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Ennesimo assalto a Gela ai danni di un’attività H24: è stato tutto ripreso dalle telecamere

Ancora una rapina a Gela ai danni di un commerciante titolare di un’attività H24. Il commerciante, stanco di subire, ha deciso di pubblicare un post su Facebook sperando che gli autori del gesto possano essere individuati. Accanto alle foto ha anche affidato a Facebook il suo sfogo. Ecco cosa ha scritto: “Questo è il paese dove io pago le tasse, cerco di costruire una famiglia e cercare di avere un futuro. Per l’ennesima volta subiamo un altra rapina a volto scoperto con tanto di macchina. Per l’ennesima volta sono sicuro che verrò chiamato fra un anno dalle forze dell’ordine per l’archiviazione del caso. Per l’ennesima volta mi sentirò dire “che cosa pretendi, siete aperti tutta la notte, lo sapevi che avere un attività H24 vuol dire subire queste cose”. Per l’ennesima volta io e la mia famiglia ci svegliamo nel cuore della notte per cercare di salvare il salvabile. Ho subito 2 rapine, 3 danneggiamenti. Tutti a volto scoperto, tutti senza conseguenze per questi bastardi drogati. Non ho mai pubblicato, non ho mai cercato hype, però sono stanco. Siamo stanchi. Spero che vi trovino questa volta, ma non per arrestarvi. Ma per prendere i vostri corpi sudici di droga, merda e sudore in qualche casa abbandonata di campagna con qualche ago attaccato. Vi auguro un Overdose, ma non di amore.

Catania, arrestato il 39enne irreperibile dopo una condanna per tentata rapina in provincia di Siracusa

 È stato arrestato dalla polizia di Stato il 39enne irreperibile da luglio, quando aveva appreso che era stata respinta la sua richiesta di accesso a una pena alternativa alla detenzione.

L’uomo, catanese, si era sottratto a un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa. Era stato condannato per una tentata rapina commessa in provincia di Siracusa e risultava avere precedenti per rapina a mano armata, furto e spaccio di stupefacenti.

Il 39enne è stato rintracciato dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Librino all’interno di un appartamento situato in un complesso condominiale abitato da centinaia di persone.

L’attività info-investigativa, insieme ai servizi di monitoraggio e appostamento, ha permesso ai poliziotti di individuare prima il condominio e poi l’appartamento utilizzato dall’uomo. Il 39enne è stato bloccato mentre usciva di casa e successivamente condotto in carcere per scontare la pena.

Catania, controlli interforze sulla movida: 112 multe e sette interventi contro parcheggiatori abusivi

 Icontrolli interforze sulla movidahanno portato nel fine settimana a 112 contestazioni per violazioni al Codice della Strada, con sanzioni per un importo complessivo di circa 58.500 euro, 25 fermi o sequestri amministrativi e il ritiro di tre patenti. Le attività, predisposte con ordinanza del questore di Catania, si sono concentrate nel centro storico, sul lungomare, nella zona della scogliera e alla Playa.

Il dispositivo è stato coordinato da un ufficiale di pubblica sicurezza della polizia di Stato, con l’impiego di pattuglie della polizia di Stato, della guardia di finanza, della polizia locale, reparto annona e viabilità, della polizia scientifica e dei carabinieri della compagnia di piazza Dante e del nucleo radiomobile di Catania.

Nel corso della sera e della notte, le pattuglie della questura hanno identificato 313 persone, di cui 38 con precedenti penali, e controllato 127 veicoli. Sono state elevate 41 sanzioni per un importo complessivo di 22.500 euro, con 17 fermi amministrativi, quattro sequestri amministrativi e il ritiro di due patenti.

Nella zona del lungomare sono stati sanzionati 18 motociclisti privi del casco protettivo. Altri sei conducenti sono stati sanzionati per la mancanza della copertura assicurativa, sette per l’assenza della revisione periodica, tre per guida senza patente e due per il mancato utilizzo dei sistemi di ritenuta per bambini.

La polizia di Stato ha inoltre intensificato i controlli contro i parcheggiatori abusivi in piazza Borsellino, via Dusmet, piazza del Tricolore, sul lungomare e alla Playa. Sono state fermate e sanzionate sette persone, quattro delle quali denunciate per la violazione del Dacur. Nei loro confronti è stato disposto il sequestro delle somme percepite dagli automobilisti. In diversi casi le segnalazioni sono arrivate dai cittadini tramite l’applicazione YouPol.

I carabinieri hanno identificato 157 persone e controllato 74 veicoli, otto dei quali sottoposti a sequestro o fermo amministrativo. Le contestazioni al Codice della Strada sono state 71, per circa 36.000 euro, con la decurtazione di 240 punti patente.

Tra gli interventi, tre persone sono state sanzionate amministrativamente e una penalmente per guida senza patente perché mai conseguita; un conducente è stato sanzionato per aver guidato con una patente di categoria diversa, uno per guida con patente scaduta e due per guida con patente revocata. Sono state inoltre contestate sei violazioni per mancata revisione, 15 per assenza di copertura assicurativa, 24 per il mancato uso del casco, dieci per la mancanza della documentazione prescritta e sette per l’uso del cellulare alla guida.

I controlli con etilometro hanno interessato 15 conducenti. Un 28enne di Regalbuto, in provincia di Enna, è stato contravvenzionato dopo essere risultato positivo all’alcol test con un tasso di 0,8 grammi per litro, con conseguente ritiro della patente. I militari della compagnia di piazza Dante hanno inoltre deferito in stato di libertà un 38enne catanese per ubriachezza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, durante un controllo in via Garibaldi. Le persone coinvolte nei procedimenti restano presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

I servizi hanno interessato, tra le altre vie e piazze, piazza Bellini, via Sangiuliano, via Landolina, via Coppola, piazza Università, piazza Stesicoro, via San Filomena, via Gemmellaro, piazza Federico di Svevia, piazza Currò, largo Rosolino Pilo, piazza Duomo, viale Ruggero di Lauria, viale Artale Aragona, piazza Europa, San Giovanni Li Cuti, via del Rotolo, piazza Franco Battiato e viale Kennedy. Nelle aree adiacenti a piazza Duomo sono stati svolti anche controlli finalizzati alla ricerca di sostanze stupefacenti, armi e oggetti atti a offendere. Secondo quanto riferito dalla questura, non sono stati registrati disordini durante la movida notturna.

Catania, arrestato un 29enne con 163 grammi di cocaina dopo fuga in moto a San Cristoforo

Catania (CT) – Un 29enne catanese, con numerosi precedenti penali e sottoposto alla misura alternativa della semilibertà, è stato arrestato dalla polizia di Stato con 163 grammi di cocaina. L’arresto per detenzione ai fini di spaccio è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere San Cristoforo.

A individuarlo sono stati i poliziotti della sezione “Contrasto al crimine diffuso” della squadra mobile, impegnati in un servizio di controllo per prevenire e contrastare lo spaccio di droga. Alla vista degli agenti della questura, l’uomo si sarebbe allontanato rapidamente a bordo di una moto per evitare di essere riconosciuto e controllato.

Ne è nato un inseguimento per le vie del quartiere. Secondo quanto riferito dalla polizia, il 29enne avrebbe effettuato manovre pericolose, imboccando alcuni tratti contromano e zigzagando a velocità sostenuta tra pedoni e auto incolonnate nel traffico dell’ora di punta.

La fuga si è conclusa dopo che l’uomo, affrontando una curva con una manovra azzardata, ha perso il controllo della moto ed è finito a terra in un’area dove stavano giocando alcuni bambini. Nessuno di loro è rimasto coinvolto.

Dopo la caduta, il 29enne avrebbe tentato di scappare a piedi, lanciando a terra due buste sottovuoto. I poliziotti le hanno recuperate e al loro interno hanno trovato e sequestrato 163 grammi di cocaina pura, ancora in “pietra”. La sostanza, una volta “tagliata” e confezionata, avrebbe potuto essere suddivisa in un numero cospicuo di dosi, con un guadagno di svariate migliaia di euro per le organizzazioni criminali.

L’uomo era inoltre sprovvisto di patente e la moto era priva di assicurazione. Per le manovre pericolose compiute nel tentativo di sottrarsi al controllo è stato sanzionato amministrativamente secondo quanto previsto dal codice della strada.

Al termine degli adempimenti, il 29enne è stato arrestato anche per resistenza aggravata, integrata da una condotta di guida estremamente pericolosa. Resta ferma la presunzione d’innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a una condanna definitiva.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato condotto in carcere.

Catania, 17enne arrestato per il furto di una moto: tradito dal Gps che segnala gli spostamenti

 Un 17enne catanese è stato arrestato nei giorni scorsi dalla polizia per il furto di una moto parcheggiata in via Villini a Mare. Il provvedimento è stato eseguito sulla base degli indizi raccolti, che dovranno essere verificati in sede giurisdizionale.

L’intervento degli agenti delle volanti è scattato dopo la segnalazione del proprietario del mezzo alla sala operativa della questura. La vittima ha fornito la descrizione della moto e ha seguito i suoi spostamenti attraverso il sistema Gps installato sul veicolo, comunicando agli agenti la posizione passo dopo passo.

La sala operativa ha inoltre monitorato l’episodio tramite i sistemi di videosorveglianza cittadina. Secondo quanto emerso dalle immagini, il giovane, dopo essere salito a bordo della moto, sarebbe riuscito a spostarla a piedi con l’aiuto di un complice alla guida di un motorino elettrico, per poi salire in sella e tentare di avviarla.

Nel giro di pochi minuti, i poliziotti hanno intercettato il mezzo rubato in un tratto di via Passo Gravina e hanno bloccato uno dei giovani a bordo. L’altro è riuscito a fuggire, abbandonando lo scooter in strada.

Il 17enne è stato arrestato per furto aggravato in concorso, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva.

Dei fatti è stata data immediata comunicazione al pm di turno presso il tribunale per i minorenni, che ha disposto il trasferimento del giovane al centro di prima accoglienza di via Franchetti.

Gela, visita alla casa circondariale: 80 detenuti per 46 celle e 12 agenti penitenziari mancanti

Lacasa circondariale di Gelaospita attualmente 80 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 46 posti e di una capienza tollerabile massima di 92 posti. È uno dei principali dati emersi dalla visita del 26 agosto 2026, promossa dalla Camera penale “Eschilo” nell’ambito dell’iniziativa dell’Unione delle camere penali italiane “Ristretti in Agosto”.

La delegazione della Camera penale era composta dal presidente Angelo Gaccione, dal vicepresidente Filippo Spina, delegato all’Osservatorio carcere, dal segretario Angelo Cafà e dai consiglieri Vittorio Giardino e Giovanni Cantaro. La visita si è svolta con la collaborazione del commissario Francesco Vizzì, del parroco Raimondo Giammusso, delle educatrici Anna Maria Ferro e Alessia Carelli e del capo area contabile Paolo Bertolino.

L’iniziativa aveva l’obiettivo di verificare le condizioni della restrizione, portare attenzione alla popolazione detenuta e sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni locali e nazionali e classe politica sulla situazione carceraria.

Alla visita hanno partecipato anche la senatrice Concetta Ketty Damante, il senatore Pietro Lorefice, la deputata dell’Assemblea regionale siciliana Rosa Cirrone Cipolla, il sindaco di Gela Di Stefano Terenziano e, per il comune, l’assessore alla polizia municipale, viabilità, trasporto pubblico, protezione civile, tutela animali, urbanistica e patrimonio Simone Morgana. Nella delegazione figuravano inoltre Antonio Gagliano, consigliere del Consiglio nazionale forense, impegnato in un altro evento istituzionale; Maria Antonia Giordana, presidente del Consiglio dell’Ordine di Gela, rappresentata dal segretario Angelo Licata; Giacomo Ventura, presidente onorario della Camera penale di Gela e rappresentante dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, fuori sede; Rocco Guarnaccia, past president della Camera penale di Gela, assente per impegni familiari; Pierangelo Vasile, presidente dell’AIGA, sezione di Gela, e gli iscritti Evelyn Callari, Maurizio Cannizzo, Francesco Iannì e Rosa Salerno.

Nel corso della visita, condotta nella casa circondariale di contrada Balate, sono state esaminate le sezioni detentive e i principali ambienti della struttura: sala medica, cucina, cappella, palestra, area passeggio destinata agli isolati, aula per i corsi scolastici e professionali, aree passeggio dei detenuti dei piani terra e primo, sala teatro, ufficio matricola, sala colloqui, sala operativa, biblioteca e sala per i colloqui con gli educatori.

Le condizioni complessive dell’istituto sono state giudicate buone dalla Camera penale, anche alla luce di alcuni interventi migliorativi realizzati nell’ultimo periodo. La sala colloqui dispone dall’anno scorso di un impianto di climatizzazione; la cappella è stata ritinteggiata dagli stessi detenuti con materiali di risulta; inoltre è stato creato un nuovo spazio destinato a biblioteca, arricchito con una raccolta solidale di libri. È stato constatato anche il regolare funzionamento dell’ascensore portavivande, il cui guasto era stato segnalato nel report del 2025.

Nel 2026 sono state installate quattro cabine telefoniche, una per ciascuna sezione, destinate ai colloqui telefonici dei detenuti, e quattro asciugacapelli, anch’essi distribuiti uno per sezione. Sul piano della sicurezza e dell’ammodernamento degli impianti sono stati realizzati un nuovo impianto antincendio, un nuovo centralino e un nuovo impianto antigas.

Restano però il sovraffollamento e la carenza di personale della polizia penitenziaria: gli agenti effettivamente in servizio sono 40 rispetto ai 52 previsti dalla pianta organica. Sono state inoltre rilevate criticità strutturali che limitano la possibilità di ampliare l’offerta trattamentale e rieducativa. In particolare, è emersa la necessità di ulteriori spazi per aumentare il numero dei detenuti ammessi alle attività lavorative, ampliare i progetti formativi e favorire altre attività rieducative.

Durante il confronto con le istituzioni presenti è emersa una disponibilità comune ad affrontare le difficoltà burocratiche che ostacolano il coinvolgimento degli enti e delle associazioni di volontariato del territorio. È stata condivisa anche l’esigenza di incrementare le ore dedicate alle attività ricreative e trattamentali e di avviare corsi di formazione e specializzazione, individuando e allestendo un’area specifica. È stata inoltre rappresentata l’opportunità di attivare, almeno nei giorni dei colloqui, un collegamento di trasporto pubblico tra la stazione e l’istituto per agevolare gli spostamenti dei familiari dei detenuti.

Tra le questioni segnalate c’è anche quella dell’acqua destinata al consumo. Secondo quanto riferito dai detenuti, si ricorre prevalentemente all’acquisto di acqua confezionata a proprie spese, con maggiori difficoltà per chi non dispone di adeguate risorse economiche. In alcune occasioni, a queste necessità ha sopperito la generosità del parroco.

Il comunicato richiama anche i dati del XXII Rapporto di Antigone sulle carceri italiane. Al 30 aprile 2026 i detenuti erano 64.436, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti, con circa 13.000 persone in più. Sono 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150% e otto quelli oltre il 200%: Lucca al 240%, Foggia al 225%, Grosseto al 213%, Lodi al 212%, Milano San Vittore al 210%, Brescia Canton Mombello al 210%, Udine al 210% e Latina al 204%. Gli istituti che non hanno raggiunto il “tutto pieno” sono 22 su 189.

Secondo il rapporto, l’aumento delle presenze è collegato anche alla maggiore durata delle pene. Nel 2025 le persone con una condanna tra cinque e dieci anni sono passate dal 30,1% al 30,4% dei definitivi presenti, mentre quelle con una pena tra dieci e venti anni sono passate dal 16,6% al 16,8%. Al contrario, la quota di chi scontava una pena da uno a tre anni è scesa dal 17,3% al 16,4%.

Un’ulteriore possibile spiegazione viene individuata nel calo delle misure alternative. Le prese in carico degli UEPE per l’affidamento in prova al servizio sociale sono scese da 26.151 nel 2024 a 24.627 nel 2025, con una diminuzione del 5,8%. I nuovi casi di detenzione domiciliare sono passati da 14.247 a 13.519, il 5,1% in meno. Nel comunicato si osserva che, forse per la prima volta da quando esistono, le misure alternative alla detenzione sono in calo.

Vengono citate anche la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con dipendenze da sostanze e alcol, entrata in vigore il 21 agosto 2026, e la proposta annunciata dal viceministro alla giustizia Sisto di estendere la legge Smuraglia. Quest’ultima, in vigore dal 2000, riconosce incentivi alle cooperative sociali e alle imprese che offrono lavoro ai detenuti negli istituti penitenziari e, con l’eventuale estensione, anche a chi sconta la pena attraverso affidamento in prova ai servizi sociali, detenzione domiciliare o lavoro di pubblica utilità.

Il comunicato ricorda infine che dall’inizio dell’anno si sono registrati 33 suicidi tra i detenuti, dopo gli 85 del 2025 e i 91 del 2024. A questi numeri si aggiungono le persone decedute per altre cause, tra malattia, overdose, omicidio e cause da accertare: nel 2024 erano state 155.

La visita, conclude la Camera penale “Eschilo”, ha consentito un confronto diretto con direzione, personale e istituzioni, facendo emergere l’impegno condiviso a mantenere alta l’attenzione sulle criticità e a individuare soluzioni concrete. Il comunicato richiama, in chiusura, le riflessioni attribuite a Voltaire e Victor Hugo sulle condizioni delle carceri e sulla libertà dopo la detenzione, definendo l’intervento un atto di “giustizia riparatrice e di lealtà istituzionale”.

Catania, controlli coordinati dei carabinieri: due denunciati per allacci abusivi e sanzioni stradali

Catania (CT) – Un servizio coordinato di controllo del territorio ha portato all’individuazione di dueallacci abusivi alla rete elettricae all’accertamento di diverse violazioni al Codice della strada. I carabinieri della stazione di Piazza Dante hanno operato con il supporto del 12° Reggimento “Sicilia” e del personale Enel.

Nel corso dei controlli effettuati insieme ai tecnici Enel, i militari hanno accertato, in due distinti casi, la presenza di allacci abusivi direttamente collegati alla montante della rete elettrica. Attraverso questi collegamenti veniva fornita energia elettrica alle rispettive abitazioni in maniera fraudolenta.

Sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà due persone, rispettivamente di 44 e 72 anni, ritenute responsabili degli allacci abusivi. Resta ferma la presunzione di innocenza, valevole ora e fino a condanna definitiva.

Il servizio è proseguito con i controlli alla circolazione stradale. Sono state contestate due violazioni per omessa copertura assicurativa, una per guida senza patente e due per omessa revisione.

Le sanzioni elevate ammontano complessivamente a 4.484 euro, mentre due veicoli sono stati sottoposti a fermo o sequestro. Nel corso del servizio sono state controllate 32 persone e 11 veicoli.

Nuova ondata di attacchi zero-click su WhatsApp: la polizia invita ad aggiornare i dispositivi Apple

È stata segnalata una nuova ondata diattacchi zero-click WhatsApp, con compromissioni di account riconducibili a vulnerabilità presenti in versioni non aggiornate di iOS e dell’applicazione WhatsApp sui dispositivi Apple.

In alcuni casi, queste vulnerabilità possono essere sfruttate senza che l’utente debba compiere alcuna azione. Una volta ottenuto l’accesso all’account, i criminali possono inviare messaggi fingendosi familiari o amici e chiedere denaro, simulando una situazione di emergenza.

La polizia di stato raccomanda di non effettuare pagamenti prima di aver verificato l’identità di chi formula la richiesta, contattando direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure, quando possibile, di persona. È inoltre necessario mantenere aggiornati il sistema operativo e WhatsApp.

La sezione “Dispositivi collegati” consente di controllare le sessioni associate al proprio account e di disconnettere immediatamente eventuali dispositivi non riconosciuti. Tra gli altri accorgimenti indicati ci sono l’attivazione della verifica in due passaggi, la limitazione del download automatico di contenuti e allegati e la protezione del dispositivo tramite codice, Touch ID o Face ID.

Se l’account WhatsApp risulta compromesso, è importante avvisare tempestivamente i propri contatti, invitandoli a non rispondere a eventuali richieste di denaro, e avviare la procedura di recupero dell’account.

Apple ha risolto le compromissioni con specifici aggiornamenti di sicurezza e raccomanda di installare le versioni più recenti di dispositivi e applicazioni, oltre a utilizzare l’autenticazione a due fattori per il proprio Apple Account.

Per dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi alla polizia postale tramite il sito del Commissariato di polizia online, all’indirizzo www.commissariatodips.it.

Catania, fermato con un carrello di prodotti rubati: denunciato un 44enne nel parcheggio del supermercato

Catania (CT) – Un 44enne originario di Francofonte è stato individuato dalla polizia di Stato nel parcheggio di un supermercato della zona di via Mascagni, poco prima che riuscisse a caricare in auto i prodotti rubati al supermercato, per un valore stimato di circa 230 euro.

A chiedere l’intervento della sala operativa della questura di Catania è stato il personale di vigilanza, che poco prima aveva fermato un complice dell’uomo, anche lui con un carrello pieno di alimenti. Il complice, accortosi di essere stato scoperto, aveva dichiarato di essersi sbagliato e di non avere denaro sufficiente per pagare la spesa, abbandonando tutta la merce prima dell’arrivo degli agenti delle volanti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.

Gli agenti hanno poi individuato il 44enne, che aveva superato le casse senza pagare e si preparava a portare via la merce. L’uomo, già noto per numerosi precedenti in materia di reati contro il patrimonio, è stato denunciato per furto.

Al termine degli accertamenti, tutti i prodotti sottratti dal 44enne e dal complice sono stati restituiti al titolare del punto vendita, che ha provveduto a catalogare la merce per un ammontare complessivo di 553 euro. Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva.

Cani uccisi e torturati ad Adrano, 47enne fermato e denunciato: gli animali ritrovati all’interno di due sacchi

Adrano (Catania) – Un 47enne è stato fermato e denunciato dalla polizia di Stato per l’ipotesi di uccisione aggravata di animali, dopo il ritrovamento di due carcasse di cani in altrettanti sacchi. L’intervento è scattato nella mattinata di martedì scorso, in uno stabile di Adrano, a seguito di una segnalazione arrivata al numero unico d’emergenza.

Allertati dalla sala operativa del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano, gli agenti della volante hanno raggiunto l’immobile e raccolto le dichiarazioni di alcuni residenti. Questi hanno riferito che un condomino era stato visto maltrattare diversi cani che teneva in casa e che gli animali erano poi scomparsi, a distanza di tempo l’uno dall’altro, dopo essere stati sentiti guaire.

Uno dei residenti ha inoltre riferito di aver visto, poco prima dell’arrivo dei poliziotti, il vicino riporre un grosso sacco di plastica azzurro, maleodorante, accanto al portone e vicino ai bidoni per la raccolta differenziata dell’umido. Gli agenti hanno trovato il sacco voluminoso e gocciolante, circondato da insetti. Accanto fuoriusciva acqua sporca da una grondaia della terrazza dell’appartamento del 47enne.

Durante i controlli è stato individuato un secondo sacco, abbandonato in un terreno incolto adiacente all’immobile. Secondo i residenti, l’uomo lo avrebbe lasciato lì alcune settimane prima. Per verificarne il contenuto è stato richiesto l’intervento del personale veterinario del distretto di Paternò dell’Asp di Catania. Sul posto sono intervenuti anche la polizia scientifica e la polizia locale di Adrano.

All’interno dei due sacchi sono state trovate le carcasse di due cani. Nel sacco blu c’era un animale parzialmente dato alle fiamme, con una cintura per pantaloni stretta attorno al collo. La carcassa è stata trasferita all’istituto zooprofilattico di Catania per gli accertamenti tecnici, su indicazione del medico veterinario dell’Asp.

Nel secondo sacco è stato trovato un altro cane, in evidente stato di decomposizione. I resti sono stati recuperati da una ditta convenzionata con il comune di Adrano, attivata dalla polizia locale per il successivo smaltimento.

Nel frattempo, gli agenti del commissariato hanno raggiunto l’appartamento del 47enne, che ha precedenti di polizia e penali per reati contro il patrimonio e la persona ed era già stato sottoposto ad ammonimento del questore per atti di violenza domestica. Dall’abitazione proveniva lo stesso cattivo odore avvertito in strada, ma più intenso.

Sulla terrazza i poliziotti hanno notato una grande quantità di acqua putrida che scorreva verso il tubo di scolo, residui di combustione ancora parzialmente fumanti, colature di sostanza ematica e un palo di ferro, simile a quello utilizzato per fissare le recinzioni metalliche, sporco e con frammenti di peluria. Secondo quanto riferito dalla polizia, poco prima dell’intervento l’uomo avrebbe tentato di ripulire la terrazza in modo grossolano.

Al termine degli accertamenti il 47enne è stato condotto in commissariato. Dopo un consulto con il personale sanitario del dipartimento di salute mentale di Adrano, sono state attivate le procedure per il trattamento sanitario obbligatorio e per il successivo ricovero nel reparto psichiatrico di un ospedale.

Per quanto accertato, l’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di uccisione aggravata di animali, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato fino a condanna definitiva.

Durante il sopralluogo davanti all’abitazione è stato inoltre trovato un cane meticcio bianco, malnutrito e munito di collare. I residenti hanno riferito che l’animale era stato visto in compagnia del 47enne e che, probabilmente, gli era scappato quella stessa mattina. Il cane è stato recuperato dal soccorso veterinario e trasferito, dopo gli accertamenti sulle sue condizioni di salute, in un canile convenzionato con il comune di Adrano.

Tutti e tre gli animali, i due morti e quello trovato vivo, erano muniti di microchip. Sono in corso verifiche per accertare l’effettiva proprietà, poiché il 47enne non è risultato intestatario dei dispositivi. Le indagini dovranno chiarire anche come l’uomo fosse entrato in possesso dei cani.