Progetto di inclusione alla Roma Costruzioni, Romano: “Ognuno di noi contribuisca a creare un mondo in cui nessuno rimanga indietro”
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“Ognuno di noi ha la responsabilità di contribuire a creare un mondo più inclusivo, in cui nessuno si senta lasciato indietro”. È stato questo il principio che ha spinto il dottor Giuseppe Romano, amministratore unico della Roma Costruzioni srl e della Roma COS International, a dar vita a un progetto di inclusione che, mesi fa, ha portato Rosario Militello, un uomo con la sindrome di down, a entrare a far parte dell’organico aziendale.
Originario di Niscemi, Rosario – persona solare, puntuale, attenta e dinamica – ha subito accolto con entusiasmo la proposta di lavorare per la Roma Costruzioni, accettando di fornire il proprio supporto nelle attività da ufficio, dove è attualmente impiegato, come da contratto.
“Questo mio progetto – ha affermato il dottor Romano – nasce da una profonda convinzione personale: in una società come quella di oggi è fondamentale non girarsi dall’altra parte di fronte alle difficoltà degli altri, non rimanere indifferenti, ma tendere la mano a chi oggi soffre o si sente escluso. È necessario abbattere le barriere sociali e culturali che ci separano, quei limiti che ci allontanano gli uni dagli altri. Non si tratta solo di abituare questi ragazzi al lavoro, ma anche di abituare noi stessi a conoscere e apprezzare la loro straordinaria unicità. Questi ragazzi sono speciali, come lo siamo tutti, perché ogni persona è unica e diversa dagli altri”.
“Le persone con disabilità, o che presentano delle condizioni di funzionamento differenti, spesso affrontano sfide legate all’inclusione sociale, ovvero a preconcetti, stigmatizzazioni e alla necessità di un maggiore supporto per l’inserimento lavorativo e per un’indipendenza di vita – ha precisato la psicologa Martina Giarracca, già coinvolta in precedenza dall’azienda per creare dei percorsi ad hoc rivolti ai dipendenti e migliorare così il benessere psicologico, diminuire i livelli di stress, aumentare la motivazione e potenziare le capacità interpersonali del team di lavoro – un progetto di inclusione lavorativa, come quello avviato dalla Roma Costruzioni, riveste grande importanza per questi ragazzi per diversi motivi, che vanno al di là dell’esclusivo aspetto economico. Offrire la possibilità di esprimere il proprio potenziale professionale, infatti, contribuisce significativamente al benessere generale della persona, poiché ricoprire un ruolo ‘utile’ e ‘produttivo’ migliora l’umore e accresce il senso di competenza e di valore, favorendo dunque un aumento dell’autostima e dell’autoefficacia. Il lavoro, inoltre, è un luogo di integrazione che consente di costruire nuove relazioni, rompere l’isolamento sociale e sentirsi parte attiva della comunità. Un progetto di inclusione lavorativa è importante anche per le famiglie di persone con disabilità – ha proseguito la dottoressa Giarracca – permette di ridurre la loro preoccupazione per l’incertezza sul futuro precario dei figli e anche lo stress legato alla cura e all’assistenza continua, che assorbe la maggior parte delle loro energie, limitando il tempo per riposare, per prendersi cura di sé o di altri figli, per la coppia o per socializzare”.
“Rosario sta vivendo questa esperienza lavorativa in maniera positiva, è entusiasta di andare al lavoro, incontrare i colleghi e svolgere con responsabilità le attività che gli vengono proposte – ha ammesso Salvatore Militello, padre di Rosario – per lui è molto importante avere un impegno stabile con orari da rispettare, prepararsi per andare in azienda, pensare allo spuntino di metà mattina e affrontare il viaggio in macchina. La sua gioia la si legge negli occhi. Anche noi, in qualità di genitori, siamo molto contenti che Rosario sia inserito in un ambiente lavorativo accogliente e sereno. Ci fa piacere che lui viva con entusiasmo questa esperienza, che gli dà soddisfazione e lo rende più autonomo e sereno nei rapporti sociali. D’altronde, per noi l’importante è vedere nostro figlio condurre la sua vita serenamente e questo progetto certamente lo aiuta a vivere la normalità con la semplicità di un ragazzo speciale”.
“Viviamo in un’epoca complicata, spesso caratterizzata da individualismo e indifferenza, ma è proprio in momenti come questi che dobbiamo ricordarci quanto sia importante restituire alla società ciò che abbiamo ricevuto, senza chiedere nulla in cambio. A volte basta davvero poco – ha concluso il dottor Romano – con questo programma è chiaro che noi non regaliamo un’opportunità: riceviamo molto di più. Quel poco si trasforma in sorrisi, in complicità, in comportamenti genuini, partecipativi, armoniosi. La bellezza che portano nel nostro ambiente di lavoro è qualcosa che non si può spiegare facilmente, ma che tutti dovrebbero provare. Ogni ragazzo ha qualcosa di unico da offrire”.
Il progetto ha l’ambizione di crescere e consolidarsi per permettere in futuro ad altre persone come Rosario di essere accolti in un ambiente di lavoro che dia loro la possibilità di fare il meglio di cui sono capaci.




















