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Criminalità giovanile, controllati a Gela i luoghi della movida: arrestati due minorenni per rapina e armi

Le attività, svolte dalle Squadre Mobili delle Questure interessate, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e supportate da diversi equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e degli Uffici territoriali, hanno riguardato giovani dediti principalmente, in gruppo o singolarmente, a reati contro la persona, il patrimonio o in materia di stupefacenti e di armi nonché responsabili di comportamenti illeciti che sfociano anche in forme di discriminazione e odio.

Nella nostra provincia la Squadra Mobile, in collaborazione con i Commissariati di Pubblica Sicurezza distaccati, ha controllato 87 maggiorenni e 92 minorenni, eseguito 37 perquisizioni e sequestrato cocaina, marijuana e hashish. A Caltanissetta e Gela sono stati eseguiti controlli a diverse sale giochi, a luoghi ove si svolge la c.d. “movida” e nelle principali piazze di spaccio, con sequestro di stupefacente. A Gela sono stati arrestati due minorenni per rapina e detenzione di armi in concorso.

A livello nazionale complessivamente sono stati arrestati 283 maggiorenni e 22 minorenni per reati contro la persona e il patrimonio, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi ed eseguiti provvedimenti dell’Autorità giudiziaria nei confronti di 81 maggiorenni e di 6 minorenni. Sono state denunciate in stato di libertà 1110 persone e 180 minorenni. Sono state controllate 58 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 136 sale giochi e 464 esercizi commerciali nonché diversi luoghi di aggregazione come piazze, giardini pubblici, aree limitrofe alle stazioni ferroviarie, sale giochi e scommesse, centri commerciali ed esercizi commerciali. Sequestrati 19 chili di cocaina, 1 di eroina e 79 di cannabinoidi nonché quantitativi di sostanze stupefacenti e psicotrope tra cui shaboo, ecstasy, MDMA e benzodiazepine. Sequestrati 2 fucili, 36 pistole e munizionamento di diverso calibro e oltre 100 tra coltelli, katane, mazze, tirapugni, ecc. Nel corso dell’operazione sono stati recuperati numerosi oggetti provento di furto, soprattutto monili d’oro, orologi, cellulari e banconote e documenti falsi. Sono state elevate 425 sanzioni amministrative per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di bevande alcoliche.

 

Brucia i mastelli della raccolta dei rifiuti posizionati davanti l’abitazione dell’ex: un arresto a Niscemi

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Niscemi venerdì scorso hanno tratto in arresto un quarantasettenne in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica, per i reati di atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio. L’uomo, indagato, per le continue e reiterate minacce nei confronti dell’ex coniuge, era già stato tratto in arresto lo scorso mese di agosto poiché aveva violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla vittima; in quell’occasione il Gip aveva aggravato la misura cautelare disponendo gli arresti domiciliari.

 

L’indagato con condotte moleste e reiterate ha cagionato alla vittima un grave stato di ansia e paura; in un’occasione, allo scopo di danneggiare l’abitazione della ex, di notte ha appiccato il fuoco ai mastelli della raccolta dei rifiuti posizionati davanti il portone d’ingresso causando l’annerimento della facciata dell’immobile. L’arrestato, giovedì scorso, dopo aver presenziato all’interrogatorio di garanzia, al cospetto degli agenti della Polizia di Stato, ha manifestato propositi omicidiari nei confronti dell’ex moglie dichiarando che: “da quella casa uscirà in una cassa di legno … devo causarle quante più sofferenze possibili … la sua vita è legata alla mia fine pena”. Le indagini sono in corso e la responsabilità dell’indagato, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo in seguito a sentenza definitiva.

In casa nascondeva 600 grammi di marijuana: un arresto nel Nisseno

Nei giorni scorsi, i militari della compagnia carabinieri di Mussomeli, con il supporto del nucleo vinofili di Palermo, hanno arrestato a Marianopoli un uomo di 47 anni, originario del posto, per detenzione e spaccio di droga. L’uomo aveva da poco terminato un periodo di detenzione domiciliare per altri reati.

In particolare, i militari hanno proceduto a una perquisizione locale presso l’abitazione del prevenuto, rinvenendo due involucri in cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso complessivo pari a grammi 619,90 circa.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, mentre il soggetto è stato tratto in arresto e, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Caltanissetta, che coordina le indagini, trasferito nella casa circondariale di Caltanissetta.

Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con contestuale imposizione di permanere presso il proprio domicilio dalle ore 21 alle ore 7, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Carico di tabacco da masticare e nicotina da succhiare sequestrato a Caltanissetta

 I Finanzieri del Gruppo di Caltanissetta, in collaborazione con i militari della Tenenza di Canicattì, hanno individuato un importante carico di tabacco lavorato privo del contrassegno dei Monopoli di Stato e, pertanto, di illecita provenienza. La merce contrabbandata, scrivono le fiamme gialle in una nota, è risultata costituita “da prodotti di tipo “Gutka” e “Snus”, rispettivamente forme di tabacco da masticazione e da succhiare, originarie dell’India e del Pakistan, ove tali tipologie di prodotti sono utilizzate diffusamente – per via degli effetti stimolanti prodotti sull’organismo umano – dai lavoratori impiegati in mansioni faticose e prolungate”.

Pizzaiolo di Gela aggredisce un collega a Malta: la lite finisce in tribunale

Un pizzaiolo di 34 anni di Gela ma residente a St. Julian’s, è comparso in tribunale per rispondere alle accuse di minacce e gravi lesioni personali nei confronti di un suo collega, anche lui di nazionalità italiana, durante il turno di lavoro in un ristorante di Rabat.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’episodio – verificatosi lo scorso 1° agosto – avrebbe avuto origine da un lungo litigio durante il quale, quello stesso giorno, i due si sarebbero scambiati continui insulti e provocazioni. Poi, nella cucina del ristorante, la situazione sarebbe degenerata: il collega avrebbe minacciato di colpirlo e il gelese, avvicinatosi faccia a faccia, gli avrebbe intimato di smetterla. Ne è seguito, secondo la polizia, un pugno secco al volto.

Il colpo sembra aver provocato ferite giudicate gravi dai medici del centro sanitario di Mosta, con la necessità di punti di sutura. Le telecamere interne del locale avrebbero immortalato l’aggressione, fornendo un riscontro visivo alla denuncia presentata qualche giorno dopo dalla vittima alla stazione di polizia.

Il gelese è stato arrestato il 6 agosto nella sua abitazione e, in aula, davanti al magistrato, ha respinto le accuse lui contestate, dichiarandosi non colpevole su tutti i fronti. Non è stata avanzata alcuna richiesta di libertà su cauzione in questa fase, pertanto l’imputato rimarrà in custodia cautelare in carcere. Contestualmente, il giudice ha disposto un’ordinanza di protezione a favore della presunta vittima che sarà chiamata a testimoniare già nella prossima udienza, su volontà della difesa.

Scontro tra quattro auto sulla Ss 115 per Vittoria: strada chiusa e traffico deviato

A causa di uno scontro che ha coinvolto quattro automobili, è al momento chiusa la strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” al km 291,300 ed in entrambe le direzioni in località Vittoria (RG).
Sono state istituite temporanee deviazioni su viabilità comunale attraverso lo svincolo di Acate (Km 291,200).
Sul posto sono presenti i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e le squadre Anas per la gestione dell’evento e per il ripristino della regolare viabilità nel più breve tempo possibile.

Maltrattamenti in famiglia, si avvicina all’ex violando il divieto: un arresto a Niscemi

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Niscemi mercoledì scorso, di seguito alla richiesta di intervento pervenuta presso la sala operativa dell’ufficio di Polizia, sono intervenuti presso un’abitazione del centro storico poiché un quarantaduenne, sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex coniuge, vittima di maltrattamenti in famiglia, aveva violato la misura disposta dall’Autorità giudiziaria. Gli agenti hanno trovato la donna, in forte stato di agitazione, la quale riferiva che l’ex marito era stato lì, allontanandosi poco prima che giungesse l’equipaggio della Polizia di Stato, denunciando che nel corso della mattinata lo stesso l’aveva minacciata.

Poco dopo, sul posto giungeva l’uomo che alla presenza dei poliziotti inveiva contro l’ex compagna. Il quarantaduenne, gravato da precedenti di polizia per i reati di maltrattamenti in famiglia, minaccia e violenza a pubblico ufficiale, ammonito dal Questore di Caltanissetta a cambiare condotta, era già stato tratto in arresto per lo stesso reato nell’agosto del 2024 e sottoposto a misura cautelare. Nel corso della trattazione degli atti in Commissariato, l’arrestato ha riferito ai poliziotti che, se fosse stato condotto agli arresti domiciliari, sarebbe evaso, recandosi nuovamente presso l’abitazione dell’ex moglie. In considerazione delle diverse denunce di evasione pendenti a carico dell’uomo e delle reiterate minacce rivolte dallo stesso nei confronti dell’ex coniuge, su disposizione del Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Gela, l’arrestato è stato condotto al carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Le indagini sono in corso e la responsabilità dell’indagato, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo in seguito a sentenza definitiva.

Furto di ovini, padre e figlio pronti a vendicarsi: arrestati a Gela con armi e munizioni

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Gela, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due persone – un 25enne e il padre 49enne – entrambi pregiudicati e residenti a Gela.

Il provvedimento cautelare scaturisce da una complessa attività investigativa avviata dai Carabinieri nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2023. L’indagine, condotta attraverso controlli, osservazioni, pedinamenti e attività tecniche, ha consentito di delineare – secondo quanto ritenuto dal Tribunale – un quadro inequivocabile circa la disponibilità di armi da parte dei due indagati, in particolare un fucile e una pistola, utilizzati per la gestione violenta di controversie di natura privata. In particolare, nell’ambito dell’indagine è emerso un episodio di lite tra i due arrestati e un’altra persona, originato dal furto di alcuni ovini. I due avrebbero ipotizzato di incendiare l’autovettura del presunto responsabile o di uccidere i suoi animali utilizzando le armi in loro possesso.

Le successive indagini e approfondimenti hanno trovato riscontro anche nella perquisizione operata nel settembre 2023, durante la quale uno dei due arrestati è stato trovato in possesso di munizionamento calibro 7,65.

Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Gela, condividendo il quadro indiziario posto a fondamento della richiesta di misura cautelare formulata dalla Procura della Repubblica, ha emesso ordinanza di applicazione della detenzione in carcere per entrambi gli indagati.

Le indagini proseguono e, nell’ambito dello stesso procedimento, risultano tuttora al vaglio dell’Autorità giudiziaria ulteriori posizioni per altre tipologie di reato.

Al termine delle formalità di rito, padre e figlio sono stati tradotti presso la casa circondariale di Gela a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Si precisa il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla Costituzione, per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva.

64enne perde la vita dopo essere stata investita

Porto Empedocle (AG) – Una vera tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio a Porto Empedocle, dove una donna di 64 anni ha perso la vita dopo essere stata travolta da un’auto in transito lungo via Crispi, nella zona di contrada Marinella, proprio davanti a un ristorante.

Alla guida della vettura, una Renault Clio, c’era un giovane di 21 anni del posto. Il ragazzo non ha riportato ferite, ma è stato comunque accompagnato in ospedale in evidente stato di shock.

Sul luogo dell’incidente sono arrivati rapidamente i sanitari del 118, che però non hanno potuto fare nulla per salvare la donna. Presenti anche gli agenti del commissariato Frontiera e la Polizia Stradale di Sciacca, che hanno effettuato i rilievi utili a ricostruire la dinamica.

Nelle prossime ore è atteso sul posto il magistrato di turno, per gli ulteriori accertamenti del caso.

Donna di Gela ferita da un colpo di arma da fuoco: non è in pericolo di vita

Una donna è rimasta ferita alla spalla da un colpo di arma da fuoco. L’episodio si è verificato oggi a Gela. E’ stata la stessa donna a presentarsi in ospedale. 

La vittima, 28 anni,  non è in pericolo di vita: i medici le stanno prestando le cure del caso e le sue condizioni sono sotto controllo. L’episodio si sarebbe verificato nei pressi di Montelungo.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’episodio e individuare i responsabili. Al momento non si esclude alcuna pista.

 

Operazione “Delivery Express”, marijuana dentro le buste delle patatine: due arresti nel Nisseno

I finanzieri del Comando Provinciale di Caltanissetta hanno sequestrato quasi mezzo kg di marijuana e arrestato

due persone nell’ambito dell’operazione denominata “Delivery Express”, già avviata nello scorso mese di

gennaio, finalizzata al contrasto del traffico di droga nelle piazze di spaccio nissene.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Caltanissetta, attraverso preliminari attività di controllo e analisi del territorio,

hanno individuato e bloccato a Caltanissetta, in flagranza di reato, due giovani dell’agrigentino in possesso

dell’ingente quantitativo di marijuana (pari a circa g 500) trasportato sul loro autoveicolo, occultato all’interno di

buste di patatine.

I responsabili, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati tratti in arresto e, successivamente, il Giudice

per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica – condividendo le evidenze investigative –

ha proceduto alla convalida dell’arresto e disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora su tutto il territorio

siciliano.

La droga sequestrata, qualora venduta al dettaglio nelle piazze di spaccio presenti sul territorio, avrebbe

permesso di incassare oltre 9.000 euro.

L’operazione conferma il quotidiano impegno della Guardia di Finanza, sempre in prima linea nel corrispondere

alle istanze di sicurezza della cittadinanza attraverso la prevenzione e la repressione dei reati che destano

maggiore allarme sociale, in ottemperanza alle direttive impartite dall’Autorità Prefettizia.

 

Antonello Montante ritorna in carcere: deve scontare 4 anni e 5 mesi

È tornato in carcere l’ex leader degli industriali siciliani Antonello Montante, condannato definitivamente per corruzione e per alcuni episodi di «spionaggio». L’imprenditore di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, era stato condannato a 8 anni in appello con il rito abbreviato. La Corte di Cassazione ha però annullato l’accusa di associazione a delinquere e disposto un processo d’appello bis per il ricalcolo della pena.

In attesa del nuovo conteggio, la Procura generale di Caltanissetta ha emesso un ordine di carcerazione: Montante deve scontare 4 anni e 5 mesi di reclusione. L’imprenditore si è presentato spontaneamente al carcere di Bollate, a Milano.

Il mese scorso la Cassazione aveva depositato le motivazioni della decisione, confermando la condanna definitiva per corruzione. Insieme a Montante sono diventate irrevocabili anche le sentenze a carico dei poliziotti Marco De Angelis e Diego Di Simone, per i quali dovrà comunque celebrarsi un nuovo processo d’appello per ricalcolare le pene.