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Reperti archeologici esposti al Palazzo della Cultura di Gela: firmata la convenzione

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In mostra anche i reperti degli scavi di Orto Fontanelle, tra cui 71 monete e uno stilo dedicato a Dioniso…

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Numerosi reperti archeologici della Regione Siciliana saranno esposti al Palazzo della Cultura di Gela. La convenzione è stata siglata il 4 agosto 2026 dalla soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Caltanissetta e dal comune di Gela.

La concessione, a titolo gratuito e per fini espositivi, riguarda materiali provenienti dalle attività di archeologia preventiva condotte dalla soprintendenza nel territorio di Gela e dagli scavi effettuati nel sito di Orto Fontanelle.

Nell’area, durante i lavori di riqualificazione dell’ex complesso Maria Ausiliatrice realizzati dal comune per la costruzione del nuovo Palazzo della Cultura, sono emerse strutture archeologiche risalenti al V secolo a.C., tra cui i resti di un santuario e di un ergasterion, un’officina artigiana.

Tra i reperti figura un tesoretto votivo composto da 71 monete e preziosi manufatti, tra i quali uno stilo raffigurante un’erma di Dioniso.

I materiali saranno inseriti nel nuovo percorso espositivo, realizzato con la collaborazione della soprintendenza di Caltanissetta. L’amministrazione comunale provvederà alla custodia e alla vigilanza dei reperti.

«La collaborazione e la sinergia tra istituzioni rappresenta uno strumento fondamentale e strategico per garantire una sempre più ampia fruizione del nostro patrimonio e per promuovere la valorizzazione e lo sviluppo dei territori», ha commentato l’assessore regionale ai beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato.

Alla firma erano presenti il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, l’assessore comunale alla Cultura, Romina Morselli, e la soprintendente Daniela Vullo.

«Abbiamo accolto con favore la richiesta del comune di Gela di ottenere in concessione i materiali provenienti da Orto Fontanelle e i numerosi reperti rinvenuti nel corso delle attività di archeologia preventiva e finora custoditi nei magazzini della soprintendenza», ha dichiarato Vullo. «Si tratta di testimonianze che documentano la straordinaria ricchezza del sottosuolo gelese e che contribuiranno ad arricchire ulteriormente l’offerta culturale della città, restituendo questi importanti beni alla pubblica fruizione».

Scritto da: Redazione
04/08/2026
04/08/2026

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