Rischi ambientali e tutela del territorio: a Ragusa esperti a confronto su terremoti, alluvioni e cambiamenti climatici
”EDA Communication” è anche su Whatsapp.
Bastacliccare quiper iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato in tempo reale. È gratis!

L’iniziativa propone la Sicilia sudorientale come area di confronto scientifico su rischio sismico, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, erosione costiera, innalzamento del livello del mare, criticità delle risorse idriche, inquinamento marino e rischi legati agli insediamenti industriali.
“Gli scenari di rischio elevato come i grandi terremoti, i cambiamenti climatici, le alluvioni, l’inquinamento marino, la vulnerabilità del patrimonio culturale e gli incidenti industriali sono punti chiave per un corretto governo del territorio in Sicilia sudorientale”, dichiara Francesco Venerando Mantegna, presidente della Conferenza Mediterranea-COMEN. “Bisogna superare il torpore culturale e l’indifferenza per attuare modelli avanzati di monitoraggio e gestione. Sono questi i temi e le delicate questioni del seminario scientifico”.
La Conferenza coinvolge la Regione Siciliana, attraverso l’assessorato del Territorio e Ambiente con l’assessore regionale Giusy Savarino, e gode del patrocinio dei Liberi Consorzi Comunali di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, del Comune di Ragusa, dell’Università di Messina e del Centro Internazionale Studi sul Barocco.
Tra le autorità invitate figurano il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e il prefetto Stefano Laporta, vicepresidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, che interverrà da remoto dalla sede EEA di Copenaghen.
Il programma riunirà scienziati e ricercatori di INGV, CNR e ISPRA, docenti universitari, rappresentanti della Protezione civile ed esperti locali. Tra i partecipanti indicati figurano Giuseppe Maschio, Nicola Casagli, Lidietta Giorno, il geologo Rosario Ruggieri e l’agronomo Antonio Megna.
I lavori affronteranno anche il tema degli Osservatori Sismici Urbani, sotto la guida del dirigente di ricerca INGV Domenico Patané, la frana di Niscemi, gli scenari multirischio degli impianti industriali di Priolo-Augusta e Gela, l’intrusione salina negli acquiferi costieri e le conseguenze sull’agricoltura.
Saranno inoltre esaminati i cambiamenti climatici, l’erosione costiera, l’innalzamento del livello del mare, la desertificazione e la contaminazione delle acque sotterranee, con contributi di docenti ed esperti di UNIME, INGV e ISPRA, tra cui Nanni Randazzo, Massimo Chiapppini e Marco Anzidei.
Un altro asse del seminario sarà la tutela del patrimonio culturale della Sicilia sudorientale, con particolare riferimento alle città barocche del Val di Noto. Sono previsti gli interventi di Giuseppe Barone e Lucia Trigilia dell’Università di Catania.
Al centro dei lavori ci sarà anche la proposta di realizzare a Ragusa il Centro Provinciale di Monitoraggio dei Rischi naturali e antropici, concepito con valenza regionale e già promosso dalla presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Annunziata Schembari. Il centro dovrebbe integrare il monitoraggio sismico e ambientale, delle acque, dei suoli, delle coste e degli ecosistemi marini, sotto la guida del Tavolo tecnico scientifico dell’ente provinciale.































