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L’Occidente diviso: crescono i venti di guerra e i rischi di un nuovo ordine mondiale

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Secondo Stefano De Luca, è necessario un rapido rilancio dell’alleanza occidentale e dei valori di democrazia liberale..

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In un arco di tempo sorprendentemente breve, gli equilibri internazionali che hanno retto il mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale appaiono oggi profondamente incrinati. Dopo oltre ottant’anni di relativa stabilità, garantita dall’egemonia statunitense e dalla coesione del cosiddetto “Mondo Occidentale”, il sistema di alleanze che ha assicurato pace e sviluppo rischia di indebolirsi.

Il Novecento è stato dominato prima dalla contrapposizione tra democrazie liberali e blocco sovietico, poi dall’illusione di una pace duratura seguita al crollo del Muro di Berlino e dell’Unione Sovietica. Quel momento, che sembrava preludere a un’era di cooperazione internazionale, si è rivelato nel tempo un’illusione.

Dal 2022, la Russia ha aperto un nuovo capitolo di guerra in Europa con l’invasione dell’Ucraina. Nonostante le difficoltà interne e le ingenti perdite militari, Mosca ha proseguito negli investimenti bellici. Kiev, sostenuta dall’assistenza occidentale, ha resistito a lungo, ma il progressivo disimpegno degli Stati Uniti, guidati da una linea politica più isolazionista, rischia di compromettere l’equilibrio delle forze.

Parallelamente, il conflitto in Medio Oriente ha riportato al centro della scena un’altra crisi internazionale. L’attacco di Hamas contro Israele, con numerose vittime civili e centinaia di ostaggi, ha scatenato una dura reazione militare che ha devastato la Striscia di Gaza e alimentato le tensioni nell’intera regione. Migliaia di vittime e distruzioni quotidiane rendono incerto lo scenario futuro.

A complicare il quadro globale è intervenuto anche un recente incontro in Cina, che ha visto la partecipazione di regimi autoritari e di diversi Paesi in cerca di nuove alleanze. La presenza dell’India ha destato particolare preoccupazione, facendo emergere un inedito avvicinamento a Pechino.

In questo contesto, la tradizionale unità dell’Occidente appare fragile. Le minacce di ritiro delle truppe statunitensi dal continente europeo e le crescenti tensioni con i partner storici rischiano di aprire la strada a nuove instabilità. L’ONU, nato per prevenire conflitti globali, appare oggi incapace di incidere concretamente sui processi in corso.

Secondo Stefano De Luca, è necessario un rapido rilancio dell’alleanza occidentale e dei valori di democrazia liberale come fondamento per mantenere la coesione del mondo occidentale e attrarre nuovamente i Paesi emergenti. Solo così, sostiene, si potrà evitare che il mondo precipiti verso conflitti di vaste proporzioni.

Scritto da: Redazione
19/09/2025
19/09/2025

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