Il Ragusa Calcio è una squadra in crescita, e non da oggi. Il cambio di passo degli azzurri affonda le radici nel 2 novembre, data che coincide con il prestigioso successo esterno di Vibo Valentia contro la più quotata Vibonese. Da quel momento in poi, la formazione iblea ha iniziato a costruire con pazienza e continuità un percorso di risalita che oggi appare solido e credibile.
Nelle dodici gare disputate da allora, il Ragusa ha collezionato ben nove risultati utili, un bottino che certifica una netta inversione di tendenza rispetto alla prima parte di stagione. Tra i successi più significativi spiccano il prezioso 3-2 inflitto al Savoia e l’ultimo, roboante 5-1 ai danni del Paternò, fanalino di coda del girone. Vittorie che raccontano di una squadra ritrovata, capace di colpire e gestire i momenti chiave delle partite.
Fondamentale, in questo percorso, l’ingresso del direttore sportivo Bonaffini, che ha portato esperienza, equilibrio e scelte mirate sul mercato. Gli innesti di giocatori navigati come Maikol Benassi, ex difensore di Gela e Siracusa con importanti trascorsi tra Serie D e Serie C, hanno dato maggiore solidità al reparto arretrato. A questi si aggiungono arrivi recenti come Golfo dal Paternò e Crisci, tornato a vestire l’azzurro dopo l’esperienza alla Nissa, che hanno aumentato profondità e qualità della rosa.
Grande merito va anche a mister Gaetano Lucenti, capace di tenere la barra dritta nei momenti più complicati della stagione. Il tecnico ha lavorato sull’identità del gruppo, restituendo fiducia e consapevolezza a una squadra che oggi sa cosa vuole e come ottenerlo.
La classifica racconta di un Ragusa primo nella griglia playout con 21 punti, ma soprattutto a una sola lunghezza dalla salvezza diretta. Un traguardo tutt’altro che utopico, anche grazie a una società che ha già consegnato le liberatorie in Lega, dimostrando solidità e piena regolarità gestionale.
All’orizzonte ci sono le sfide con Nissa e Reggina: basterebbe uno sgambetto a una delle due per rendere la stagione più che soddisfacente in terra iblea. L’auspicio è che un pubblico più numeroso torni a sostenere una realtà calcistica che lavora con discrezione, senza proclami, ma con idee chiare e programmi ben definiti.





















