Passa al contenuto principale

Perna (Italia Viva Sicilia): “Il sistema Cuffaro è la prova di un potere marcio. Schifani e la sua maggioranza rassegnino le dimissioni.”

“Il sistema Cuffaro è la prova di un potere marcio che continua a soffocare la Sicilia”. Con parole dure, Giuseppe Perna, componente dell’Esecutivo Regionale di Italia Viva Sicilia, attacca frontalmente il governo regionale guidato da Renato Schifani e chiede le dimissioni del presidente e della sua maggioranza.

Al centro delle accuse, le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti e figure vicine all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, oggi leader della Nuova Democrazia Cristiana. Perna parla apertamente di un “Sistema Cuffaro” che, a suo avviso, “dimostra come la Sicilia continui a essere fanalino di coda nel diritto alla salute e nei servizi essenziali”.

Secondo l’esponente di Italia Viva, le responsabilità non si fermerebbero ai soggetti direttamente coinvolti nelle indagini:

“Questo sistema non riguarda soltanto gli indagati, ma anche chi ne ha tratto vantaggio, chi lo ha alimentato e chi gli ha dato gli strumenti per radicarsi”, afferma Perna, puntando il dito contro l’intera maggioranza di centrodestra.

“Vogliamo davvero credere – prosegue – che Schifani, l’assessore Sammartino, i leader di Fratelli d’Italia e il resto della maggioranza fossero ignari delle modalità con cui sono state gestite le nomine dei direttori sanitari? Dov’era Schifani mentre Cuffaro tesseva le trame di un elaborato schema di potere?”

Perna denuncia inoltre “l’ennesima pugnalata alla dignità politica dei siciliani”, ricordando come “inchieste, intercettazioni agghiaccianti e un cinismo diffuso” abbiano offuscato il lavoro dell’Assemblea Regionale Siciliana.

L’esponente di Italia Viva richiama anche la drammatica situazione demografica dell’isola:

“In Sicilia vota appena il 40% degli aventi diritto, e ogni anno decine di migliaia di giovani lasciano l’isola. Tra il 2003 e il 2023, oltre 219 mila under 34 hanno scelto di emigrare. È una fuga silenziosa che sta svuotando i nostri paesi e spegnendo il futuro della Sicilia”.

Da qui la richiesta di un atto politico forte:

“Presidente Schifani, perché ha espulso dalla Giunta gli assessori della Nuova Democrazia Cristiana ma non ha preso alcun provvedimento nei confronti del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno? Lei e la sua maggioranza abbiate un ultimo sussulto di dignità e rassegnate le dimissioni. I siciliani meritano di meglio, hanno il diritto di tornare a votare”.

Infine, Perna annuncia la partecipazione di Italia Viva Sicilia e della Casa Riformista alla manifestazione del fronte progressista, in programma oggi alle ore 14:45 davanti a Palazzo d’Orléans, alla presenza dell’onorevole Davide Faraone, per chiedere le dimissioni del governo regionale.

Regione, fuori la Dc dalla giunta. Schifani: “Trasparenza e legalità al primo posto”

«Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a quando il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali espressione della Nuova Democrazia Cristiana possano continuare a svolgere il proprio incarico all’interno della Giunta regionale». Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
 
«La nostra – prosegue il presidente – vuole essere una decisione improntata al senso di responsabilità, alla tutela della credibilità dell’istituzione e al rispetto dei siciliani, che confidano in un’amministrazione trasparente e coerente con i valori di correttezza e rigore che devono sempre ispirare l’azione pubblica. Questi valori costituiscono il cardine etico e politico su cui si regge il fondamento della mia azione politica per rappresentare l’interesse collettivo con autorevolezza e trasparenza».
 
«Non si tratta – aggiunge Schifani – di una decisione di parte, né di un giudizio sulle persone, alle quali va il mio personale ringraziamento per l’impegno, la dedizione e il contributo offerto finora, ma di un atto di responsabilità politica e morale. In momenti come questo, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini deve saper anteporre il bene collettivo e la credibilità delle istituzioni a ogni altra considerazione».
 
«Ringrazio i parlamentari della Nuova Democrazia Cristiana per la loro consolidata lealtà politica e parlamentare – conclude – ed auspico che essi continuino a sostenere i provvedimenti dell’esecutivo regionale, nell’interesse superiore della Sicilia e dei cittadini che rappresentiamo, nella convinzione che la responsabilità e la coesione istituzionale debbano prevalere su ogni altra considerazione. Solo così sarà possibile proseguire nel lavoro di governo con la necessaria serenità, chiarezza e coerenza rispetto ai valori di legalità e buon governo che tutti siamo chiamati a difendere». Le funzioni degli assessorati della Famiglia e della Funzione pubblica sono state assunte ad interim direttamente dal presidente Schifani.

M5S Ars: “Dimissioni Cuffaro? Bene, ma cambia poco. Occorre smontare il sistema clientelare”

“Le dimissioni di Cuffaro da segretario nazionale della DC? Bene, ma cambia poco. Occorre smantellare il sistema clientelare che sta rubando il futuro alla Sicilia. Piuttosto attendiamo un altro passo indietro, quello di Schifani. Solo allora i siciliani potranno cominciare a sperare di intravedere un filo di luce in fondo al tunnel in cui questo disastroso governo li ha cacciati”.
Lo affermano il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola e il capogruppo regionale 5 Stelle Antonio De Luca.
“Schifani non si illuda – continuano i due deputati – che queste dimissioni siano il silenziatore alle inevitabili polemiche e contestazioni seguite alle vergognose e inquietanti notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica. I siciliani pretendono chiarezza e chiarezza pretende il Parlamento regionale che continua inutilmente a chiedergli di venire a riferire in Aula su quanto sta accadendo e sullo sfascio della sanità che le politiche fallimentari e miopi di questo governo hanno portato sull’orlo del burrone. La smetta di scappare e su questo disastro ci metta la faccia”.

L’inchiesta su sanità e appalti: Cuffaro si dimette da segretario nazionale della Dc

«Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana». Lo scrive in una nota Totò Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.

«Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni».

La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati.

Ma la mossa di Cuffaro ha anche l’obiettivo o almeno rappresenta il tentativo di salvare il salvabile. È un fatto che la Dc stia franando. Con i leader fuori dai giochi (anche Pace è indagato) e le Amministrative di primavera all’orizzonte in tanti Comuni i consiglieri stanno cercando altri approdi: sta succedendo per esempio a Monreale ma anche nel Trapanese. Alcuni stanno pure pensando di dar vita a liste civiche da far gravitare nell’orbita di FI o FdI.

Regione, giunta Schifani sospende tre dirigenti dopo le indagini della Procura

Tre decisioni urgenti sono state assunte questo pomeriggio dalla Giunta regionale, convocata dal presidente Renato Schifani a seguito delle notizie sulle indagini della Procura di Palermo che coinvolgono esponenti politici e funzionari pubblici.
 
È stata disposta la sospensione dall’incarico, a tempo indeterminato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale, per Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento regionale della Famiglia. La guida della struttura è stata assegnata ad interim al dirigente del dipartimento Lavoro, Ettore Foti. Il presidente Schifani ha chiesto, inoltre, formalmente, all’assessore alla Famiglia di revocare l’incarico al suo segretario particolare, Vito Raso, anch’egli indagato nella stessa inchiesta.
 
Su indicazione della Giunta, l’assessore all’Agricoltura avvierà il procedimento disciplinare con sospensione cautelare dal servizio nei confronti del direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo, Giovanni Tomasino.
 
Sulla vicenda che coinvolge l’Asp di Siracusa, l’assessore alla Salute ha informato la Giunta di avere fatto propria l’autosospensione del direttore generale Alessandro Caltagirone e di avere avviato la procedura per la nomina del commissario straordinario. Si tratta di Chiara Serpieri, già direttore generale di altre aziende sanitarie in Piemonte e componente del consiglio direttivo della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, che svolgerà l’incarico a titolo gratuito per sei mesi.
 
Secondo Palazzo d’Orléans, tali misure si rendono necessarie per la gravità dei fatti emersi e per la loro possibile incidenza sull’immagine e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti a vigilanza e controllo. Pur riaffermando il principio di presunzione di innocenza e la tutela dei diritti di difesa, la Giunta ha scelto di intervenire con tempestività per salvaguardare prestigio, credibilità e trasparenza delle istituzioni siciliane.

Ponte sullo stretto, Damante (M5S): “Massima attenzione a interessi opachi”

 “Le nostre preoccupazioni sul Ponte Salvini oggi trovano conferma anche dalle notizie di stampa sull’indagine siciliana. L’opera che non solo non ha un progetto esecutivo, non solo ha subito una battuta d’arresto da parte della Corte dei conti,  e che non risolverà i problemi infrastrutturali tra Calabria e Sicilia, oggi dimostra essere sempre di più una bandierina elettorale che fa gola a più di qualcuno”, è quanto afferma in una nota la senatrice M5S Ketty Damante, segretaria in commissione Bilancio a Palazzo Madama.

“Si tratta – aggiunge – di un modo di fare politica ben noto che affligge l’economia dell’isola e che raccoglie intorno a sé interessi opachi sui quali fare massima attenzione”.

“L’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il segretario della Nuova Democrazia Cristiana sta scoperchiando un vaso di Pandora e ci chiediamo se anche il ministro Salvini condivide le nostre stesse preoccupazioni. E’ arrivato il momento di liberare la Sicilia da un teorema che non ci appartiene e sul quale bisogna tenere alta la guardia per il bene di tutti i cittadini”, conclude Damante.

Forestali, il deputato gelese Scuvera: “Aumentare le giornate è una priorità per la Sicilia”

“Condivido pienamente la proposta dell’assessore On Giusi Savarino. Aumentare le giornate è una priorità per la Sicilia”. «Desidero esprimere il mio pieno sostegno alla proposta dell’Assessore Regionale Onorevole Giusi Savarino sull’ aumento delle giornate lavorative dei forestali antincendio, una misura che considero valida, necessaria e prioritaria per la nostra Regione. Gli operatori forestali rappresentano una risorsa per le attività di spegnimento degli incendi, ma soprattutto per le attività di  prevenzione. In una terra come la Sicilia, duramente colpita negli ultimi anni da incendi devastanti che hanno distrutto decine di ettari di boschi e messo a rischio intere comunità, garantire maggiore continuità lavorativa a questi operatori significa rafforzare le difese del nostro patrimonio naturale e paesaggistico”. E’ quanto afferma il deputato gelese all’Ars di Fratelli d’Italia, Totò Scuvera.

 

La proposta dell’assessore Savarino va dunque sostenuta e portata avanti con determinazione, perché risponde a un’esigenza reale e concreta del territorio. Aumentare le giornate di impiego dei forestali significa investire nella sicurezza, nella prevenzione e nella dignità del lavoro.

Come deputato regionale, mi impegnerò affinché questa iniziativa trovi il giusto spazio all’interno della prossima legge di stabilità regionale, con l’obiettivo di dare stabilità e prospettiva a un comparto che è strategico per la Sicilia e per il futuro del nostro patrimonio boschivo

Cracolici: “Avvieremo indagine commissione Antimafia. In Sicilia il passato sta mangiando il futuro”

“Non appena riceveremo gli atti dell’inchiesta avvieremo un’indagine della commissione Antimafia. Ma va detto con molta onestà che al di là delle indagini che abbiamo fatto e che faremo c’è un dato incontrovertibile: ciò che emerge in questa Regione era già scritto. Il passato sta ogni giorno mangiando un pezzo di futuro. 

La Regione Siciliana oggi è un luogo di intermediazione, con episodi ripetuti di corruzione anche di poche migliaia di euro: è questo l’elemento caratterizzante dell’attuale stagione politica. A ciò si aggiunge che la pratica clientelare è il tratto distintivo di ogni attività amministrativa e di governo”. 

Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, che aggiunge: “Le indagini fin qui emerse evidenziano solo un parziale spaccato di un sistema che purtroppo è molto più pervasivo e diffuso e che investe la classe politica oltre che funzionari pubblici, ma anche una quantità sempre più crescente di intermediari e faccendieri che sono tornati, ammesso che ne fossero mai usciti, a presidiare i corridoi delle strutture pubbliche di questa Regione, dalle aziende sanitarie alle società partecipate, agli enti vigilati dalla Regione, agli stessi assessorati”. 

“La vera sfida non è quella di inseguire soltanto i fatti di cronaca – continua Cracolici – Purtroppo non è difficile ipotizzare che ce ne saranno tanti altri che seguiranno nelle prossime settimane. 

Come da tempo avevo denunciato, il ‘cuffarismo’ come metodo e sistema di governo che ha come protagonisti diversi esponenti dei partiti e dell’amministrazione pubblica, è tornato ad essere il tratto distintivo di questa fase politica. 

Serve una svolta, innanzitutto tra gli elettori, ma serve anche una classe politica che possa essere da esempio e da riferimento per una rigenerazione. Altrimenti questa nostra terra è destinata ad una marginalità sempre più crescente e alla dannazione di un passato che ogni giorno mangia un pezzo di futuro. 

Appare evidente che questo governo è del tutto inadeguato a determinare quella svolta di cui la Sicilia ha urgente bisogno”. 

Di Paola: “Governo in crisi profonda, M5S pronto a raccogliere 36 firme per l’autoscioglimento dell’Ars”

“Il M5S è pronto a raccogliere le 36 firme necessarie per l’autoscioglimento dell’Ars e porre fine a questa legislatura ormai in crisi irreversibile”.
Lo afferma il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola.

“Da domani – dice Di Paola – avvieremo i contatti con tutti i deputati per capire chi tra loro è disposto a riconoscere che questo governo ha ormai esaurito la sua corsa, come i ripetuti fallimenti dell’esecutivo e gli scandali che lo hanno coinvolto, e che sono sotto gli occhi di tutti, dicono chiaramente. La nostra azione velocizzerebbe i tempi rispetto a una mozione di sfiducia, accorciando l’agonia di un governo ormai alla canna del gas”.

“Questa terra martoriata – conclude Di Paola – ha bisogno di un’alternativa a questo disastroso centrodestra. L’autoscioglimento sarebbe l’occasione giusta per accelerare i tempi del cambiamento”.

ARS, M5S abbandona l’Aula per protesta: “Schifani venga a riferire sulla sanità che precipita

 “Schifani non può venire all’Ars solo per mettere insieme i cocci della sua maggioranza a pezzi. Venga in Aula a rispondere ai deputati sulla sanità che precipita, a maggior ragione alla luce degli arresti chiesti oggi dalla magistratura, che non fanno certo bene non solo alla sanità, ma alla Sicilia intera.”
Lo ha affermato il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca, dopo aver abbandonato l’Aula assieme ai suoi colleghi per protesta.

“A stento, oggi – ha detto De Luca – siamo riusciti a prendere la parola io e il collega Sunseri. Gli altri non hanno nemmeno potuto farlo. E cose da dire ne avremmo, soprattutto da chiedere a Schifani, che si sottrae alla nostra richiesta di una seduta d’Aula dedicata ai disastri della sanità, che chiediamo da più di un anno e che il Presidente si era pure impegnato ad affrontare, salvo poi non mantenere la promessa.

“La sanità – ha concluso De Luca – non è un terreno di manovre politiche: è la vita dei cittadini, è il diritto alla cura che oggi viene calpestato. Schifani venga in Aula e renda conto delle sue scelte, che stanno costringendo i siciliani a scappare anche per potersi curare.”