Passa al contenuto principale

In auto in giro a Scoglitti con tirapugni, martelletto e tre passamontagna: denunciato un 16enne

Prosegue incessantemente l’attività di contrasto agli illeciti riguardanti il porto abusivo di armi o strumenti atti all’offesa, da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa.

In tale contesto, i militari della Stazione Carabinieri di Scoglitti, durante l’attenta attività di controllo attuata nel territorio della frazione marinara, la mattina del 27 u.s., hanno sorpreso un 16enne vittoriese, T. T., mentre si aggirava per quelle vie cittadine, alla guida della propria minicar, all’interno della quale aveva occultato un tirapugni metallico, un martelletto frangi-vetro e tre passamontagna, portati al seguito senza saper fornire un giustificato motivo e, pertanto sottoposti a sequestro.

Tenuto conto di quanto accertato da verificare in sede giurisdizionale e fatta salva la presunzione d’innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva, il 16nne veniva deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per “porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere”.

Minacciano lo steward per accedere alla sfilata di carnevale: denunciati tre giovani di Gela

Nell’ambito dei servizi di ordine pubblico predisposti ad Acireale per garantire la sicurezza di cittadini e turisti durante le manifestazioni legate al Carnevale, la Polizia di Stato ha denunciato tre giovani, tutti di Gela, che hanno cercato di introdursi nell’area deputata alle iniziative, superando i varchi d’accesso in modo irregolare e minacciando il personale di vigilanza.

I fatti risalgono ai giorni scorsi durante uno degli appuntamenti della tradizionale manifestazione del Carnevale, evento di richiamo internazionale con la presenza di centinaia di visitatori che affollano il centro storico di Acireale.

Dopo essersi presentati davanti ai varchi, che delimitano la zona in cui si accede attraverso l’acquisto di un biglietto, i tre giovani hanno minacciato lo steward che, in quel momento, era addetto alla vigilanza davanti alle barriere metalliche per garantire il controllo degli ingressi e la sicurezza dei partecipanti.

Forti della loro superiorità numerica, sono riusciti a bypassare lo steward minacciato e ad accedere nel circuito senza biglietto, mescolandosi tra la gente.

La vicenda è stata segnalata ai poliziotti del Commissariato di Acireale che hanno visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, riuscendo ad individuare i tre giovani, nonostante l’elevato afflusso di pubblico.

Le ricerche avviate dalla squadra investigativa e dalle volanti del Commissariato si sono concluse in pochi istanti, dal momento che il gruppetto è stato individuato in una delle vie adiacenti al centro.

I tre ragazzi sono stati fermati per essere compiutamente identificati e, per la loro condotta, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per violenza privata in concorso, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.

Durante gli accertamenti, uno dei tre, minorenne, è stato trovato in possesso di un tirapugni metallico, tenuto in tasca, nonostante il divieto di portare un simile oggetto previsto dalla legge. Il tirapugni è stato posto sotto sequestro, mentre il giovane è stato denunciato anche per il porto di armi od oggetti atti ad offendere, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

In considerazione di quanto accaduto, peraltro, in un contesto di particolare affluenza, i poliziotti del Commissariato hanno avanzato nei confronti dei tre giovani la proposta di applicazione del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Acireale per la durata di tre anni, quale misura di prevenzione prevista dalla normativa vigente a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

 

 

Tentata truffa con la tecnica del “falso carabiniere”: un arresto a Sciacca in flagranza di reato

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Sciacca hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 30enne originario della provincia di Catania ma residente nel padovano, ritenuto responsabile di tentata truffa aggravata.

L’intervento è scaturito dalla segnalazione di una donna anziana del luogo che, contattata telefonicamente da un uomo qualificatosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri, veniva informata di un presunto grave incidente stradale causato da un proprio familiare e della necessità di consegnare con urgenza denaro e preziosi per evitare conseguenze giudiziarie.

Intuito il raggiro, la vittima manteneva la calma e avvisava immediatamente i Carabinieri, consentendo ai militari di predisporre un mirato servizio di osservazione. Poco dopo, un soggetto si presentava presso l’abitazione per ritirare quanto richiesto, venendo bloccato all’interno dell’immobile dai militari operanti.

La refurtiva, costituita da denaro contante e monili in oro, è stata integralmente recuperata e restituita alla legittima proprietaria.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Sciacca a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali analoghi episodi.

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, in particolare alle persone anziane, a diffidare di richieste di denaro o preziosi avanzate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine o da altri soggetti e a contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 in caso di dubbio.

Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la posizione dell’indagato non è definitivamente accertata e il successivo giudizio di merito servirà a verificare le eventuali effettive responsabilità.

Caltagirone, sequestrati oltre 280 grammi di cocaina: arrestato uno spacciatore

Nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti la Polizia di Stato a Caltagirone ha tratto in arresto un uomo, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio ai sensi dell’art. 73 D.P.R. 309/90.

L’operazione è scaturita da un’accurata attività info-investigativa svolta dai poliziotti del locale Commissariato, che indicava un’abitazione apparentemente disabitata nel centro storico della città come luogo di stoccaggio della droga. Dopo un servizio di appostamento, durante il quale l’indagato era stato osservato mentre accedeva all’immobile con fare sospetto, i poliziotti hanno deciso di intervenire.

L’uomo è stato intercettato e fermato a bordo della propria autovettura e la successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire la somma in contanti di 505 euro, ritenuta provento dell’attività illecita.

L’attività di polizia si è estesa inizialmente alla residenza dell’uomo, dove sono state rinvenute modiche quantità di hashish e marijuana. Tuttavia, il rinvenimento di un mazzo di chiavi sospetto ha spinto gli agenti a fare irruzione nell’immobile disabitato segnalato.

All’interno dell’edificio, nonostante lo stato di abbandono, i poliziotti hanno scoperto un vero e proprio “centro di stoccaggio”: oltre 280 grammi di cocaina, suddivisi in un primo involucro da 12 grammi e un secondo, occultato dietro una scrivania, contenente circa 274 grammi di sostanza granulare bianca; sostanza da taglio, circa 160 grammi di polvere bianca utilizzata per incrementare il volume dello stupefacente; materiale per il confezionamento; un taglierino e numerose buste per sottovuoto già ritagliate.

L’uomo, pertanto, è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Caltagirone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il G.I.P. del Tribunale di Caltagirone su richiesta della Procura che ha coordinato le indagini, ha successivamente convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria.

La Polizia di Stato continuerà senza sosta l’attività del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti ed ogni altra forma di illegalità diffusa.

Droni utilizzati per rifornire il carcere di droga e cellulari: tre arresti a Caltanissetta

Operazione dei Carabinieri nell’ambito delle attività di controllo del territorio disposte dal Comando Provinciale di Caltanissetta, finalizzate alla prevenzione dei reati e al monitoraggio delle aree sensibili del capoluogo nisseno.

Nei giorni scorsi, i militari della Sezione Radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto tre persone, un uomo di 29 anni e due donne rispettivamente di 29 e 31 anni, tutti originari della Puglia. Sono ritenuti responsabili di “traffico illecito di sostanze stupefacenti in concorso” e “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”.

Durante un servizio di controllo del territorio in orario notturno, l’attenzione dei militari è stata attirata dalla presenza di tre soggetti fermi a bordo di un’autovettura in una via del centro cittadino, poco distante dalla locale Casa Circondariale. Le circostanze di tempo e di luogo, unite all’atteggiamento sospetto del gruppo, hanno indotto i Carabinieri a procedere a un controllo approfondito.

La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire una valigetta contenente un drone professionale, con relativi accessori. Ma anche la cifra di 13.695 euro in contati, suddivisi in banconote di vario taglio, 18 telefoni cellulari smartphone, già suddivisi in tre buste di plastica, una  bobina di filo d’acciaio e 300 grammi di sostanza stupefacente del tipo “hashish” suddivisi in dosi.

Il materiale rinvenuto, unitamente alla specifica collocazione geografica dei soggetti al momento del controllo, ha permesso di delineare un chiaro quadro indiziario: i tre indagati erano verosimilmente pronti a utilizzare il drone per “sorvolare” l’area del sedime carcerario e recapitare droga e telefoni ai reclusi.

Quanto recuperato è stato sottoposto a sequestro, mentre i tre giovani sono stati arrestati e, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Caltanissetta, che coordina le indagini, trasferiti presso diversi Istituti penitenziari. Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto e ha disposto la detenzione in carcere per il 29enne e dell’obbligo di dimora con prescrizioni per le due donne.

Catania, arrestato ladro seriale che evadendo dai domiciliari rubava anche biciclette

CATANIA – Un pregiudicato catanese di 36 anni è stato arrestato dopo essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza durante una serie di furti in città, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari.

L’ultimo episodio è avvenuto in un’area condominiale di via Verdi: l’uomo ha forzato la serratura del portone e ha rubato un decespugliatore. Per fuggire si è impossessato di una bicicletta appartenente a un bambino di sei anni.

Le immagini della videosorveglianza hanno permesso alla polizia di identificarlo, confermando che il giorno precedente era già stato denunciato per evasione dai domiciliari e per un furto in un B&B di via Ventimiglia, dove aveva portato via alcuni oggetti poi recuperati dagli agenti. Poco dopo, violando nuovamente la misura cautelare, è stato rintracciato in un vecchio palazzo vicino a casa sua, dove aveva nascosto sia il decespugliatore che la bicicletta del bambino.

Grammichele, assalto notturno agli sportelli ATM: i ladri agiscono con un escavatore

Nella notte tra ieri e oggi, l’ufficio postale di via Failla a Grammichele è stato preso di mira da una banda specializzata in furti con escavatore. I malviventi hanno sradicato i due sportelli automatici, lasciando dietro di sé danni ingenti.

Non si tratta di un episodio isolato: lo scorso 23 febbraio, la stessa banda aveva colpito la Banca Agricola Popolare Siciliana, ex Banca Agricola Ragusa, a Mazzarrone. Il modus operandi resta sempre identico: utilizzo di escavatore e camion, probabilmente sottratti a cantieri della zona.

Negli ultimi giorni, Grammichele ha registrato anche quattro furti in appartamento, a testimonianza di una recrudescenza di attività criminali nel territorio.

Gela, sorpreso a bruciare cavi di rame fugge e viene arrestato dopo un inseguimento

La Polizia di Stato a Gela ha tratto in arresto un quarantacinquenne nella flagranza di reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato anche per i reati di lesioni personali, ricettazione di cavi di rame e combustione illecita di rifiuti. Martedì scorso, l’equipaggio di una volante, nel corso dei servizi di controllo del territorio, nel transitare sulla strada statale 117 bis, ha notato del fumo nero provenire da una zona in aperta campagna e alcuni soggetti nelle immediate vicinanze. Raggiunto il luogo, gli agenti hanno constatato che a bruciare tra le fiamme erano stati messi dei cavi di rame per essere ripuliti dalla guaina di plastica. Alla vista della Polizia il quarantacinquenne si è dato a precipitosa fuga a bordo di un furgone, inseguito dalla pattuglia. L’inseguimento si è sviluppato per parecchi chilometri lungo la strada provinciale 81 e si è concluso in aperta campagna. Il fuggiasco è stato bloccato e, prima di essere messo in sicurezza dai poliziotti, ha più volte tentato di divincolarsi colpendo un agente al volto. Il furgone e 80 chili di cavi di rame, caricati a bordo del mezzo, sono stati posti sotto sequestro e l’arrestato, che è risultato essere sottoposto a libertà vigilata, è stato condotto in Commissariato. Il Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Gela ha disposto che l’arrestato fosse condotto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Mercoledì, il Gip presso il Tribunale di Gela, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. La responsabilità dell’arrestato, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo in seguito a sentenza definitiva.

Sicurezza e soccorso tra i versanti dell’Etna: aiutate 16 persone dalle “volanti della neve”

Anche nel corso dello scorso fine settimana, gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato molteplici interventi sotto il profilo della prevenzione e del controllo sulle piste da sci del versante Etna Nord.

Ormai da diverse settimane, i poliziotti specializzati della Questura di Catania, a bordo di motoslitte o sugli sci, stanno effettuando una capillare azione di controllo tra i sentieri e i versanti del Vulcano, per garantire la sicurezza di snowboarder e amanti della neve.

Negli ultimi giorni, i poliziotti del nucleo sciatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, oltre a verificare il rispetto del Codice delle nevi, hanno prestato soccorso, complessivamente, a 16 persone, coinvolte in alcuni incidenti in montagna.

Grazie alla loro professionalità, i poliziotti, formati e preparati per questo particolare tipo di intervento, hanno scongiurato rischi e conseguenze ben più gravi, fornendo un aiuto tempestivo a quanti hanno riportato traumi in modo accidentale. Tra gli incidenti più gravi, uno ha riguardato una donna di 30 anni per la quale si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso che l’ha trasportata in Ospedale dove i medici l’hanno ricoverata per un sospetto trauma cranico con commozione cerebrale.

Nel corso del pattugliamento a Piano Provenzana, le “volanti della neve” hanno avuto modo di constatare come gli incidenti più comuni sono spesso causati da approssimazione, poca esperienza e dall’uso sconsiderato di slittini e altri mezzi di fortuna per scivolare sulla neve.

La presenza dei poliziotti in montagna sta consentendo di sviluppare un’importante attività di prevenzione, condotta anche con l’ausilio della società che gestisce gli impianti di risalita, ricordando a tutti gli amanti della neve che da quest’anno è obbligatorio ad ogni età l’uso del casco protettivo.

Ancora una volta, la Polizia di Stato raccomanda prudenza anche nelle fasi più ludiche perché, sulla neve, anche un comportamento apparentemente innocuo, a volte, rischia di recare danni, anche irreparabili, agli altri escursionisti

Quindicenne ferito a scuola: colpito da un compagno con un martello a Gela

GELA (CALTANISSETTA) – Momenti di paura questa mattina all’istituto professionale Majorana di Gela, dove un ragazzo di 15 anni è stato colpito con un martello da un compagno. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e il personale del 118.

Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso per accertamenti, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Le cause dell’aggressione non sono ancora chiare: la polizia sta ricostruendo l’esatta dinamica dell’episodio.