Comitati di quartiere a Gela, Iaglietti: “Il problema è legato ad una politica che non sa ascoltare”
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Alla luce delle ultime vicende che stanno interessando i comitati di quartiere di Gela, credo sia arrivato il momento di dire chiaramente ciò che penso, senza troppi giri di parole. Ho la netta sensazione che i comitati di quartiere siano diventati scomodi per una parte dell’amministrazione e del consiglio comunale. Scomodi perché segnalano problemi, chiedono interventi, pretendono risposte e, soprattutto, portano alla luce tutte quelle criticità che la politica cittadina troppo spesso sembra preferire non affrontare. E’ quanto afferma Diego Iaglietti dirigente di Fratelli d’Italia
I cittadini, stanchi di un’amministrazione che percepiscono distante e poco disponibile all’ascolto, hanno riposto la loro fiducia nei rappresentanti di quartiere.
E questi rappresentanti, presidenti in testa, si sono rimboccati le maniche: sopralluoghi, pec, segnalazioni, messaggi whatsapp, telefonate, solleciti continui. Tutto gratuitamente, sacrificando tempo personale e familiare per cercare di migliorare i propri quartieri. E cosa hanno ottenuto? Troppo poco!
Ma la cosa che trovo ancora più grave è l’atteggiamento di certi esponenti politici che, anziché collaborare, sembrano quasi pretendere riconoscenza quando finalmente viene effettuato qualche intervento.
Penso anche a quanto accade nel quartiere Macchitella, dove alcuni atteggiamenti meriterebbero una seria riflessione.
Da quando un diritto dei cittadini è diventato un favore concesso dalla politica? Sostituire una lampadina, pulire una strada, sistemare un tombino o eliminare una situazione di pericolo non sono favori personali! Sono servizi che un’amministrazione ha il dovere di garantire.
Il vero problema, a mio giudizio, è che manca una regia, manca organizzazione, manca collaborazione e, soprattutto, sembra mancare la volontà di riconoscere ai comitati il ruolo che meritano. E allora pongo una domanda molto semplice: forse i comitati danno fastidio perché mettono nero su bianco tutto quello che in città non funziona?
Perché ogni pec senza risposta, ogni segnalazione ignorata e ogni intervento mai realizzato rappresentano un problema concreto che qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di affrontare.
E sia chiaro: questo modo di operare, a mio avviso, finisce per danneggiare anche il sindaco, perché le inefficienze, i mancati riscontri e l’assenza di coordinamento ricadono inevitabilmente sull’intera amministrazione comunale.
Nel frattempo, la politica cittadina trova tempo ed energie per occuparsi delle grandi questioni regionali, organizzare manifestazioni e alimentare dibattiti pubblici, mentre nei nostri quartieri continuano a mancare risposte persino sulle questioni più elementari.
È giusto occuparsi dei problemi della sanità e del territorio, ma non può diventare un modo per distogliere l’attenzione dalle responsabilità che si hanno nell’amministrare gela!
Le dimissioni dei rappresentanti del comitato di Macchitella e il malcontento manifestato dagli altri comitati non dovrebbero essere liquidati come semplici polemiche. Dovrebbero invece far riflettere seriamente chi governa questa città. Perché quando chi si impegna gratuitamente per il proprio territorio arriva a sentirsi inutile, ignorato o addirittura ostacolato, significa che qualcosa nel rapporto tra istituzioni e cittadini non sta funzionando.
I comitati non sono il problema. Sono una risorsa che la politica dovrebbe valorizzare, non temere! E ai consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, vorrei rivolgere una domanda: quale ruolo intendono svolgere affinché le segnalazioni dei quartieri trovino finalmente risposte concrete? Non basta essere presenti alle inaugurazioni, alle manifestazioni o davanti alle telecamere. Serve esserci soprattutto quando i cittadini chiedono aiuto per i problemi quotidiani.
Gela non ha bisogno di altri proclami, di favori da ringraziare o di continue passerelle politiche. Ha bisogno di rispetto, organizzazione, responsabilità e risultati! E soprattutto ricordiamoci una cosa: I cittadini non devono ringraziare la politica per aver ottenuto un diritto. È la politica che deve rispondere ai cittadini del proprio operato!




















