Irregolarità amministrative, violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e presenza di personale non in regola. È questo il bilancio di un’attività di controllo condotta da una task force coordinata dalla Polizia di Stato in due ristoranti cittadini, che ha portato all’elevazione di sanzioni complessive per 18.500 euro.
L’operazione ha visto il coinvolgimento di diversi enti: oltre agli agenti della squadra volanti, della Divisione Anticrimine e della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, hanno partecipato i Vigili del Fuoco, i medici e i tecnici del Dipartimento di prevenzione dell’Asp, insieme alla sezione “annona” della Polizia Locale.
Nel primo esercizio, situato nei pressi di piazza Currò, è stata rilevata un’unica irregolarità relativa alla difformità dell’impianto acustico rispetto alla relazione fonometrica. In questo caso è stata contestata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.
Più articolata la situazione riscontrata nel secondo ristorante, in via Messina, dove sono emerse numerose criticità. Tra queste, violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e carenze legate alla normativa antincendio. Il titolare è stato sanzionato per la mancanza della licenza fiscale per la vendita di alcolici e dei dispositivi previsti per il controllo del tasso alcolemico.
I tecnici dello Spresal hanno evidenziato ambienti di lavoro con passaggi angusti, vie di circolazione non idonee e la presenza di attrezzature prive di adeguate protezioni. È stato inoltre accertato l’utilizzo di un’impastatrice senza dispositivi di sicurezza, oltre a irregolarità nell’impianto elettrico e la presenza, nella cassetta di pronto soccorso, di materiale scaduto. Per queste violazioni, al datore di lavoro è stata contestata una sanzione complessiva di 7.500 euro, con contestuale deferimento all’Autorità Giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Ulteriori criticità sono state rilevate dai Vigili del Fuoco, che hanno segnalato l’ostruzione delle vie di fuga, la carenza di aerazione nei locali cucina e l’assenza di adeguata illuminazione di emergenza. Anche sotto il profilo igienico-sanitario, i controlli dell’Asp hanno evidenziato condizioni non adeguate nei locali cucina, con prescrizioni per il ripristino dei requisiti strutturali.
Nel corso delle verifiche sul personale, è emersa inoltre la presenza di un lavoratore privo di regolare permesso di soggiorno, impiegato come lavapiatti. Dagli accertamenti successivi è risultato che il documento era scaduto da tempo e non rinnovato. Per l’uomo è stato avviato l’iter per l’espulsione.
Il titolare del locale è stato denunciato anche per impiego di manodopera irregolare. Anche in questo caso, come previsto dalla legge, vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.