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Presenta in aeroporto a Catania un passaporto falso, passeggero cinese arrestato dalla polizia

 

Ha cercato di prendere un volo per Dublino presentando un passaporto contraffatto. Il maldestro tentativo di un passeggero cinese di 42 anni è fallito grazie all’attenta e scrupolosa verifica del documento effettuata dagli agenti della Polizia di Stato, particolarmente impegnati, in queste settimane, per il grande afflusso di turisti e viaggiatori in transito nello scalo catanese.

L’uomo si è presentato nell’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania con un biglietto aereo diretto alla volta della capitale dell’Irlanda e si è regolarmente messo in coda nell’area deputata ai controlli dei passaporti. Giunto il suo turno, al momento di esibire il proprio titolo di viaggio ha cercato di rifilare un passaporto ordinario giapponese in corso di validità. Il documento, per le sue fattezze complessive, ha subito insospettito gli agenti della Polizia di Frontiera che hanno voluto vederci chiaro fino in fondo.

I poliziotti addetti al controllo documentale, prima delle consuete procedure di imbarco, hanno compiuto tutti accertamenti del caso, attraverso l’utilizzo di una specifica strumentazione elettronica di ultima generazione. I sospetti degli agenti della Polizia di Frontiera si sono rivelati fondati dal momento che le operazioni tecniche di verifica sul passaporto presentato hanno consentito di rilevare diverse anomalie al punto da risultare contraffatto senza alcun dubbio.

Il passeggero straniero non ha potuto far altro che ammettere ai poliziotti le proprie responsabilità e, pertanto, è stato arrestato per il reato di uso di documento valido per l’espatrio falso, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.

Dopo la convalida dell’arresto da parte dell’Autorità Giudiziaria, l’Ufficio Immigrazione della Questura sta curando le procedure finalizzate alla sua espulsione.

Tragedia a Ragusa, un quindicenne muore schiacciato da un trattore

Un ragazzo di 15 anni è stato trovato morto vicino a una stalla nell’azienda agricola di famiglia, tra Ragusa e Chiaramonte Gulfi. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato travolto da un trattore durante una manovra, ma non si sa ancora chi fosse alla guida del mezzo e resta da accertare la dinamica dell’accaduto. Sono intervenuti un’ambulanza del 118 ed è stato attivato anche l’elisoccorso, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Indagano i carabinieri.

Il quindicenne morto si chiama Andrea Passalacqua. L’azienda agricola e zootecnica in cui è avvenuta la tragedia è di proprietà del padre della vittima. Quando è arrivato l’elisoccorso, il ragazzo era già senza vita.

Incidente sulla Gela-Vittoria: scontro tra due auto prima di Spinasanta

Un incidente stradale si è verificato nelle scorse ore lungo la strada statale Gela-Vittoria, poco prima della contrada Spinasanta. Secondo le prime ricostruzioni, a entrare in collisione sarebbero stati una Audi nera e un’altra vettura, che alcuni testimoni descrivono come un mezzo di colore bianco, forse un SUV.

L’impatto, le cui cause sono ancora in corso di accertamento, ha provocato rallentamenti significativi alla circolazione in entrambe le direzioni, con lunghe code di automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i soccorritori del 118, che hanno prestato le prime cure agli occupanti delle vetture, e le forze di polizia, incaricate dei rilievi e della gestione del traffico.

Non è ancora chiaro se ci siano feriti gravi, ma la dinamica dello scontro lascia intendere un urto. 

 

Deteneva stupefacenti nella stessa casa in cui viveva con il figlio di 12 mesi: donna arrestata a Catania

Aveva adibito la propria abitazione a luogo di spaccio di droga ma è stata inchiodata dall’infallibile fiuto dei cani antidroga della Polizia di Stato.

Protagonista di questa storia è una giovane 21enne, originaria di Messina, che nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio nel centro della città, è stata arrestata per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagata valevole ora e fino a condanna definitiva.

In particolare, nel corso del pomeriggio di ferragosto, i poliziotti della Squadra Cinofili della Questura di Catania, insieme agli agenti della squadra volanti, hanno effettuato alcuni controlli nei pressi di piazza Bovio, in pieno centro cittadino.

Nel corso dell’azione, l’infallibile fiuto dei cani antidroga Ares e Maui ha subito segnalato agli agenti la possibile presenza di sostanze stupefacenti, puntando la porta, socchiusa, di un’abitazione al piano terra.

Dopo aver bussato, agli agenti si è presentata una ragazza che ha subito ammesso di nascondere della droga all’interno. Pertanto i poliziotti hanno deciso di effettuare un controllo.  

Non appena entrati l’odore delle sostanze stupefacenti ha subito destato l’attenzione dei cani antidroga. La perquisizione del locale ha consentito di rinvenire circa 690 grammi di marijuana, suddivisa in 77 buste, pronta per essere distribuita. Inoltre sono stati trovati 16 grammi di cocaina, nascosti all’interno di un vaso porta fiori e ulteriori 44 grammi di hashish ben riposti all’interno del freezer. Le sostanze stupefacenti sono state sequestrate per essere, successivamente, inviata nei laboratori della Polizia Scientifica e analizzata da operatori esperti del settore.

Dagli accertamenti condotti dai poliziotti è emerso che la donna, senza alcuna occupazione lavorativa, avrebbe adibito la propria abitazione a vero e proprio punto vendita per lo smercio della droga, noncurante del fatto che con lei vivesse il figlioletto di solo un anno di vita e che per questo è stato affidato ad un parente.

Alla luce di quanto emerso, i poliziotti hanno arrestato la donna per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Informato dei fatti, il Pubblico Ministero di turno ha disposto l’accompagnamento della 21enne presso la casa circondariale di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tragedia a Caucana: bimbo di due anni muore annegato nella piscina di una casa privata

Tragedia a Caucana. Un bambino dell’apparente età di 2 anni sarebbe morto questa mattina nella piscina gonfiabile di una casa privata. Il macabro ritrovamento sarebbe stato fatto dalla nonna. Gli operatori del 118 che si sono recati nell’abitazione hanno provato più volte a rianimare il piccolo ma senza successo. Non si è potuto fare altro se non prendere atto del decesso. Il piccolo appartiene a una famiglia molto nota a Comiso nel settore della produzione dell’olio. Sarebbe il nipotino, figlio del figlio, a essere rimasto vittima di questo tragico episodio. Il piccolo sarebbe sfuggito al controllo dei familiari. Sul posto le forze dell’ordine per appurare quello che è accaduto. Indagini condotte dai carabinieri di Ragusa e Santa Croce 

Modica, si introducono in casa e lo rapinano, dopo averlo pestato a sangue, tre arresti

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Ragusa e del Commissariato di P.S. di Modica, con il supporto della Squadra Mobile di La Spezia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone – due uomini e una donna – indagate di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e, due di esse, anche di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
 
I fatti risalgono alla notte del 6 dicembre 2024, quando gli indagati, un gambiano, una italiana e un rumeno, si sarebbero introdotti con un pretesto nell’alloggio della vittima, presso una casa vacanze a Modica, aggredendola brutalmente e rapinandola di effetti personali di valore, tra cui orologi, abiti griffati e denaro, nel contesto di un presunto debito legato allo spaccio di stupefacenti. Infatti, secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima, un uomo di 25 anni, avrebbe acquistato dai tre delle dosi di cocaina in quanto assuntore, senza corrispondere la somma dovuta.
 
Nel corso della perquisizione presso l’abitazione della donna, è stata rinvenuta la somma di 4.300 euro in contanti, che è stata sequestrata in quanto ritenuta provento dell’attività di spaccio.
A seguito dell’esecuzione del provvedimento restrittivo, il gambiano e l’italiana sono stati condotti in carcere, la donna a La Spezia e l’uomo presso la Casa Circondariale di Ragusa, mentre il rumeno è stato posto agli arresti domiciliari.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.

Controlli in mare a Gela: la Guardia Costiera sanziona 4 conduttori di acquascooter

Prosegue senza sosta l’attività di controllo della Guardia Costiera lungo il litorale, con particolare attenzione alla fascia riservata alla balneazione, al fine di garantire la sicurezza dei bagnanti e della navigazione.

Nella giornata odierna, in località Manfria, nel comune di Gela, i militari della Guardia Costiera sono intervenuti tempestivamente sorprendendo quattro conduttori di acquascooter intenti a navigare all’interno della fascia di mare riservata esclusivamente alla balneazione, ossia entro i 300 metri dalla battigia.

Agli stessi sono state immediatamente contestate le violazioni previste dalla normativa vigente ed elevate le relative sanzioni amministrative.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle quotidiane attività di vigilanza che la Guardia Costiera svolge per tutelare la pubblica incolumità, richiamando ancora una volta tutti gli utenti del mare a comportamenti responsabili e rispettosi delle regole, a beneficio della sicurezza collettiva.

Vittoria, ruba generi alimentari e bevande: arrestato in un supermercato un 65enne rumeno per furto aggravato

Personale della Polizia di Stato, appartenente al Commissariato di P.S. di Vittoria e al Distaccamento di Polizia Stradale, ha tratto in arresto un cittadino rumeno di 65 anni, per il reato di furto aggravato.
L’intervento è scaturito a seguito della segnalazione di un cittadino, proprietario di un esercizio commerciale di somministrazione di alimenti e bevande, che ha richiesto l’intervento degli agenti dopo aver riscontrato danni alla struttura esterna del proprio locale e la presenza sospetta di un uomo nei pressi dell’edificio.
 
Giunti tempestivamente sul posto, gli operatori hanno constatato, attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza, che l’uomo si era introdotto all’interno del locale dopo aver danneggiato il gazebo esterno con un coltello da cucina, creando un varco d’accesso. Una volta all’interno, si era appropriato di generi alimentari e bevande, successivamente recuperati e sottoposti a sequestro.
Nel corso della perquisizione, il 65enne è stato trovato in possesso di tre coltelli da cucina, motivo per cui è stato altresì denunciato in stato di libertà per porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere.
Ultimate le formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.

Botulino nel guacamole, in Sardegna muore un’altra donna: era ricoverata in rianimazione

Seconda vittima del botulino in Sardegna. Valeria Sollai, di 62 anni, è morta durante la notte al Policlinico di Monserrato. Da settimane era ricoverata in Rianimazione all’ospedale universitario, dopo che aveva partecipato e consumato delle pietanze a base di guacamole alla Fiesta Latina, a fine luglio a Monserrato, città metropolitana di Cagliari. 

La procura ha disposto l’autopsia per chiarire nel dettaglio le cause del decesso.

Lo scorso 8 agosto era deceduta la 36enne Roberta Pitzalis, anche lei intossicata dal batterio killer durante la stessa manifestazione. Si aggrava così la posizione dell’unico indagato, Christian Gustavo Vincenti, il titolare del chiosco dove sono stati consumati i prodotti contaminati. L’indagine ora è per duplice omicidio colposo.

Al Policlinico di Monserrato resta ricoverata una ragazza di 14 anni. Già dimessi invece dall’ospedale Brotzu di Cagliari altri quattro pazienti, mentre un bambino di 11 anni è stato trasferito a suo tempo al Gemelli di Roma. Le sue condizioni sono in miglioramento ma la ripresa sarà lunga, fanno sapere i medici della terapia intensiva pediatrica che hanno in cura il bimbo.

Auto finisce nel torrente a Leonforte per il maltempo, trovato il corpo dell’uomo disperso

Le ricerche nel torrente Crisa, nell’Ennese, si sono concluse con il ritrovamento, da parte dei Vigili del fuoco, del corpo privo di vita di Matteo Ciurca, 40 anni. In corso le operazioni di recupero. L’auto su cui si trovava nel pomeriggio di ieri era stata travolta dalla piena. Altre due persone, su un’altra auto, erano riuscite a salvarsi.

L’uomo era disperso da ieri pomeriggio dopo che il torrente Crisa, in piena, a Leonforte, ha travolto l’auto su cui si trovava. Altre due persone, su un’altra auto, sono riuscite a salvarsi. In azione oltre ai sommozzatori del nucleo anfibio dei vigili del fuoco, polizia, anche carabinieri e protezione civile.

Ciurca era nell’auto con Salvatore Rosano, che è sfuggito alla furia delle acque, e insieme stavano andando a dare da mangiare ai cani in campagna. Sull’altra auto viaggiava Luigi Muratore, un agricoltore che era andato nel suo pescheto. Anche lui si è salvato.

«C’è stata una bomba d’acqua – ha detto ieri il sindaco di Leonforte Piero Livolsi – e le tre persone sono state travolte dall’acqua. Due di loro si sono salvate salendo sul tetto dell’auto. L’altra persona è dispersa. L’elicottero dei vigili del fuoco è dovuto andare via perché non è autorizzato al volo notturno. Le ricerche continuano via terra e coi sommozzatori».

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A casa aveva cocaina e bilancini di precisione: arrestato a Gela un 30enne

Intensa attività di controlli nei giorni scorsi da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, che ha visto l’impiego in tutto il territorio, e in particolare nelle aree maggiormente frequentate e nei luoghi di aggregazione giovanile, di numerose pattuglie impegnate in servizi di prevenzione, secondo le direttive di impulso impartite dal Prefetto Licia Donatella Messina.

Particolarmente prezioso, nell’assicurare la massima presenza sul territorio, il supporto delle pattuglie della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, che nel territorio di Gela hanno affiancato il personale del locale Reparto Territoriale nel presidiare le aree più sensibili.

Proprio durante un servizio svolto congiuntamente alla C.I.O. nel centro di Gela, i Carabinieri del Reparto Territoriale hanno tratto in arresto un 30enne del luogo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo, a esito di controllo, è stato trovato in possesso di 5 grammi di cocaina suddivisi in 9 dosi; la successiva perquisizione domiciliare ha consentito il rinvenimento di ulteriori 57 grammi della stessa sostanza stupefacente, materiali per il confezionamento e due bilancini di precisione intrisi di droga. Quanto rinvenuto è stato posto in sequestro, mentre l’arrestato, su disposizione della Procura della Repubblica di Gela, che coordina le indagini, trasferito presso la locale Casa Circondariale.

L’arresto è stato convalidato dal GIP, con applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Si barrica in casa con un coltello e minaccia i carabinieri: arrestato a Gela un pregiudicato di 23 anni

Un 23enne con plurime vicende penali alle spalle è stato arrestato dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela per minaccia aggravata; dopo essersi barricato in casa, armato di un coltello, verosimilmente sotto l’effetto di stupefacenti – in casa i Carabinieri hanno rinvenuto diverse dosi di cocaina – a esito di serrata attività di mediazione veniva convinto ad uscire dalla propria stanza, scendendo quindi in strada ove brandiva ancora pericolosamente il coltello all’indirizzo degli operanti.

Veniva quindi immobilizzato e affidato al personale sanitario nel frattempo fatto intervenuto. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria, con applicazione di misura di sicurezza della libertà vigilata provvisoria.