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“Governo di Liberazione” con Cateno De Luca fa tappa a Gela: sala gremita e grande partecipazione

 Grande partecipazione questa mattina alla tappa gelese del tour regionale “Governo di Liberazione”, guidato dal leader di Sud Chiama Nord, on. Cateno De Luca. Una sala gremita ha accolto cittadini, amministratori, rappresentanti istituzionali e del mondo civico per affrontare insieme le criticità della Sicilia e le prospettive di riforma.
All’incontro erano presenti Angelo Bellina, referente della segreteria provinciale, l’assessore del Comune di Gela Filippo Franzone e il sindaco Terenziano Di Stefano, che hanno portato il loro contributo istituzionale e manifestato vicinanza al percorso politico avviato da Sud Chiama Nord.
A intervenire nel merito del percorso è stato il coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, on. Danilo Lo Giudice, che ha ringraziato il sindaco Di Stefano e l’assessore Franzone per l’accoglienza e la collaborazione :
«Filippo Franzone, ha affermato Lo Giudice, è instancabile. Uno “stalker positivo” che martella finché non si trovano soluzioni: è lo spirito giusto. Ringrazio anche il sindaco Di Stefano, che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco in un contesto difficile. Siamo qui per testimoniare la nostra vicinanza a Gela. Abbiamo combattuto per difendere l’ospedale e i suoi posti letto, abbiamo sostenuto iniziative come la Festa del Pane, che valorizza le vostre eccellenze. Sud Chiama Nord è una forza di opposizione che non si limita a denunciare, ma indica soluzioni. I protagonisti dei territori sono i cittadini: insieme possiamo dare risposte concrete e rendere questa provincia parte del cambiamento di cui la Sicilia ha bisogno».
La chiusura dell’incontro è stata affidata al leader di Sud Chiama Nord, on. Cateno De Luca, che ha affermato:
«Abbiamo avviato il tour del Governo di Liberazione perché nei momenti difficili bisogna scegliere. A volte ci si trova sulla stessa nave di chi ha il timone e la nave sta affondando. Non l’hai scelto tu quel comandante, ma se la nave affonda, affondate tutti. È allora che devi decidere se restare spettatore o dare una mano per salvare il futuro. In politica come nella vita, arriva il momento in cui devi scegliere cosa vuoi fare “da grande”. Questa è la scelta che oggi chiediamo ai siciliani: uscire dal disincanto e partecipare al cambiamento . Con il Governo di Liberazione, ha spiegato Cateno De Luca, vogliamo costruire una squadra di competenze vere, che abbia tempo e visione per cambiare questa terra, incidendo sulle riforme necessarie. Oggi abbiamo oltre 100 comuni in dissesto e quasi 200 che non riescono a garantire i servizi essenziali. Non possiamo lasciare i sindaci soli a pagare gli errori del passato. Anche per questo abbiamo chiesto che una parte della manovra regionale venga destinata al Fondo per le Autonomie Locali. La Sicilia non può vivere di cinema e varietà o della sindrome del like: chi amministra deve decidere, e farlo subito. Oggi a Taormina ho dimostrato che, se c’è una visione e se non si ha paura di prendere l’ascia in mano, i problemi si risolvono. Ma non tutti i territori hanno le stesse condizioni.
La Sicilia ha un potenziale enorme: architettura, paesaggio, clima, cultura, produzioni agricole uniche. Ma se in un albergo non trovo neppure il miele del territorio, significa che la filiera non funziona. Dobbiamo creare un sistema che valorizzi davvero le nostre eccellenze. Noi siamo pronti: con le lanterne accese e la cintura ai fianchi. Non parteciperemo a strategie che mirano a paralizzare il sistema. Chi è stato chiamato a governare ha il dovere di farlo. Da gennaio valuteremo se esistono le condizioni per portare a compimento la legislatura o se sarà necessario prendere un pezzo di timone per evitare l’affondamento definitivo. Il Governo di Liberazione nasce per questo: impedire che la Sicilia continui ad affondare a causa del pizzo legalizzato imposto dalla politica cloentelare e dalla burocrazia parassitaria».

Di Paola, M5S: “Poche riforme e tanti scandali. Domani in piazza a Palermo per dire no al governo-zavorra della Sicilia”

“La Sicilia ha bisogno di riforme, non di disservizi, inefficienze, clientelismo e scandali. Domani assieme al PD, Controcorrente, a tutte le forze alternative a Schifani e al centrodestra e ai siciliani che vorranno esserci torneremo a dirlo in piazza. È il preludio alla mozione di sfiducia al presidente della Regione che porteremo presto a Sala d’Ercole. Facciamo vivere alla Sicilia un momento veramente magico: mandiamoli a casa”.

Lo afferma il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola alla vigilia del sit-in che si terrà domani alla Cala a Palermo, davanti al murale di Falcone e Borsellino.

“Ci saranno – dice Di Paola – oltre alle opposizioni all’Ars anche forze politiche non rappresentate in Parlamento e rappresentanti della società civile. Il sentimento anti-Schifani cresce di giorno in giorno, alimentato dalla totale incapacità del governo e dalle indagini che hanno travolto componenti dell’esecutivo e della maggioranza che lo sostiene.

La Sicilia merita ben altro di un governo inefficace e inefficiente, dei soliti scandali, delle vecchie logiche basate sulla spartizione del potere e delle poltrone a dispetto degli interessi dei siciliani. Alla Sicilia dei Cuffaro e del cuffarismo noi preferiamo la Sicilia di Falcone e Borsellino”.

L’inchiesta giudiziaria sulla sanità, Greco: “La politica siciliana riparta da trasparenza, responsabilità e sobrietà”

Riceviamo e pubblichiamo da parte dell’ex sindaco Lucio Greco.

“Come ex sindaco, in prima linea e vicino ai bisogni dei cittadini, di fronte al terremoto giudiziario che ha investito la politica regionale, non posso non osservare che la priorità non è la contrapposizione tra mozione di sfiducia o dimissioni, ma la tutela delle istituzioni. La magistratura faccia il suo corso senza pressioni né difese di parte. La politica Siciliana riparta da trasparenza, responsabilità e sobrietà. Ciò che considero indispensabile è un cambio di metodo serve un Patto regionale per la legalità e la trasparenza, una task force indipendente sulla qualità degli appalti e dei servizi pubblici e un osservatorio territoriale permanente contro infiltrazioni e mala gestione. Sono strumenti utili a tutti, oltre ogni colore politico. La prima vera emergenza è liberare la sanità dalle interferenze che da anni ne compromettono efficienza e credibilità. Urgono, con la stessa urgenza, interventi trasparenti e legali nei settori dell’acqua e dei rifiuti, troppo spesso paralizzati da opacità e ritardi inaccettabili. Parlo da ex amministratore, non da tifoso: ciò che conta è che Gela, la Sicilia e i cittadini non siano danneggiati dall’instabilità politica. Le comunità locali hanno bisogno di servizi che funzionano, non di scontri. Per questo propongo una cabina di regia Regione-Comuni che garantisca continuità nelle opere pubbliche, nei fondi PNRR, nelle infrastrutture e nei servizi essenziali. I siciliani chiedono una politica matura, capace di mettere al centro legalità, efficienza e rispetto. Questo è il tempo delle soluzioni, non delle battaglie di parte”.

Massimiliano Giorrannello lascia “Una Buona Idea” e aderisce al Movimento 5 Stelle: le dichiarazioni del sindaco Di Stefano

Gela, – Una scelta politica meditata che non scuote l’amministrazione, ma segna un passaggio importante per il consigliere comunale. Massimiliano Giorrannello ha annunciato ufficialmente la sua decisione di lasciare il movimento civico “Una Buona Idea”, fondato dal sindaco Terenziano Di Stefano, per aderire al Movimento 5 Stelle.

In un comunicato, Giorrannello ha spiegato che la scelta nasce da motivazioni personali e politiche, volte a condividere valori e visione con un’organizzazione strutturata come quella del Movimento 5 Stelle. «Ho trovato nel Movimento un ambiente coerente con i principi che hanno guidato il mio impegno pubblico: tutela dei beni comuni, lotta alle disuguaglianze, partecipazione trasparente dei cittadini alle decisioni, difesa della legalità e della giustizia sociale», ha dichiarato.

Nonostante il cambiamento, Giorrannello ha sottolineato che la sua adesione al progetto amministrativo del sindaco Di Stefano rimane convinta e determinata. «Il mio contributo proseguirà con una visione rinnovata e con l’energia derivante dall’ingresso in una forza politica strutturata, capace di offrire strumenti, competenze e una rete più ampia», ha aggiunto.

Dal canto suo, il sindaco Terenziano Di Stefano ha commentato con serenità la decisione del consigliere. «Abbiamo accolto Massimiliano Giorrannello – così come tutti gli altri – non per una logica di voti o consenso, ma perché il nostro progetto punta a costruire una nuova classe dirigente e a sviluppare la città con persone che condividono la nostra visione. Non c’è stato nessun litigio, nessun malinteso e, soprattutto, non si tratta di un passaggio all’opposizione».

Di Stefano ha ricordato come situazioni simili siano già accadute in passato, citando l’esperienza del 2019: «Allora abbiamo perso un consigliere comunale, ma l’amministrazione ha sempre continuato a lavorare con coesione e responsabilità. A Giorrannello abbiamo garantito ampia visibilità politica, affidandogli anche ruoli di primo piano, come la guida del FUA. Gli auguro buon lavoro e un contributo costruttivo alla città».

Il sindaco ha sottolineato come Giorrannello non riuscisse completamente ad amalgamarsi con il gruppo, e come il nuovo percorso possa offrirgli uno spazio più coerente con la sua sensibilità. «Da parte nostra, andiamo avanti con convinzione, guardando al futuro della città e non alle dinamiche di appartenenza», ha concluso.

Con questo passaggio, Massimiliano Giorrannello porta il proprio impegno civile e politico senza compromettere il rapporto con l’amministrazione comunale e mantenendo una linea costruttiva per la città di Gela.

Ars, opposizione in Sicilia pronta a governare: mozione di sfiducia a Schifani

Da San Martino delle Scale arriva un messaggio netto: le opposizioni sono unite. Secondo M5S, PD e Controcorrente, “il Presidente Schifani è fuggito dalle sue responsabilità, dopo aver riportato indietro la Sicilia con tre anni di scandali, mala gestione e spreco di risorse”.
 
Per questo motivo, dopo il “ritiro” di due giorni alle porte di Palermo è stata decisa la presentazione di una mozione di sfiducia firmata di 23 i deputati dei gruppi di opposizione.
 
I tre gruppi si rivolgono a tutti gli altri parlamentari regionali: “Mandiamo un messaggio chiaro: è il momento di mandare a casa il governo Schifani, che ha riportato in vita il cuffarismo come metodo di governo in tutta la macchina regionale, a partire dalla sanità”.
 
“Siamo a un punto di svolta cruciale: chi sostiene la mozione sceglie di liberare questa terra; chi non la sosterrà, evidentemente, sceglierà di non farlo”.
 
Le opposizioni ribadiscono che la Sicilia ha bisogno di una guida nuova, credibile e libera da ombre che ne rallentano sviluppo e dignità istituzionale.
 
“È il momento della responsabilità — concludono — e della costruzione di un futuro diverso per la nostra regione”.
 

“Decuffarizziamo” la Sicilia. Di Paola (M5S): Forze alternative progressiste pronte a governare la Regione

“Dobbiamo liberare la Sicilia da questo centrodestra che è il peggiore di sempre. Stiamo lavorando per dare ai siciliani un’alternativa che metta al centro dell’azione di governo le esigenze dei cittadini, non gli interessi di bottega e delle segreterie politiche. La sanità non deve essere dei politici ma delle persone. Il presidente Schifani ha fallito e si dimetta”. 

Lo ha dichiarato il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Nuccio Di Paola, al sit-in dei leader delle forze politiche alternative progressiste. davanti a Palazzo d’Orleans. 

“Non passa giorno – ha aggiunto Di Paola – senza che il governo Schifani venga travolto dagli scandali. Anche se il presidente della Regione glissa sulle proprie responsabilità con le finte epurazioni, è chiaro agli occhi di tutti che questo governo regionale stia facendo solo danni. Noi siamo pronti a governare l’Isola e a mandare a casa tutti i responsabili di questo continuo disastro. Questo governo regionale ha messo una cappa alle migliori energie dell’isola, vada a casa” – ha concluso il coordinatore regionale del M5S.  

Perna (Italia Viva Sicilia): “Il sistema Cuffaro è la prova di un potere marcio. Schifani e la sua maggioranza rassegnino le dimissioni.”

“Il sistema Cuffaro è la prova di un potere marcio che continua a soffocare la Sicilia”. Con parole dure, Giuseppe Perna, componente dell’Esecutivo Regionale di Italia Viva Sicilia, attacca frontalmente il governo regionale guidato da Renato Schifani e chiede le dimissioni del presidente e della sua maggioranza.

Al centro delle accuse, le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti e figure vicine all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, oggi leader della Nuova Democrazia Cristiana. Perna parla apertamente di un “Sistema Cuffaro” che, a suo avviso, “dimostra come la Sicilia continui a essere fanalino di coda nel diritto alla salute e nei servizi essenziali”.

Secondo l’esponente di Italia Viva, le responsabilità non si fermerebbero ai soggetti direttamente coinvolti nelle indagini:

“Questo sistema non riguarda soltanto gli indagati, ma anche chi ne ha tratto vantaggio, chi lo ha alimentato e chi gli ha dato gli strumenti per radicarsi”, afferma Perna, puntando il dito contro l’intera maggioranza di centrodestra.

“Vogliamo davvero credere – prosegue – che Schifani, l’assessore Sammartino, i leader di Fratelli d’Italia e il resto della maggioranza fossero ignari delle modalità con cui sono state gestite le nomine dei direttori sanitari? Dov’era Schifani mentre Cuffaro tesseva le trame di un elaborato schema di potere?”

Perna denuncia inoltre “l’ennesima pugnalata alla dignità politica dei siciliani”, ricordando come “inchieste, intercettazioni agghiaccianti e un cinismo diffuso” abbiano offuscato il lavoro dell’Assemblea Regionale Siciliana.

L’esponente di Italia Viva richiama anche la drammatica situazione demografica dell’isola:

“In Sicilia vota appena il 40% degli aventi diritto, e ogni anno decine di migliaia di giovani lasciano l’isola. Tra il 2003 e il 2023, oltre 219 mila under 34 hanno scelto di emigrare. È una fuga silenziosa che sta svuotando i nostri paesi e spegnendo il futuro della Sicilia”.

Da qui la richiesta di un atto politico forte:

“Presidente Schifani, perché ha espulso dalla Giunta gli assessori della Nuova Democrazia Cristiana ma non ha preso alcun provvedimento nei confronti del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno? Lei e la sua maggioranza abbiate un ultimo sussulto di dignità e rassegnate le dimissioni. I siciliani meritano di meglio, hanno il diritto di tornare a votare”.

Infine, Perna annuncia la partecipazione di Italia Viva Sicilia e della Casa Riformista alla manifestazione del fronte progressista, in programma oggi alle ore 14:45 davanti a Palazzo d’Orléans, alla presenza dell’onorevole Davide Faraone, per chiedere le dimissioni del governo regionale.

Regione, fuori la Dc dalla giunta. Schifani: “Trasparenza e legalità al primo posto”

«Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a quando il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali espressione della Nuova Democrazia Cristiana possano continuare a svolgere il proprio incarico all’interno della Giunta regionale». Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
 
«La nostra – prosegue il presidente – vuole essere una decisione improntata al senso di responsabilità, alla tutela della credibilità dell’istituzione e al rispetto dei siciliani, che confidano in un’amministrazione trasparente e coerente con i valori di correttezza e rigore che devono sempre ispirare l’azione pubblica. Questi valori costituiscono il cardine etico e politico su cui si regge il fondamento della mia azione politica per rappresentare l’interesse collettivo con autorevolezza e trasparenza».
 
«Non si tratta – aggiunge Schifani – di una decisione di parte, né di un giudizio sulle persone, alle quali va il mio personale ringraziamento per l’impegno, la dedizione e il contributo offerto finora, ma di un atto di responsabilità politica e morale. In momenti come questo, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini deve saper anteporre il bene collettivo e la credibilità delle istituzioni a ogni altra considerazione».
 
«Ringrazio i parlamentari della Nuova Democrazia Cristiana per la loro consolidata lealtà politica e parlamentare – conclude – ed auspico che essi continuino a sostenere i provvedimenti dell’esecutivo regionale, nell’interesse superiore della Sicilia e dei cittadini che rappresentiamo, nella convinzione che la responsabilità e la coesione istituzionale debbano prevalere su ogni altra considerazione. Solo così sarà possibile proseguire nel lavoro di governo con la necessaria serenità, chiarezza e coerenza rispetto ai valori di legalità e buon governo che tutti siamo chiamati a difendere». Le funzioni degli assessorati della Famiglia e della Funzione pubblica sono state assunte ad interim direttamente dal presidente Schifani.

M5S Ars: “Dimissioni Cuffaro? Bene, ma cambia poco. Occorre smontare il sistema clientelare”

“Le dimissioni di Cuffaro da segretario nazionale della DC? Bene, ma cambia poco. Occorre smantellare il sistema clientelare che sta rubando il futuro alla Sicilia. Piuttosto attendiamo un altro passo indietro, quello di Schifani. Solo allora i siciliani potranno cominciare a sperare di intravedere un filo di luce in fondo al tunnel in cui questo disastroso governo li ha cacciati”.
Lo affermano il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola e il capogruppo regionale 5 Stelle Antonio De Luca.
“Schifani non si illuda – continuano i due deputati – che queste dimissioni siano il silenziatore alle inevitabili polemiche e contestazioni seguite alle vergognose e inquietanti notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica. I siciliani pretendono chiarezza e chiarezza pretende il Parlamento regionale che continua inutilmente a chiedergli di venire a riferire in Aula su quanto sta accadendo e sullo sfascio della sanità che le politiche fallimentari e miopi di questo governo hanno portato sull’orlo del burrone. La smetta di scappare e su questo disastro ci metta la faccia”.

L’inchiesta su sanità e appalti: Cuffaro si dimette da segretario nazionale della Dc

«Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana». Lo scrive in una nota Totò Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.

«Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni».

La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati.

Ma la mossa di Cuffaro ha anche l’obiettivo o almeno rappresenta il tentativo di salvare il salvabile. È un fatto che la Dc stia franando. Con i leader fuori dai giochi (anche Pace è indagato) e le Amministrative di primavera all’orizzonte in tanti Comuni i consiglieri stanno cercando altri approdi: sta succedendo per esempio a Monreale ma anche nel Trapanese. Alcuni stanno pure pensando di dar vita a liste civiche da far gravitare nell’orbita di FI o FdI.