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Il ritorno a casa di Levante a Zafferana Etnea: un abbraccio lungo trent’anni

Cultura e Spettacolo, Notizie
ZAFFERANA ETNEA – Cantare in Sicilia, per Claudia Lagona – in arte Levante – non è mai una data come le altre. Ma la serata di mercoledì 19 agosto 2026 all’Anfiteatro Comunale Falcone e Borsellino, nell’ambito della rassegna  Etna in Scena, ha avuto il sapore dolce e vibrante di una vera e propria reunion di […]..

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Photo credits: Fotograficamente Parisi

ZAFFERANA ETNEA – Cantare in Sicilia, per Claudia Lagona – in arte Levante – non è mai una data come le altre. Ma la serata di mercoledì 19 agosto 2026 all’Anfiteatro Comunale Falcone e Borsellino, nell’ambito della rassegna  Etna in Scena, ha avuto il sapore dolce e vibrante di una vera e propria reunion di famiglia.

A confermarlo sono state prima di tutto le parole affidate dalla stessa cantautrice ai propri canali social subito dopo le tappe siciliane:

«Messina e Zafferana sono state un colpo al cuore. Cantare a casa è indescrivibile, lo è sempre stato per me. Cantare a pochi chilometri da dove ho iniziato trent’anni fa».

Un legame indissolubile con la propria terra, radicato proprio lì, poco più a sud, nella sua Palagonia. Quelle radici fatte di tende al sole, di ricordi d’infanzia e di vita vissuta da cui è nata una delle sue canzoni più intime, Lo stretto necessario, scritta a quattro mani con Colapesce e Di Martino proprio dopo una lunga e nostalgica chiacchierata sulla sua casa d’origine.

Una piazza trasversale e il calore di più generazioni

Sotto il cielo dell’Etna si è respirata un’atmosfera unica. Come racconta Mariachiara dal pubblico, l’età media della serata era sorprendentemente alta e sfaccettata: tantissime famiglie, adulti, molti bambini e ragazzi. Segno di come la musica di Levante sia riuscita, negli anni, a parlare a generazioni diverse unite dalla stessa empatia.

Tra i momenti più carichi di emozione, l’istante racchiuso nello scatto di Daniela Parisi (di Fotograficamente Parisi): canzone in cui Levante ha imbracciato la chitarra. Un gesto semplice ma profondo, che ha riportato subito alla mente l’immagine di quella ragazzina che, trent’anni fa, si chiudeva nella sua cameretta a Palagonia per trovare nella musica la propria voce. In quel preciso momento sul palco di Zafferana, con la chitarra tra le mani, la stessa cantautrice è sembrata tornare indietro nel tempo, emozionata come allora.

Il filo della memoria

Zafferana Etnea, del resto, custodisce un ricordo indelebile nella vita dell’artista: l’ultima volta che si era esibita su questo stesso palco era in attesa della sua bambina, Alma Futura. Ritornare oggi su quelle pietre, con la maturità di donna e madre oltre che di artista affermata, ha chiuso un cerchio perfetto.

Fra note potenti e sguardi complici con il pubblico, la serata si è trasformata in un abbraccio collettivo. Perché calcare i palchi di tutta Italia ha un valore enorme, ma cantare a pochi passi da dove tutto è iniziato – dove le tende di casa sventolavano al vento di Palagonia e i primi sogni prendevano forma – ha il sapore inconfondibile di casa.

Scritto da: Maria Narciso (Molly)
22/08/2026
22/08/2026

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