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Sorpreso con 125 dosi di droga in via Capo Passero: arrestato 25enne a Catania

Un 25enne catanese è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al traffico di droga, è stato fermato dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania durante un controllo effettuato in via Capo Passero. Resta valida, in questa fase, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane si trovava davanti al portone di un condominio con in mano una busta gialla quando avrebbe notato la presenza dei poliziotti. A quel punto avrebbe tentato la fuga, liberandosi nel frattempo di una radiolina ricetrasmittente, ritenuta dagli agenti uno strumento utilizzato per comunicare con altri spacciatori e con le cosiddette “vedette” della zona.

Il tentativo di allontanarsi si è però concluso dopo pochi metri: gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato, procedendo subito ai controlli. All’interno della busta sono state trovate 125 dosi di stupefacente tra marijuana e cocaina, per un peso complessivo di circa 100 grammi.

Durante la perquisizione personale, i poliziotti hanno inoltre sequestrato 1.450 euro in contanti, somma ritenuta compatibile con l’attività di spaccio.

Sul posto sono successivamente intervenuti anche gli agenti della Squadra Cinofili della Polizia di Stato che hanno esteso le verifiche all’area circostante. Tra sterpaglie e intercapedini dei muri della stessa via Capo Passero sarebbero stati individuati diversi nascondigli utilizzati per occultare altra droga e munizioni.

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati, a carico di ignoti, ulteriori 482 grammi di marijuana, 44 grammi di cocaina e 20 cartucce da fucile.

Tutta la sostanza stupefacente recuperata sarà ora analizzata nei laboratori della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici del caso.

Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, il 25enne è stato arrestato in flagranza di reato e trasferito nel carcere di Piazza Lanza, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.

Acireale, abusi in famiglia su una quattordicenne: arrestati la madre e il compagno

ACIREALE (CT) – È stata la prontezza degli insegnanti a squarciare il velo di silenzio su una drammatica vicenda di abusi domestici ad Acireale. Nel pomeriggio di sabato scorso, la Polizia ha tratto in arresto un uomo di 46 anni e una donna rumena di 30 anni, legati da una relazione e conviventi. Le accuse nei loro confronti sono pesantissime:maltrattamenti, corruzione di minorenne e violenza sessuale aggravata, reati che avrebbero commesso anche insieme ai danni della figlia della donna, una bambina di meno di 14 anni.

Il provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale che ha coordinato le indagini, è stato eseguito dagli agenti della Sezione di Polizia Giudiziaria insieme ai colleghi del Commissariato di Acireale.

La segnalazione dei professori e il salvataggio immediato

L’indagine è nata tra i banchi di scuola. Il personale dell’istituto frequentato dalla vittima, notando segnali di profondo disagio, ha inviato una segnalazione dettagliata al Commissariato di Acireale, ipotizzando il dramma che si consumava tra le mura di casa.

La Procura ha risposto immediatamente, disponendo l’audizione protetta della minore. Il racconto della ragazzina ha offerto agli inquirenti riscontri così nitidi e allarmanti da imporre un intervento d’urgenza: la giovane è stata subito allontanata dal nucleo familiare e trasferita in una struttura protetta per garantirne l’incolumità.

Le intercettazioni e il blitz

Per fare piena luce sulla vicenda, gli investigatori hanno attivato una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche sui due conviventi. L’attività di ascolto ha blindato le accuse, facendo emergere un grave quadro indiziario a carico della madre e del compagno (per i quali vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva).

Sabato pomeriggio è scattato il blitz. Dopo le formalità di rito negli uffici della Polizia, i due arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Piazza Lanza a Catania, dove si trovano ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

Sequestrati nel centro storico di Gela, oltre tre chili di droga: arrestato uno spacciatore

La Polizia di Stato a Gela ha tratto in arresto un pregiudicato venticinquenne nella flagranza di reato di detenzione di sostanze stupefacenti. Giovedì pomeriggio i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza, nel corso di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, hanno eseguito una perquisizione in un garage apparentemente abbandonato ubicato nel centro storico cittadino. L’atto di polizia giudiziaria è scaturito dall’attività di osservazione eseguita nei giorni precedenti dagli agenti, nel corso della quale era stato notato che il giovane, in più occasioni, aveva fatto accesso all’interno del garage, la cui porta di ferro d’ingresso era chiusa a chiave con un catenaccio, e dopo essersi trattenuto all’interno per un certo lasso di tempo, usciva richiudendo la porta. A seguito di attività investigativa i poliziotti avevano appreso che il venticinquenne fosse dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. La perquisizione è stata eseguita nell’abitazione del giovane, con esito negativo, e all’interno del garage, dove sono state rinvenute due buste di marijuana, del peso complessivo di un chilo e novecento grammi, e diciotto panetti di hashish, del peso di un chilo e seicento grammi, contenuti all’interno di una valigia. Vista l’ingente quantità di stupefacente sequestrato il venticinquenne è stato tratto in arresto e condotto al carcere di Gela a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Sabato mattina il Gip ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare della custodia in carcere. La responsabilità dell’arrestato, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo a seguito di sentenza definitiva.

Rapinano un corriere per rubare sigarette: arrestati due catanesi con un bottino da 8 mila euro

Non si ferma all’alt dei poliziotti: 19enne arrestato a Catania dopo una fuga con il furgone

Il giovane si trovava a bordo di un furgone bianco quando i poliziotti della squadra volanti della Questura di Catania gli hanno intimato l’alt per eseguire alcuni accertamenti di routine. Il 19enne non si è fermato ed è fuggito a tutta velocità, cercando di farsi largo nel traffico veicolare. I poliziotti l’hanno inseguito, attuando tutte le manovre in sicurezza per scongiurare e mitigare i possibili rischi per gli altri utenti della strada. Durante lo slalom tra le auto, il giovane è stato visto mentre si immetteva contromano su viale Mediterraneo e uno dei passanti ha prontamente segnalato l’episodio alla Sala Operativa della Questura, tramite il numero unico d’emergenza.

Le pattuglie della squadra volanti sono riuscite a rintracciarlo e a bloccarlo in via Novaluce, scongiurando concreti rischi per l’incolumità di pedoni e delle altre auto in transito nell’importante snodo stradale. Il 19enne ha spento il motore del furgone, ma, dopo qualche secondo, ha cercato di scappare a piedi. All’interno del mezzo, i poliziotti hanno trovato un coltello della lunghezza di circa 19 centimetri, che è stato posto sotto sequestro.

Per quanto accaduto, il giovane è stato arrestato per il nuovo reato di fuga con messa in pericolo dell’incolumità altrui, previsto dal Decreto Sicurezza entrato in vigore il 25 febbraio scorso, e denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

Sorpresi a rubare a bordo di un tir in sosta: arrestati tre pregiudicati catanesi

 
Hanno preso di mira un camion che trasportava bevande alcoliche, parcheggiato nella zona industriale, e, dopo aver forzato la serratura del portellone, hanno asportato alcune scatole di birra.
Protagonisti di questa vicenda tre uomini di 19, 41 e 26 anni arrestati per furto aggravato in concorso dalla Polizia di Stato insieme ai militari dell’Esercito Italiano, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
In particolare, i militari dell’Esercito, nel corso dei servizi ordinari di pattugliamento, in transito per le vie della zona industriale, hanno notato un’auto sospetta e tre persone intente a scaricare alcune scatole da un camion. Insospettiti dalla situazione, dopo aver informato la sala operativa della Questura, hanno provato a fermare i tre per eseguire un controllo. Tuttavia, gli stessi, alla vista dei militari, sono saliti rapidamente a bordo dell’auto e, a gran velocità, hanno tentato la fuga.
Durante la corsa, il conducente dell’auto ha effettuato diverse manovre azzardate, frenando e accelerando bruscamente per svariate volte, fino ad immettersi contromano sull’asse dei servizi.
Nel frattempo sono intervenuti gli agenti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che, informati dalla centrale operativa di quanto stava accadendo, si sono posizionati all’uscita degli svincoli principali dell’arteria stradale per bloccare i fuggitivi.
Poco dopo, non appena imboccata l’uscita in direzione Librino, i tre si sono trovati davanti proprio i poliziotti delle volanti che, a quel punto, sono riusciti a bloccarli.
La refurtiva recuperata è stata subito restituita all’autotrasportatore che ha formalizzato querela per il furto subito.
Nel corso delle operazioni di identificazione è emerso, altresì, che il 41enne risultava gravato da un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che gli imponeva di stare ai domiciliari, motivo per il quale è stato denunciato per evasione, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva, mentre il diciannovenne, conducente dell’auto, è stato denunciato anche per guida pericolosa ai sensi della nuova norma penale del Codice della Strada, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.
Per quanto accaduto i tre sono stati arrestati in flagranza di reato per furto aggravato in concorso. Informato il Pubblico Ministero di turno sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa del rito per direttissima.
 

Sorpreso in piena notte con un condizionatore appena rubato: 28enne arrestato a Catania

La Polizia di Stato ha arrestato un 28enne, straniero pregiudicato, che aveva rubato il condizionatore di un’abitazione del centro storico cittadino.
Ad intervenire sono stati gli agenti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania che, nel corso dei servizi di pattugliamento notturno, hanno sorpreso l’uomo in via Domenico Tempio, insieme ad un complice, mentre trasportava l’unità esterna di un condizionatore appena staccata dal muro di un’abitazione.
Non appena i poliziotti si sono avvicinati, i due hanno abbandonato la refurtiva e, per sottrarsi al controllo, sono fuggiti in direzioni opposte.
A quel punto, uno dei poliziotti si è messo all’inseguimento del 28enne per le vie di San Cristoforo, fino a quando l’uomo ha nuovamente ripreso via Domenico Tempo dove è stato raggiunto dal secondo poliziotto, che l’ha visto sbucare da via Grimaldi e l’ha inseguito con l’autovettura di servizio.
Una volta fermato, l’uomo si è mostrato fin da subito particolarmente aggressivo, provando per ben due volte a sferrare un pugno in faccia ad uno degli agenti, il quale, con non poche difficoltà, è riuscito a bloccarlo.
Nel corso degli accertamenti, il 28enne è risultato destinatario della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Catania, con divieto di farvi rientro per 4 anni, provvedimento emesso dal Questore di Catania poiché l’uomo è stato trovato più volte a svolgere l’illecita attività di parcheggiatore abusivo e per questo sanzionato dagli stessi agenti della squadra volanti.
Per quanto accaduto l’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato all’Autorità Giudiziaria per tentato furto e per l’inosservanza della misura di prevenzione applicata nei suoi confronti, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.
Informato di quanto accaduto, il Pubblico Ministero, ha disposto che l’uomo fosse condotto presso le camere di sicurezza della Questura, in attesa dell’udienza per direttissima.

Bar nel centro storico di Caltagirone trasformato in un covo per pregiudicati: chiude per sette giorni

 
La Polizia di Stato ha sospeso temporaneamente l’attività di un bar del centro cittadino di Caltagirone in quanto diventato un abituale ritrovo di pregiudicati.
Il provvedimento di sospensione ha durata di 7 giorni ed è stato emesso dal Questore di Catania, secondo le prerogative previste dall’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
L’atto è stato notificato al gestore dell’attività dai poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Caltagirone, a seguito delle costanti azioni di controllo di bar, pub, chioschi, centri per la raccolta delle scommesse in modo da tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico.
Nel corso di diversi accertamenti, eseguiti in un significativo arco temporale, gli agenti del Commissariato hanno verificato come l’esercizio pubblico fosse divenuto luogo di incontro abituale di pregiudicati, ritenuti responsabili di reati di particolare allarme sociale, quali spaccio di sostanze stupefacenti, reati contro il patrimonio e contro la persona.
La presenza di questi clienti non è risultata occasionale, ma è stata riscontrata nel corso dei molteplici accertamenti effettuati dai poliziotti del Commissariato di Caltagirone, al punto da costituire un concreto rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Pertanto, sulla base di quanto rilevato dai poliziotti del Commissariato, ultimata l’attività istruttoria portata avanti dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Catania, è stata disposta la sospensione delle autorizzazioni e la chiusura del bar per 7 giorni, secondo quanto previsto dall’art.100 del TULPS.
La disposizione normativa costituisce una garanzia per tutte quelle attività economiche che rispettano le regole ed esercita anche una funzione con effetti dissuasivi nei confronti di quei soggetti ritenuti pericolosi che, privati di un luogo di aggregazione abituale, vengono avvertiti che la loro presenza in questi luoghi è oggetto di attenzione da parte delle autorità. Nello stesso tempo, punta ad assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura

Gela, incendio in un garage di via Pirandello: coinvolta una piccola auto elettrica

Momenti di paura poco fa a Gela, in via Pirandello, dove è scoppiato un incendio all’interno di un garage privato. Secondo le prime informazioni, le fiamme avrebbero coinvolto una piccola auto elettrica parcheggiata pochi minuti prima dal proprietario.

In base a una prima ricostruzione, il conducente avrebbe lasciato il mezzo nel garage e, dopo poco tempo, sarebbe scoppiato il rogo. Le cause dell’incendio restano ancora da accertare.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area, insieme alle forze dell’ordine e ai sanitari del 118.

Una donna che abita nell’appartamento sopra il garage è stata trasportata in ambulanza in ospedale.

L’episodio ha creato apprensione tra i residenti della zona, molti dei quali sono scesi in strada dopo aver visto il fumo provenire dal locale interessato dall’incendio. Ulteriori dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore.

Falsa testimonianza, evasione e reati contro il patrimonio: cinque arresti tra Gela e Caltanissetta

La Polizia di Stato ha tratto in arresto cinque persone in esecuzione di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. A Caltanissetta, la Squadra Mobile ha eseguito i provvedimenti nei confronti di un settantenne, condannato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di falsa testimonianza; di un settantacinquenne, condannato alla pena di un anno e undici mesi di reclusione per reiterate evasioni e di un trentenne, condannato alla pena di due mesi di reclusione per inottemperanza alle prescrizioni imposte della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. A Gela, il Commissariato di Pubblica Sicurezza ha eseguito i provvedimenti nei confronti di un quarantenne, condannato a un mese di reclusione per violazione degli obblighi di assistenza familiare e di un trentenne, condannato alla pena di un anno e tre mesi di reclusione per reati contro il patrimonio. Tutti gli arrestati sconteranno la pena in regime di detenzione domiciliare.