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Consiglio comunale senza decisioni sui temi chiave, il sindaco Faraci attacca: «Mazzarino merita di più»

MAZZARINO – Si conclude tra le polemiche l’ultima seduta del Consiglio comunale di Mazzarino, convocata con un ordine del giorno particolarmente corposo che prevedeva ben 49 punti da discutere. A sollevare forti critiche è il sindaco Mimmo Faraci, che denuncia il mancato esame di alcuni provvedimenti ritenuti strategici per l’amministrazione e per la comunità.

Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, il Consiglio non è riuscito ad affrontare diverse questioni considerate prioritarie. Tra queste figura il regolamento per l’installazione delle antenne sul territorio comunale, un tema che, nelle parole del sindaco, riguarda direttamente la tutela della salute dei cittadini e la pianificazione urbanistica.

Tra i punti rimasti inevasi vi sarebbe anche una proposta che avrebbe consentito al Comune di acquisire una royalty pari a 150 mila euro, risorse che avrebbero potuto contribuire alle casse dell’ente. Non è stata inoltre discussa la relazione annuale del sindaco, adempimento previsto dalla normativa e la cui mancata trattazione potrebbe, secondo Faraci, esporre il Comune al rischio di sanzioni.

Il sindaco punta il dito contro l’andamento della seduta, sostenendo che l’attività consiliare si sia concentrata esclusivamente sulla lettura di un documento di solidarietà e di elogio nei confronti della presidente del Consiglio comunale, senza arrivare all’esame dei provvedimenti amministrativi inseriti all’ordine del giorno.

«Mentre Mazzarino aspetta risposte, risorse e provvedimenti concreti, c’è chi preferisce bloccare l’attività amministrativa e perdere tempo in inutili celebrazioni», afferma Faraci, esprimendo forte disappunto per l’esito della riunione.

Le dichiarazioni del sindaco aprono ora un nuovo fronte di confronto politico all’interno dell’assemblea cittadina. Resta da capire quando i punti rinviati torneranno all’esame del Consiglio comunale e quali saranno le conseguenze amministrative del mancato completamento dei lavori.

Nel frattempo, il primo cittadino ribadisce la propria posizione: «I cittadini meritano rispetto. Mazzarino merita di più».

Mimmo Faraci: “Debito SRR sceso sotto il milione di euro, smentiti gli allarmismi dell’opposizione”

Il debito del Comune di Mazzarino nei confronti della SRR scende sotto il milione di euro. Ad annunciarlo è il sindaco Mimmo Faraci attraverso un comunicato stampa nel quale l’amministrazione comunale parla di un “risultato importante”, ottenuto grazie ai pagamenti effettuati nell’ultima settimana.

Secondo quanto reso noto dal primo cittadino, l’esposizione debitoria dell’ente ammonterebbe oggi a 908 mila euro, segnando così una significativa riduzione rispetto alle cifre circolate negli ultimi mesi nel dibattito politico locale.

L’amministrazione attribuisce il risultato al “lavoro serio e costante” svolto insieme agli uffici comunali competenti, impegnati — si legge nella nota — a definire amministrativamente e finanziariamente l’intera posizione debitoria entro la fine dell’anno.

Faraci ribadisce inoltre la volontà del Comune di ripianare integralmente il debito, chiedendo allo stesso tempo che la SRR ATO CL4 proceda “all’espletamento della gara nel pieno rispetto delle regole e della trasparenza amministrativa”.

Nel comunicato il sindaco torna anche sulle polemiche politiche degli ultimi mesi, replicando ai cosiddetti “Ficarriani e Labbisti”, accusati di avere sostenuto che l’amministrazione intendesse percorrere strade differenti rispetto a quelle indicate dagli organismi di controllo. “Questa amministrazione ha scelto esclusivamente la strada della legalità, nel rispetto del parere espresso dall’ANAC”, afferma Faraci.

Il primo cittadino attacca duramente anche l’opposizione consiliare, sostenendo che gli “allarmismi” diffusi nelle scorse settimane siano stati smentiti dai fatti. Nel mirino finiscono in particolare quanti avrebbero parlato di un debito superiore ai due milioni di euro. “Sono state diffuse notizie false e prive di fondamento”, scrive il sindaco, accusando alcuni esponenti politici di alimentare “confusione e disinformazione tra i cittadini”.

Faraci definisce inoltre “superate” le minacce avanzate nelle scorse settimane dalla società Impianti, che aveva prospettato possibili licenziamenti e provvedimenti nei confronti del Comune di Mazzarino.

Particolarmente duro il passaggio dedicato al consigliere comunale Damiano Arena, criticato per il suo atteggiamento sulla gestione dei rifiuti. Secondo il sindaco, Arena “entro i confini di Mazzarino difende a spada tratta la SRR e la Impianti”, mentre fuori dal territorio comunale assumerebbe posizioni opposte insieme al gruppo “Spazio Civico”, denunciando la mancanza di trasparenza nel settore.

L’amministrazione comunale conclude rivendicando di avere scelto “la strada del lavoro serio, della responsabilità e della concretezza”, affrontando una situazione complessa che oggi — secondo il sindaco — registra “un significativo miglioramento”.

“Continueremo a lavorare per tutelare i servizi essenziali, garantire equilibrio finanziario all’Ente e difendere gli interessi della comunità mazzarinese”, conclude Faraci.

Franco Lo Forte: “Mazzarino paralizzata da una crisi politica senza precedenti”

A Mazzarino il clima politico continua a essere sempre più teso e conflittuale. A denunciarlo è il consigliere comunale Franco Lo Forte, che attraverso un duro comunicato stampa parla apertamente di una “crisi politica senza precedenti”, accusando l’amministrazione guidata dal sindaco Faraci di governare senza una reale maggioranza e in contrasto con il Consiglio comunale.

Secondo Lo Forte, infatti, tredici consiglieri su sedici contesterebbero apertamente “metodo, gestione e atteggiamento dell’amministrazione”, determinando una situazione di forte instabilità istituzionale che starebbe producendo effetti concreti sulla città.

Nel documento vengono elencate numerose criticità che, secondo il consigliere, starebbero paralizzando Mazzarino: strade dissestate, progetti bloccati, bandi persi, impianti sportivi abbandonati e una gestione del randagismo definita “fuori controllo”. Contestazioni anche sui servizi cimiteriali e sulla Tari 2025, che non sarebbe ancora stata approvata, con il rischio — sostiene Lo Forte — di costringere i cittadini a pagare due annualità insieme.

Tra i problemi evidenziati anche il caos negli uffici comunali dopo il trasferimento dell’archivio e le polemiche relative alla Fiera di Fondachello, descritta dall’amministrazione come un successo ma, secondo il consigliere, accompagnata da “critiche diffuse e malcontento generale”.

Nel mirino dell’opposizione anche la gestione del bilancio riequilibrato. Lo Forte parla di un “paradosso istituzionale”, spiegando che, dopo i rilievi del Consiglio comunale e le richieste di integrazione avanzate dal Ministero — inviate in ritardo dall’amministrazione, secondo quanto sostenuto nel comunicato — il sindaco avrebbe perfino diffidato il Ministero chiedendo una risposta entro dieci giorni.

“Un gesto che fotografa perfettamente il clima di conflitto permanente creato in questi anni”, afferma Lo Forte, che accusa inoltre l’amministrazione di attribuire sistematicamente le responsabilità ad altri enti, citando Regione, Prefettura, Provincia, SRR, ATI e Ministero.

Il consigliere denuncia anche il deterioramento del confronto pubblico, sostenendo che le polemiche avrebbero ormai coinvolto persino familiari di consiglieri comunali, con toni ritenuti “indegni di una comunità civile e delle istituzioni”.

Nel comunicato viene inoltre ribadito il ruolo del presidente del Consiglio comunale, che — secondo Lo Forte — starebbe riportando il confronto “nelle sedi democratiche”, ricordando che il Consiglio rappresenta la volontà della città. Chiarimento anche sulla posizione del consigliere Mantione: “È stato declassato dal Consiglio comunale e non dal presidente del Consiglio, che non ha alcun potere di revoca sui consiglieri”.

“La verità è semplice: non si può governare una città contro tutti”, conclude Lo Forte, secondo cui la crisi ormai “non è più soltanto amministrativa, ma politica, istituzionale e morale”.

Da qui l’appello finale: “Mazzarino ha bisogno di serietà, stabilità e rispetto delle istituzioni. Non di propaganda continua. Non di guerre personali. Non di un Comune governato contro la città stessa”.

Amministrative, Damante (M5S): “KO centrodestra in Sicilia è dato politico inequivocabile”

“Il KO delle destre alle amministrative è un dato politico inequivocabile e non il frutto ‘fibrillazioni territoriali’, come dichiara Schifani. Il centrodestra perde sette sindaci su undici nei comuni più grandi, travolto dalle sue stesse divisioni interne e dall’avanzata di un campo progressista che, dove si presenta unito, vince e convince. L’alternativa progressista ha dimostrato e dimostra di saper vincere e governare e lo farà a partire dalla Sicilia”. 

Lo dice la senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante a proposito dell’esito del voto delle Amministrative nell’isola.   

“A Termini Imerese – sottolinea la senatrice – Maria Terranova, candidata del Movimento 5 Stelle, ottiene oltre il 70% dei consensi sbaragliando l’ex senatore di Fratelli d’Italia sorretto dai ministri della Repubblica. A Marsala il campo largo conquista una città storica del centrodestra, ad Agrigento il candidato di area progressista sfiora il colpaccio al primo turno.  Ma le notizie di oggi ci ricordano anche altro: le zone rosse di Palermo non fermano le sparatorie, le strade della movida sono teatro di violenza sistematica e i bambini siciliani vivono in alcune delle province con la peggiore qualità della vita d’Italia. Un centrodestra che sta gettando il Paese al collasso e all’insicurezza. Noi strumento in mano ai cittadini per voltare pagina” – conclude la senatrice siciliana del Movimento 5 Stelle. 

Pietraperzia, Calogero Di Gloria eletto nuovo sindaco

Calogero Di Gloria è il nuovo sindaco di Pietraperzia. Con 2.179 preferenze, pari al 57,12% dei voti validi, il candidato sostenuto dalla lista “Insieme per Pietraperzia” ha ottenuto la vittoria al termine dello scrutinio delle 14 sezioni elettorali.

Seconda classificata Silvia Romano, candidata della lista “L’Ora del Cambiamento Silvia Romano Sindaco”, con 1.296 voti e il 33,97%. Terzo posto per Angelica Zarba, sostenuta dalla lista “Il Futuro Parte da Qui – Angelica Zarba Sindaco”, che ha raccolto 340 preferenze pari all’8,91%.

I votanti sono stati 3.905. I voti validi complessivi sono risultati 3.815, mentre le schede nulle sono state 75 e quelle bianche 15. Nessuna scheda contestata durante le operazioni di scrutinio.

La campagna elettorale si è svolta in un clima di confronto acceso ma senza particolari tensioni. I tre candidati hanno seguito lo spoglio dalle rispettive sedi elettorali situate nel centro cittadino, tra Piazza Vittorio Emanuele e le vie limitrofe.

Nel corso del pomeriggio, con l’avanzare dello scrutinio, il vantaggio di Di Gloria è apparso progressivamente sempre più ampio. Intorno alle 17.30, quando mancavano ormai poche sezioni da completare, il distacco sugli avversari è apparso difficilmente recuperabile.

Dopo l’ufficializzazione del risultato, numerosi sostenitori si sono radunati in piazza per festeggiare l’elezione del nuovo sindaco. Tra i presenti anche il deputato regionaleFabio Venezia, insieme al sindaco diBarrafrancaGiuseppe Lo Monacoe al presidente del consiglio comunaleKevin Cumia.

Nel suo primo intervento dopo l’elezione, Di Gloria ha ribadito l’intenzione di amministrare il paese mantenendo un dialogo aperto con cittadini e opposizione: “Lavorerò in sinergia con la comunità e con tutte le forze politiche, accogliendo proposte e suggerimenti per il bene del paese”.

Nei prossimi giorni è previsto un comizio di ringraziamento alla cittadinanza. A breve saranno inoltre resi noti i nomi dei nuovi consiglieri comunali eletti: otto seggi andranno alla maggioranza che sostiene il neo sindaco, mentre quattro saranno assegnati all’opposizione.

Crisafulli è il nuovo sindaco di Enna: ha vinto con oltre il 60 per cento delle preferenze

Il nuovo sindaco di Enna èMirello CrisafulliL’ex senatore ha vinto le elezioni amministrative del 24-25 maggio 2026, imponendosi già al primo turno. I dati consolidati dello spoglio delineano una netta vittoria sul filo del 60% delle preferenze. E’ una delle figure storiche e più influenti della politica siciliana degli ultimi trent’anni.Dopo alcuni anni trascorsi lontano dalle cariche pubbliche dirette, nella primavera del 2026 ha deciso di ricandidarsi a sindaco della sua città “per amore del territorio”, vincendo le elezioni al primo turno con un amplissimo consenso popolare

Ponte Stretto, Damante (M5S): “Presto Salvini andrà a casa e pantomima finirà”

“Salvini l’altro ieri ha evocato il voto anticipato, rimesso subito a cuccia sia da Meloni sia da Tajani che ormai lo considerano l’alleato discolo e verbalmente incontinente. Uno scenario, quello messo sul piatto dal ministro delle Infrastrutture, che almeno metterebbe fine all’insulsa pantomima del ponte sullo Stretto. Pantomima che in queste ore il leader della Lega continua a portare avanti prendendo in giro i cittadini siciliani e calabresi che nel week end saranno chiamati al voto per le amministrative. Abbiamo un progetto e una gara quasi sicuramente da rifare, costi palesemente sottostimati, falle procedurali e lacune documentali di ogni tipo, norme europee violate: Salvini ci ha già provato e ha fallito in primis per la sua incapacità. Oltretutto, mentre nessun cantiere verrà aperto anche quest’anno, i manager della “Stretto di Messina Spa” vedono lievitare i loro profumati stipendi. Che si voti tra pochi mesi o tra un anno, presto Salvini andrà a casa e finalmente si potrà scrivere la parola fine a questo scempio e ridare a siciliani e calabresi il maltolto”. Così in una nota la senatrice siciliana Ketty Damante, vicecapogruppo M5s al Senato.

Meloni in volo verso Niscemi con il capo della Protezione Civile Ciciliano: terza visita dopo la frana di gennaio

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in volo verso Niscemi per una visita istituzionale legata agli interventi successivi alla frana del 25 gennaio che ha colpito la città.

La premier è accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.

Si tratta della terza visita a Niscemi dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, effettuate nei giorni successivi all’evento franoso, nell’ambito delle attività di monitoraggio e gestione dell’emergenza sul territorio.

Scossa politica a Canicattì, si dimettono cinque consiglieri comunali

Scossone politico al Comune di Canicattì, dove cinque consiglieri comunali hanno rassegnato contemporaneamente le proprie dimissioni dalla carica. Si tratta di Angelo Cuva, Gaspare Di Fazio, Lillo Muratore, Fabio Falcone e Gianluca Cilia, che nella mattinata di oggi hanno ufficializzato la decisione attraverso una lettera protocollata negli uffici comunali.

Nel documento i consiglieri spiegano le ragioni della scelta, motivata soprattutto dalla grave emergenza idrica che continua a colpire la città e da quella che definiscono una gestione amministrativa insufficiente da parte dell’attuale governo cittadino.

Secondo i firmatari, la situazione dell’approvvigionamento idrico sarebbe ulteriormente peggiorata a causa di una conduzione amministrativa ritenuta carente. Le dimissioni vengono quindi presentate come un gesto di protesta politica nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindacoVincenzo Corbo.

La decisione dei cinque consiglieri apre ora una nuova fase politica per il Comune agrigentino, con possibili ripercussioni sugli equilibri all’interno del Consiglio comunale.

 

Gela, liquidazione dell’ex consorzio Asi ancora ferma. Lorefice: “Burocrazia blocca imprese e sviluppo”

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare sui ritardi che ancora caratterizzano la liquidazione degli ex Consorzi ASI, con ricadute pesantissime su territori già segnati dalla crisi industriale, come quello di Gela. È inaccettabile che bandi bloccati e lungaggini amministrative impediscano alle imprese dall’investire e dall’avviare nuove attività produttive, frenando sviluppo e occupazione. Ho chiesto al Governo quali iniziative intenda assumere, anche in raccordo con la Regione Siciliana, per accelerare le procedure, chiarire le cause dei ritardi ed evitare che inefficienze burocratiche continuino a penalizzare il rilancio produttivo del Mezzogiorno”.
Lo afferma il senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.