Ponte sullo Stretto, il M5S attacca: “Opera costosa e inutile, il governo la fermi”
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ROMA – Torna al centro dello scontro politico il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Dal Movimento 5 Stelle arriva un duro affondo contro il governo guidato da Giorgia Meloni, accusato di portare avanti un’opera considerata “dispendiosa e inutile” in un momento di forte difficoltà economica per il Paese.
A sollevare la questione è la senatrice Ketty Damante, vicecapogruppo del M5S a Palazzo Madama, che in una nota parla di una situazione economica “drammatica”, aggravata – secondo l’opposizione – dagli effetti delle tensioni internazionali legate alle politiche di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
Nel mirino della parlamentare ci sono in particolare il caro energia, l’aumento dei carburanti, il calo della fiducia dei consumatori e il rischio di una frenata della crescita economica, soprattutto dopo la fase di spinta garantita dal Pnrr. Un contesto che, secondo Damante, dovrebbe spingere l’esecutivo a rivedere le proprie priorità.
Da qui l’appello diretto alla presidente del Consiglio: se davvero intende aprire una nuova fase politica, sostiene la senatrice, dovrebbe partire dallo stop al progetto del Ponte sullo Stretto, definito una “presa in giro” per i cittadini. Un’opera che, secondo il M5S, assorbirebbe ingenti risorse pubbliche senza certezze sui tempi di realizzazione.
Le critiche si estendono anche alla gestione della società incaricata del progetto, la Stretto di Messina Spa, accusata di continuare ad assumere dirigenti con stipendi elevati nonostante l’iter dell’opera sia, di fatto, fermo.
Nel frattempo, denuncia Damante, il governo procederebbe con tagli ai ministeri chiave – Economia, Infrastrutture e Sanità – per finanziare interventi limitati come la riduzione delle accise sul gasolio. Una scelta che, secondo l’esponente pentastellata, evidenzierebbe una gestione incoerente delle risorse pubbliche.
Infine, il riferimento al Mezzogiorno: il Movimento 5 Stelle interpreta il voto recente come un segnale chiaro arrivato da Sud, che chiederebbe investimenti concreti su infrastrutture realmente utili per Sicilia e Calabria, piuttosto che su grandi opere controverse.
Sul progetto del Ponte, già in passato sostenuto dal vicepremier Matteo Salvini, l’opposizione ribadisce quindi la propria contrarietà, chiedendo uno stop definitivo e il reindirizzamento dei fondi verso interventi ritenuti più urgenti per i territori.




















