Passa al contenuto principale

Traffico illecito di rifiuti, arresti e sequestri tra Gela e Niscemi: nell’inchiesta anche 18 indagati

Notizie, Cronaca
L’indagine aveva inizialmente ipotizzato il coinvolgimento di ambienti mafiosi..

”EDA Communication” è anche su Whatsapp.
Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato in tempo reale. È gratis!

Un’inchiesta avviata nel 2022 su un presunto traffico illecito di rifiuti tra Gela e Niscemi è sfociata nell’esecuzione di misure cautelari. Il Gip di Caltanissetta ha disposto il carcere per Gaetano Barone, titolare di un impianto per la raccolta di materiali ferrosi a Niscemi, accusato anche di tentata estorsione.

Il sito è stato posto sotto sequestro preventivo. Arresti domiciliari, invece, per Nunzio Alfieri, imprenditore gelese che conferiva ferro nella struttura riconducibile a Barone.

Secondo la ricostruzione della guardia di finanza e della Dda nissena, diverse aziende avrebbero operato nel settore dei rifiuti speciali, in particolare ferrosi, senza le necessarie autorizzazioni o in violazione dei permessi. Contestati anche il trasporto e lo stoccaggio di materiali non conformi.

L’indagine aveva inizialmente ipotizzato il coinvolgimento di ambienti mafiosi, con riferimenti al clan degli Alfieri di Gela, ma il Gip non ha riconosciuto l’aggravante di tipo mafioso.

Per diciotto indagati sono state disposti l’obbligo di presentazione, divieto di dimora e interdizione dall’attività imprenditoriale nel settore dei rifiuti. Per altri soggetti non sono stati ritenuti sussistenti elementi sufficienti per ipotesi di responsabilità penale. In totale sono 47 le posizioni esaminate, tra titolari e dipendenti di imprese attive tra Gela, Niscemi, Catania e Licata.

Scritto da: Redazione
03/01/2026
03/01/2026

ALTRE NEWS