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San Vito Lo Capo, undicenne tenta di accoltellare il professore in diretta su Telegram

Momenti di puro terrore in una scuola media di San Vito Lo Capo, dove uno studente di soli 11 anni ha tentato di accoltellare il proprio professore di tecnologia durante la lezione. La tragedia è stata sfiorata per un soffio: il ragazzino è stato infatti bloccato un istante prima di riuscire a ferire il docente, davanti agli occhi dei compagni di classe.
La dinamica dell’aggressione, ricostruita in queste ore, rivela un piano tanto assurdo quanto premeditato. L’alunno ha portato da casa due coltelli di piccole dimensioni e ha fatto irruzione in aula indossando un casco integrale per nascondere il volto. Non solo: prima di scagliarsi contro l’insegnante, ha posizionato il proprio smartphone per riprendere la scena, trasmettendo il tentato blitz in diretta video all’interno di un gruppo Telegram.
Fortunatamente il professore è rimasto illeso e nessuno dei presenti ha riportato ferite, ma la paura all’interno dell’istituto è stata enorme. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per avviare le indagini. Spetterà ora alla Procura per i minorenni fare luce sui motivi del folle gesto e verificare chi ci fosse dall’altra parte della chat social a seguire la diretta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Mazara del Vallo, scontro tra scuolabus e Suv: 19 feriti, due bimbi in gravi condizioni

È di 19 feriti il bilancio aggiornato del grave incidente stradale che ha coinvolto uno scuolabus e un SUV a Mazara del Vallo. Le ambulanze del 118 sono intervenute d’urgenza sul posto per soccorrere 14 bambini e cinque adulti.
La paura è stata molta, ma la maggior parte dei piccoli passeggeri è fuori pericolo: 2 bambini gravi: uno ha riportato una frattura scomposta e l’altro un trauma toracico. Entrambi sono stabili. I medici valutano il trasferimento in elisoccorso all’ospedale dei Bambini di Palermo.12 bambini lievi: hanno riportato solo escoriazioni e contusioni di lieve entità. Si trovano al pronto soccorso di Mazara del Vallo per accertamenti
Anche tra gli adulti si registrano solo ferite leggere: personale dello scuolabus: feriti in modo lieve l’autista, due professori e un genitore accompagnatore. Il conducente ha riportato lievi contusioni. Moglie e figlia sono rimaste completamente illese. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’impatto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Blitz antimafia Ianus, annullata condanna a 20 anni: torna in libertà il gelese Mirko Rapisarda

La scarcerazione è una delle conseguenze della decisione della Corte d’Appello di Caltanissetta, emessa lo scorso 7 maggio, che ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado. Il provvedimento di annullamento è scattato poiché il collegio difensivo ha insistito sull’eccezione di incompatibilità del gup. Il giudice che emise la sentenza, infatti, aveva fatto parte anche del tribunale del Riesame. L’eccezione era stata già evidenziata in primo grado, e all’epoca lo stesso giudice aveva chiesto di astenersi, ma la sua istanza venne respinta dall’allora presidente del tribunale nisseno.
La Corte d’Appello ha ora accolto l’eccezione della difesa. A seguito dell’annullamento della sentenza, per diversi imputati si sono aperte le porte del carcere a causa della decorrenza dei termini di custodia cautelare. L’indagine, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, aveva fatto luce su un vasto traffico di droga gestito tra Gela e l’Agrigentino e controllato dai clan gelesi.

Bruciò un mezzo agricolo e diede fuoco ad un operaio di Acate: condanna confermata per un niscemese

La Corte di Appello di Catania ha confermato la condanna a 8 anni di reclusione per il 54enne Concetto Cacciaguerra, 54enne di Niscemi, accusato di aver dato fuoco a un mezzo agricolo e ustionato un operaio ad Acate il 26 settembre 2024. L’imputato, che risponde di tentato omicidio, tentata estorsione e danneggiamenti, ha visto respinta la richiesta di concordato, confermando la pena di primo grado aggravata dalla misura alternativa alla detenzione in cui si trovava.

Michele Mancuso resta ai domiciliari: la Cassazione respinge il ricorso del deputato regionale


Resta ai domiciliari il deputato regionale siciliano di Forza Italia, Michele Mancuso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal suo legale, Alberto Fiore. Il politico era stato arrestato a febbraio su disposizione del Gip di Caltanissetta con l’accusa di corruzione, per aver presumibilmente ricevuto tre tangenti per un totale di 12 mila euro.
Coinvolto nell’inchiesta anche Lorenzo Tricoli, per il quale è stata confermata la detenzione in carcere. La misura cautelare nei suoi confronti è stata aggravata perché, secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe mantenuto contatti con l’esterno nonostante si trovasse precedentemente ai domiciliari.
Secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Caltanissetta, i due indagati avrebbero ottenuto dalla Regione Siciliana un finanziamento pubblico destinato alla manifestazione “Settembre nisseno”, percependo successivamente una mazzetta. L’indagine si è basata su intercettazioni telefoniche e videoriprese.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Maxi operazione antidegrado a Catania: controlli a San Berillo e San Cristoforo

La Polizia di Stato ha coordinato una vasta operazione straordinaria di controllo del territorio nei quartieri San Berillo e San Cristoforo di Catania, nell’ambito di un piano predisposto dalla Questura per contrastare degrado urbano, spaccio di droga e fenomeni diffusi di illegalità.

L’attività, diretta dalla squadra volanti e dalla squadra cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, ha coinvolto anche il personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale”, del Corpo Forestale e della Polizia Locale. Fondamentale anche il supporto tecnico delle società che gestiscono l’energia elettrica e il servizio idrico cittadino.

La prima fase dei controlli ha interessato il quartiere San Berillo, dove gli agenti hanno concentrato l’attenzione sul contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Durante le verifiche sono state sequestrate diverse dosi di droga nascoste tra i muri in pietra lavica delle stradine della zona.

In via Carro, nei pressi di alcuni cantieri per interventi di riqualificazione urbana, sono state identificate 35 persone, molte delle quali straniere. Tre soggetti, privi di documenti, sono stati accompagnati negli uffici di Polizia per ulteriori accertamenti. Uno di loro è risultato irregolare sul territorio nazionale e nei suoi confronti sono state avviate le procedure di espulsione disposte dalla Prefettura e dalla Questura etnea. Un altro straniero è stato invece raggiunto da una misura cautelare eseguita dagli agenti.

Parallelamente all’attività repressiva, è stata avviata anche un’azione di bonifica ambientale con l’intervento della società incaricata della pulizia urbana per una raccolta straordinaria dei rifiuti e il ripristino del decoro.

I controlli si sono poi spostati nel quartiere San Cristoforo, dove un servizio antidroga ha portato all’arresto di un 27enne accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nell’abitazione dell’uomo sono stati trovati hashish, marijuana e cocaina, nascosti grazie a un ingegnoso sistema scoperto però dal fiuto dei cani antidroga della Polizia di Stato. Per l’indagato vale comunque la presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai furti di energia elettrica e di acqua. Gli accertamenti tecnici effettuati insieme ai gestori delle utenze hanno consentito di individuare tre famiglie che avevano alterato gli impianti elettrici per usufruire gratuitamente della corrente e altri due casi di allacci abusivi alla rete idrica. Complessivamente cinque persone sono state denunciate.

Sul fronte della sicurezza stradale, grazie alla collaborazione della Polizia Locale, sono stati sequestrati decine di veicoli privi di assicurazione, alcuni dei quali già sottoposti a precedenti sequestri e destinati ora alla confisca.

In via Della Concordia gli agenti hanno inoltre scoperto due strutture abusive installate senza autorizzazione sul suolo pubblico e utilizzate per la vendita di fiori. Le costruzioni sono state rimosse e distrutte con l’intervento degli operai del Comune.

Nel corso dell’operazione il Corpo Forestale ha sanzionato anche due venditori ambulanti abusivi, sequestrando circa 500 chili di prodotti ortofrutticoli privi dei requisiti di tracciabilità previsti dalla normativa.

Infine, la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale ha individuato una sala giochi completamente abusiva nella zona di via Mulino a Vento, mentre i titolari di altri due esercizi commerciali sono stati multati per occupazione abusiva di suolo pubblico e installazioni non autorizzate.

Sorvegliato speciale trovato a Gela nonostante l’obbligo di soggiorno: arrestato dalla Polizia

La Polizia di Stato ha arrestato a Gela un uomo di 50 anni, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con l’accusa di avere violato le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

L’episodio si è verificato nella serata di martedì, quando una pattuglia della squadra volante ha fermato un’auto che transitava in una via del centro storico di Gela. A bordo del veicolo si trovavano due persone e, durante i controlli di routine, gli agenti hanno identificato il cinquantenne.

Dagli accertamenti effettuati attraverso il Centro elaborazione dati del Ministero dell’Interno è emerso che l’uomo, già gravato da precedenti penali, era sottoposto a sorveglianza speciale con provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta. Tra le prescrizioni previste dal provvedimento vi era anche l’obbligo di soggiorno nel comune di Piazza Armerina.

La presenza dell’uomo a Gela ha quindi determinato la contestazione della violazione delle disposizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Il cinquantenne è stato accompagnato negli uffici del Commissariato di Polizia dove, al termine delle formalità di rito e su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Gela, è stato posto agli arresti domiciliari.

Gela, incidente stradale oggi pomeriggio in via Venezia: traffico in tilt per diverse ore

Un incidente stradale si è verificato questo pomeriggio a Gela, lungo la trafficata via Venezia. L’impatto
ha immediatamente provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione viaria. Il traffico nella zona è rimasto bloccato per ore, con lunghe code di automobilisti.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente le forze dell’ordine per effettuare i rilievi di rito. Da accertare le cause dell’incidente

Furto all’aeroporto di Catania ai controlli di sicurezza: identificato e denunciato un 60enne

È stato individuato dalla Polizia di Stato il 60enne ritenuto responsabile di un furto avvenuto nei giorni scorsi all’interno dell’aeroporto, ai danni di un passeggero in coda con lui ai controlli di sicurezza nel Terminal C.

Secondo quanto ricostruito, la vittima aveva riposto il portafoglio nell’apposito contenitore utilizzato per i controlli prima dell’imbarco. Dopo aver superato le verifiche, si sarebbe accorto della scomparsa del portafoglio contenente documenti e circa 100 euro, chiedendo immediatamente l’intervento della Polizia di Frontiera.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno raccolto la denuncia e avviato le indagini, analizzando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza presente nello scalo. Dalla visione dei filmati è stato possibile ricostruire le fasi del furto.

Secondo gli investigatori, il 60enne avrebbe approfittato del momento dei controlli per sottrarre il portafoglio da un contenitore vicino a quello in cui aveva riposto i propri effetti personali, per poi dirigersi verso il gate e imbarcarsi su un volo diretto a Verona.

Le successive verifiche, condotte anche attraverso il software di tracciamento dei gate e lettura delle carte d’imbarco, hanno permesso di identificare con precisione l’uomo.

Raggiunto dalla Polizia di Frontiera, il 60enne è stato accompagnato negli uffici dello scalo e denunciato all’autorità giudiziaria per furto.

Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Gela, scaricava rifiuti nell’azienda a ridosso del Biviere: a giudizio una donna di 77anni

Rischia una sanzione amministrativa tra i 1000 ed i 3000 euro un donna di 77 anni, responsabile dell’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti nei pressi della Riserva Naturale del Lago Biviere. Il Gip del tribunale di Gela ha già fissato l’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Gela.

Il Comune di Gela è parte offesa. La donna in questione è stata sorpresa, il 20 novembre del 2025, mentre abbandonava e depositava rifiuti non pericolosi sul suolo della sua azienda agricola accanto alla Riserva del Biviere. La Capitaneria di Porto svolse accertamenti sui luoghi con contestuale sequestro preventivo.

Ricordiamo che l’art. 255 del D.Lgs. 152/2006, l’ abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti urbani “accanto ai contenitori”, introducendo:

  • una sanzione amministrativa da 1.000 a 3.000 euro (pagamento in misura ridotta € 1.000,00);

  • una sanzione accessoria (fermo del veicolo);

  • la possibilità di accertamento tramite videosorveglianza (comma 1-ter).

Il Comune mantiene la linea dura, come conferma il sindaco di Gela, Terenziano di Stefano. .

“Non possiamo tollerare comportamenti che mettono a rischio il territorio ed il nostro patrimonio ambientale e aree di pregio naturalistico come il Biviere. Continueremo ad agire con fermezza, intensificando controlli e attività di prevenzione, perché il rispetto dell’ambiente è un dovere civico verso l’intera comunità”.