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Comitati di quartiere a Gela, Incardona critica il regolamento: “Rischio elezioni illegittime”

Notizie, Attualità
Le elezioni rischiano di trasformarsi in una faida politica..

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La campagna elettorale per il rinnovo dei comitati di quartiere, nata con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione civica e il coinvolgimento dei cittadini, rischia di trasformarsi in una vera e propria faida politica. A lanciare l’allarme è Totò Incardona, ex assessore della passata giunta comunale, che punta il dito contro il regolamento approvato dal Consiglio comunale, definendolo “gravemente inadeguato” e potenzialmente in grado di rendere nulle le stesse elezioni.

Secondo Incardona, il nodo centrale della questione è rappresentato dall’articolo 5 del Regolamento dei comitati di quartiere, che consente di partecipare all’assemblea – e quindi al voto – non solo ai residenti dell’area urbana, ma anche ai titolari o rappresentanti di attività commerciali, professionali, produttive o associazionistiche con sede nel quartiere, anche se non residenti.

«Già mesi fa avevo segnalato con senso di responsabilità questa criticità – afferma Incardona – perché si tratta di una previsione lesiva dei principi democratici fondamentali». Il rischio, secondo l’ex assessore, è che alcuni cittadini possano esprimere il voto in più quartieri, qualora residenti in una zona e titolari di un’attività in un’altra, mentre altri cittadini avrebbero diritto a votare una sola volta.

Una situazione che, a suo avviso, viola apertamente il principio di uguaglianza del voto e si pone in contrasto con la normativa elettorale generale, secondo cui ogni cittadino può esprimere una sola preferenza elettorale. «Consentire il voto a soggetti non residenti esclusivamente perché esercenti un’attività sul territorio – sottolinea – rappresenta un vulnus giuridico insanabile».

Per Incardona, quella che definisce una “leggerezza normativa” è l’ennesima dimostrazione della superficialità con cui l’amministrazione comunale e il Consiglio stanno affrontando questioni di grande rilevanza democratica. Il pericolo concreto è quello di compromettere la legittimità di una consultazione che avrebbe dovuto rappresentare un pilastro della partecipazione nei quartieri.

Da qui l’appello finale: sospendere con urgenza la procedura elettorale, rivedere il regolamento con il coinvolgimento della Commissione Affari Generali e ricondurre l’intero processo «nell’alveo della correttezza istituzionale e della legittimità democratica».

«È impossibile parlare di partecipazione – conclude Incardona – se non si garantiscono equità, parità e rispetto delle regole».

Scritto da: Redazione
14/01/2026
14/01/2026

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