territoriale di riferimento… e del ruolo ricoperto dal CAPONETTI nell’associazionismo antiracket e della sua consolidata attività di supporto agli imprenditori vittime di estorsione ed usura. Altrettanto categorica è poi la valutazione in ordine all’impiego dell’elargizione che non lascia alcun dubbio sulla assoluta correttezza dei coniugi Caponetti nella destinazione delle somme ricevute: “Nessun elemento istruttorio ha evidenziato che le somme siano state distratte per finalità personali, per investimenti estranei all’impresa, per attività speculative ovvero per scopi incompatibili con la gestione dell’attività economica cui il contributo era riferito.”

Scritto da: Redazione
29/10/2026
29/10/2026

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