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Fondi area crisi complessa di Gela, Lorefice: presentata un’altra interrogazione, il Governo intervenga

“Presenterò  la mia quinta interrogazione parlamentare sull’utilizzo dei fondi destinati all’area di crisi complessa di Gela chiedendo al Governo di intervenire subito. Serve un’accelerazione immediata per rilanciare il tessuto produttivo e attrarre investimenti. Ogni ritardo rischia di compromettere progetti strategici per lo sviluppo e l’occupazione nel Mezzogiorno”, dichiara il senatore M5S e segretario di Presidenza del Senato Pietro Lorefice, a margine dell’incontro con la commissione consiliare Ambiente, Sanità ed Ecologia del Comune di Gela.

Manovra ter. Di Paola (M5S): Centrodestra sta insieme solo per interessi. Noi alternativa credibile

“Quanto accaduto in questi giorni a Sala d’Ercole per l’approvazione della manovra ter di Schifani, è la palese ulteriore dimostrazione che le forze politiche del centrodestra, stanno insieme solo per una mera spartizione di potere e interessi Non hanno mai avuto una visione comune di Sicilia, così come dimostra questa variazione fatta di interventi singoli e senza prospettiva. A maggior ragione, dopo quanto accaduto in questi giorni, insisteremo con ancora maggiore convinzione nel costruire un’alternativa credibile a Schifani e a questo centrodestra. Una alternativa che possa governare la Sicilia con una visione di futuro e che superi il concetto di elargizione di incarichi e prebende tipico del centrodestra”. Lo dichiara il coordinatore regionale e deputato ARS del Movimento 5 Stelle Sicilia Nuccio Di Paola, in merito all’approvazione della “manovrina economica” a Sala d’Ercole.  

 

“Schifani abbia rispetto dell’Assemblea Regionale Siciliana – sottolinea Di Paola. Ogni volta che il presidente della Regione e chi lo sostiene, mette tagliole o prevarica l’Assemblea, va prevaricare i siciliani stessi e questo non lo permetteremo. Intanto abbiamo affossato la maggioranza, costringendolo il presidente Schifani a portare a casa una manovra ‘light’” – conclude Di Paola. 

Tragico incidente sulla Gela-Catania, all’altezza di Caltagirone: due morti, intervento dell’elisoccorso

Caltagirone (CT) – Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 17:30, lungo la strada statale Gela-Catania, al km 23, poco dopo un distributore di carburante nei pressi di Caltagirone. Il tragico bilancio è di due persone decedute.

L’impatto è stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari, le forze dell’ordine e il personale per la gestione della viabilità. Vista la gravità dell’accaduto, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso, atterrato poco distante dal luogo dell’incidente.

Nonostante la tempestività dei soccorsi, per due persone non c’è stato nulla da fare. L’area è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni di messa in sicurezza, i rilievi e la rimozione dei mezzi coinvolti.

Le cause dell’incidente sono attualmente al vaglio delle autorità. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.

Sgomento e dolore tra gli automobilisti e nelle comunità del territorio, già segnate in passato da altri incidenti lungo questo tratto di strada particolarmente trafficato e considerato critico da molti cittadini.

Ulteriori aggiornamenti saranno forniti nelle prossime ore, non appena emergeranno nuovi dettagli.

Niscemi, Artesi e Incarbone nuovi assessori: il sindaco Conti ridisegna la giunta

Niscemi (CL) – Novità in giunta comunale a Niscemi: il sindaco Massimiliano Conti ha ufficializzato l’ingresso di due nuovi assessori, segnando un riassetto politico e amministrativo nella seconda metà del suo mandato. Si tratta di Sergio Artesi, nominato assessore ai Servizi Sociali, e di Giuseppe Incarbone, che assume le deleghe a Sviluppo Economico, Igiene, Sanità e Randagismo.

La firma degli atti di nomina è avvenuta nella giornata di ieri, alla presenza del sindaco, di alcuni componenti della giunta e dei funzionari comunali. Un passaggio che il primo cittadino ha definito frutto di una “riflessione matura”, paragonando la scelta a quella di un allenatore che, in una fase della partita, decide di inserire nuove energie in campo.

«Con l’ingresso di Artesi e Incarbone – ha dichiarato Conti –  seguiamo ulteriormente settori cruciali per il benessere e lo sviluppo della città. Ringrazio di cuore Alia e Ferrera, che hanno concluso il loro percorso in giunta, per l’impegno e il lavoro svolto fino ad oggi».

Sergio Artesi, noto in città per il suo impegno nel mondo dell’associazionismo, porterà avanti le politiche sociali con attenzione ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. «Metto a disposizione della comunità la mia esperienza e tutto il mio impegno – ha detto – per costruire servizi sociali più vicini alle persone e capaci di rispondere concretamente alle necessità del territorio».

Giuseppe Incarbone, si occuperà invece di settori chiave per la qualità della vita urbana, dalla promozione delle attività produttive alla gestione dell’igiene e del benessere pubblico. «Accolgo questo incarico con senso di responsabilità – ha affermato – e con la volontà di dare un contributo concreto allo sviluppo sostenibile di Niscemi».

Il nuovo assetto amministrativo sarà operativo già nei prossimi giorni, con un calendario di incontri tra i nuovi assessori e i dirigenti comunali per definire le priorità di intervento. Il sindaco ha confermato l’intenzione di proseguire con una linea amministrativa improntata al dialogo con cittadini, imprese e realtà associative.

Manduca e Melfa ai vertici di Sicindustria Caltanissetta, Scuvera: “Opportunità importante”

“Rivolgo i miei più sentiti auguri di buon lavoro a Ignazio Manduca, eletto presidente di Sicindustria Caltanissetta, e a Valentina Melfa, che lo affiancherà nel ruolo di vicepresidente. La loro elezione rappresenta un’opportunità importante per rafforzare il dialogo tra imprese e istituzioni e per offrire risposte concrete alle esigenze del tessuto produttivo del nostro territorio.

Confido che questo nuovo assetto possa contribuire a costruire sinergie, valorizzare le competenze locali e creare le condizioni per trattenere i giovani talenti nella nostra terra”. E’ quanto scrive in una nota Totò Scuvera, Deputato regionale di Fratelli d’Italia

Incendi, Lorefice (M5S): serve un commissario straordinario nazionale

“Ho depositato un’interrogazione parlamentare a mia prima firma al Ministro dell’Ambiente per chiedere interventi urgenti dopo la devastante ondata di incendi che tra il 21 e il 27 luglio ha colpito la Sicilia, con oltre 740 roghi e circa 2.000 ettari di boschi distrutti. La Sicilia è la regione più colpita d’Italia, con 16.938 ettari bruciati dall’inizio dell’anno. Davanti a una catastrofe ambientale di queste proporzioni, chiediamo al Governo di intervenire immediatamente sia con la nomina di un Commissario straordinario nazionale che con l’adozione di misure concrete per proteggere e presidiare i nostri territori.“
Lo ha affermato in una nota il Senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo M5S in Commissione Bicamerale Ecomafie.

Corruzione, avviso di chiusura indagini al presidente dell’Ars Galvagno e altri sei indagati

La Procura di Palermo ha notificato l’avviso di chiusura dell’indagine, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gateano Galvagno sotto inchiesta per corruzione impropria e peculato d’uso. Con il presidente dell’Ars vanno verso il processo anche gli altri 6 indagati, Marcella Cannariato, moglie di Tommaso Dragotto (il patron di Sicily by car); Nuccio La Ferlita, noto manager catanese dei concerti; Alessandro Alessi, titolare di una società che organizza eventi per conto della Fondazione Dragotto; Marianna Amato, Sabrina De Capitani, portavoce di Galvagno; e Giuseppe Cinquemani, segretario particolare di Galvagno.

La vicenda è quella del giro di assegnazioni di finanziamenti pubblici nell’organizzazione di eventi in cambio di presunti favori e prebende ad amici e collaboratori del numero uno dell’Ars, nonchè dell’utilizzo dell’auto blu. Galvagno proprio in questi giorni sarà sentito dai probiviri del partito.

Gaetano Galvagno e Sabrina De Capitani, anche lei considerata «pubblico ufficiale», secondo i pm di Palermo Andrea Fusco e Felice De Benedittis, che hanno notificato l’avviso di conclusioni delle indagini, «indebitamente si facevano promettere e dare da Caterina Cannariato (detta Marcella, ndr)», che avrebbe beneficiato di diversi finanziamenti, «una serie di utilità per sé e per altri soggetti, in relazione all’esercizio delle proprie funzioni pubblicistiche che sistematicamente sviavano e sottomettevano agli interessi privatistici della Cannariato e degli enti a lei riconducibili».

È la prima delle due ipotesi di reato formulate nei confronti del presidente dell’Ars e della sua portavoce, che poi si è dimessa dall’incarico, e degli altri indagati. Al solo Galvagno, accusato di corruzione e peculato, viene contestato l’utilizzo improprio dell’auto blu per un totale di sessanta trasporti non connessi a funzioni istituzionali in favore di amiche, parenti e altri conoscenti del vertice dell’Assemblea regionale.

I meccanismi corruttivi degli scambi riguardanti il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, Sabrina De Capitani e Caterina Marcella Cannariato si basavano – secondo la procura di Palermo che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al politico di FdI e ad altri sei – sui finanziamenti degli eventi – alcuni ad apparente sfondo benefico e di promozione umana e sociale – proposti dalla Fondazione Dragotto, 234 mila euro complessivi per un apericena dell’ottobre 2023 organizzato dalla Fondazione Bellisario; per un altro evento della Fondazione Federico II, nel novembre dello stesso anno e per due edizioni del Magico Natale del 2023 e del 2024. Come contropartita Franco Ricci, compagno della portavoce del presidente dell’Ars, diventò membro del Cda della Sicily by Car, società del marito della Cannariato, Tommaso Dragotto; Marianna Amato, indagata, ottenne un incarico per un evento della Fondazione Dragotto; Alessandro Alessi, altro indagato, la stessa De Capitani, ancora la Amato e Davide Sottile ottennero incarichi retribuiti dalla stessa Fondazione.

Collettore dei fondi (100 mila euro) sarebbe stato, secondo il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, Alessi, con una sua società, Alquadrato Comunication, con l’intesa che avrebbe restituito 20 mila euro alla Cannariato e che ne avrebbe dati 1.830 a Sottile, 12 mila alla Amato e 10 mila alla De Capitani.

«Mi è appena stato notificato dalla Procura di Palermo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Dopo le dichiarazioni che ho reso agli inquirenti e da una prima lettura dell’atto, che comunque avrò modo di approfondire con miei legali quando entreremo in possesso dell’intero fascicolo, registro con soddisfazione che sono state escluse tutte le presunte indebite utilità che avrei percepito a titolo personale». Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno.

«Confido con l’integrale accesso agli atti di poter dissipare i dubbi e le perplessità di sorta sulla correttezza istituzionale del mio operato tra ciò che rimane come ipotesi di reato – aggiunge – In ogni caso mi riservo anche sulla contestazione del peculato di fornire tutti i chiarimenti necessari all’effettivo utilizzo previsto dal regolamento».

 

“Tutta la verità, nient’altro che la verità”: Terenziano Di Stefano

Abbiamo ritenuto opportuno iniziare con il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano a cui abbiamo rivolto delle domande chiare e dirette.

Seguiranno, ogni settimana,  altre interviste ad importanti esponenti della politica locale, sempre seguendo questa formula, da noi ritenuto il mezzo più efficace per affrontare le tematiche della città e spiegarne le varie contraddizioni.

Possiamo e vogliamo assicurarvi che non utilizzeremo nessun filtro sia nelle domande poste che nelle risposte date. Lasceremo ai cittadini e a tutti i lettori la possibilità di formarsi la propria opinione e di esprimere liberamente il proprio giudizio.

1. È passato poco più di un anno dalla sua elezione, ma molti problemi rimangono ancora sul tappeto: bilancio, personale ridotto ai minimi termini e ora anche qualche smottamento di natura politica. Come intende muoversi?

Da un anno seguiamo in maniera costante la costruzione dell’ipotesi di bilancio, poiché con la sua approvazione si potranno avere nuove risorse umane.

2. Lei ha più volte richiamato tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione a non dividersi sulle questioni cruciali che interessano la città. Ma ritiene davvero possibile conciliare le sue esigenze di sindaco civico con quelle dei due partiti — come Cinque Stelle e PD — che hanno anche obiettivi politici da raggiungere?

Certamente i partiti politici, soprattutto quelli regionali e nazionali, si trovano ad un certo punto ad affrontare campagne elettorali diverse rispetto alle comunali. L’importante è che il progetto sostenuto non cambi direzione, e ad oggi non vedo mutamenti.

3. Considera il risultato delle provinciali un’occasione persa o la presa di coscienza che le forze che si rifanno alla sinistra, da sole, non hanno i numeri per prevalere sulla destra?

Sapevamo che era difficile, poiché a votare non erano i cittadini ma uomini e donne ampiamente schierati. Potevamo raggiungere il risultato, ma qualcuno ha pensato di mettere in campo altre strategie. Le provinciali mi hanno insegnato tanto e fatto conoscere tantissima brava gente.

4. Accettando la candidatura alla presidenza, non ha in qualche modo appannato la sua immagine di civico e indossato invece i panni di un politico di sinistra?

No, assolutamente, poiché abbiamo fatto una lista civica con tanti candidati civici.

5. I risultati negativi delle provinciali li ha saputi gestire con ponderazione, mantenendo inalterata la composizione della giunta. Non pensa adesso che l’MPA, partito da lei “graziato”, stia forzando la mano e la stia mettendo in imbarazzo?

Nessun imbarazzo. L’MPA ha fatto una scelta che sicuramente ha inciso nelle elezioni provinciali. Sicuramente non si possono avere altri passi falsi.

6. Pensa che ci debba essere, nella dimensione locale, un’attenzione per quel che succede a livello nazionale? Ora il PD e i Cinque Stelle, su aspetti cruciali — come la convocazione a livello europeo e l’aiuto all’Ucraina — non marciano nella stessa direzione. Nella sua posizione di sindaco di una delle città più importanti della Sicilia, su questi temi si sente più vicino al PD o ai Cinque Stelle?

Sono tematiche che seguo, ho una mia personale idea, ma onestamente non incidono minimamente con l’azione amministrativa locale.

7. Le forze dell’ordine e la magistratura sono seriamente preoccupate per l’altissimo numero di giovani coinvolti, o come assuntori o come spacciatori, di droga. Inoltre, si parla di una criminalità nella nostra città tra le più agguerrite e armate. Come vede, dalla sua posizione privilegiata, tutto ciò? Pensa che una città possa dimenticare il suo passato?

Si sta facendo un lavoro incredibile, con una presenza massiccia delle forze dell’ordine, nuova videosorveglianza, arresti e sequestri. Il problema c’è e va arginato, e credo siamo sulla buona strada.

8. Tranne il caso Altamore, gestito effettivamente male, lei ha saputo mantenere la barra diritta sulla giunta. Pensa di riuscirci anche in futuro o teme che l’avvicinarsi delle scadenze elettorali provocherà sconvolgimenti non facilmente gestibili?

Nel caso Altamore, grandissimo assessore e vicesindaco, mi sono voluto addossare qualsiasi responsabilità. La politica è fatta anche di queste cose. In futuro non saprei, ma la lezione è bastata.

Devastato l’ecosistema della Sughereta di Niscemi: la denuncia di Scuvera e l’appello alle istituzioni

Un vasto incendio ha colpito duramente la Sughereta di Niscemi, uno dei polmoni verdi più importanti della Sicilia, distruggendo ettari di bosco secolare e mettendo in ginocchio un ecosistema unico nel suo genere. Le fiamme, sviluppatesi nei giorni scorsi, hanno lasciato dietro di sé un paesaggio annerito e desolante, alimentando sospetti sempre più forti sulla matrice dolosa del rogo.

A farsi portavoce dell’indignazione pubblica è stato Salvatore Scuvera, rappresentante istituzionale della Regione Siciliana, che in un comunicato stampa ha espresso “profonda amarezza e sdegno” per l’accaduto. «È evidente il sospetto di un’azione criminale premeditata – ha dichiarato – e chiedo con forza che le autorità competenti aprano immediatamente un’indagine per accertare le responsabilità e colpire con la massima severità gli eventuali responsabili».

Secondo Scuvera, non si tratta di un evento isolato né di una semplice emergenza estiva: il danno è strutturale e richiede una risposta istituzionale all’altezza della gravità della situazione. Per questo motivo ha avanzato una serie di proposte urgenti, tra cui:

  • Il rifinanziamento dei fondi regionali destinati alla riforestazione e alla rinaturalizzazione delle aree bruciate;
  • Il riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio di Niscemi;
  • Sostegni immediati alle famiglie eventualmente colpite direttamente dal disastro ambientale.

Scuvera ha inoltre promesso un impegno concreto presso il Governo regionale e l’Assemblea Siciliana per trasformare la solidarietà in azione. «Non possiamo permetterci l’ennesima passerella politica. Servono provvedimenti concreti e tempestivi», ha concluso.

La Sughereta, area protetta e simbolo della biodiversità mediterranea, rappresenta non solo un patrimonio naturale ma anche un elemento identitario per l’intera comunità niscemese. La sua devastazione è un colpo al cuore per la Sicilia tutta, che adesso attende risposte ferme, indagini rapide e azioni di ricostruzione immediate.

La Sicilia approva la legge “Liberi di scegliere”: Cracolici promuove incontro a Palazzo dei Normanni

“Con la legge ‘Liberi di scegliere’ approvata dall’Ars abbiamo voluto dare il segnale che dalla mafia ci si può affrancare, dando una seconda opportunità alle mamme e ai loro figli minori di vivere lontano dai contesti mafiosi di provenienza. Dei contenuti e della ricadute di questa legge, nata dal protocollo ideato dal presidente del tribunale per i minori di Catania, Roberto Di Bella, applicato prima nei contesti di ‘Ndrangheta in Calabria e poi in Sicilia, parleremo il 21 luglio all’Ars invitando anche le associazioni antimafia a partecipare. Perché se lo Stato c’è dalla mafia si può uscire”. Cosi il presidente della commissione Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, che ha promosso un incontro sulla legge recentemente approvata dall’Ars il 21 luglio, alle 16, a Palazzo dei Normanni, in sala Mattarella. 

Oltre a lui interverranno, tra gli altri, la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, il presidente del tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, la procuratrice presso il tribunale dei minorenni di Palermo, Claudia Caramanna.