Giovannone spiega perché non ha scelto Gela: «Il Tomaselli è già pronto per il professionismo»
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Un racconto personale, sincero e ricco di passione quello di Luca Giovannone, presidente della Nissa, intervenuto nel corso della trasmissione televisiva “Partitissima”. Un intervento che ha toccato corde emotive profonde, tra scelte professionali, legami umani e visioni sportive ben definite.
Giovannone ha voluto innanzitutto ricordare il suo primo contatto con la Sicilia, una terra che nel tempo è diventata anche casa:
«La prima città siciliana che ho conosciuto e amato è stata Gela».
Un legame nato per lavoro e consolidatosi negli anni, grazie anche a collaborazioni di alto profilo:
«Lavorativamente parlando opero da diversi anni su Gela, grazie a uno dei miei migliori manager italiani, Ivan Carfì, che saluto. Abbiamo anche un ufficio a Gela, per Osmosi S.p.A., unico in Sicilia».
Parole che testimoniano un rapporto ancora vivo e rispettoso con la città gelese, nonostante la scelta sportiva finale sia ricaduta su un altro territorio. Giovannone ha infatti spiegato con chiarezza i motivi che lo hanno portato a investire sulla Nissa e su Caltanissetta, dopo un’occasione sfumata altrove:
«Ho scelto Caltanissetta dopo che mi è sfuggita Catania, visto l’arrivo del miliardario australiano Pelligra».
La decisione, però, non è stata soltanto strategica, ma profondamente emotiva:
«Caltanissetta la scelgo per lo stadio e per la sua gente, di cui ancora oggi sono innamorato».
Centralità assoluta anche per lo stadio Tomaselli, ritenuto già idoneo al salto di categoria:
«Lo stadio Tomaselli, se andiamo in C, tornelli a parte, necessita di pochi interventi. L’impianto è pronto al professionismo».
Infine, Giovannone ha voluto ribadire il rispetto e la stima per Gela e i suoi tifosi, chiarendo che la sua scelta non è mai stata una bocciatura:
«Per questo non ho scelto Gela, nonostante la mia grande stima verso il popolo di Gela».
Un intervento che rafforza l’immagine di un presidente vicino ai territori, consapevole del valore delle strutture ma, soprattutto, dell’importanza delle persone. E Caltanissetta, nelle sue parole, appare sempre più al centro di un progetto ambizioso e carico di entusiasmo.




















