Passa al contenuto principale

Controlli straordinari tra Gela e Niscemi: sequestrata droga e segnalate otto persone

Nel quadro delle iniziative volte a garantire maggiore sicurezza pubblica e presidio delle aree ove in questo periodo si registra il maggior afflusso di persone, su specifico impulso da parte del Prefetto Licia Donatella Messina, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta ha predisposto un servizio straordinario di controllo nei comuni di Gela e Niscemi. L’attività, condotta dai militari del Reparto Territoriale di Gela, ha interessato le principali vie cittadine, consentendo di identificare 55 persone e controllare 35 veicoli, con esiti particolarmente rilevanti sul piano operativo.

Al termine del servizio, sei persone sono state denunciate in stato di libertà.

In particolare: due giovani di Gela, rispettivamente di 27 e 20 anni, sono stati deferiti per porto abusivo di armi, poiché trovati in possesso di due coltelli a serramanico della lunghezza complessiva di 28 e 22 centimetri, nonché di una frusta flessibile a forma elicoidale (cosiddetto “nervo di bue”) lunga 70 centimetri.

Nel medesimo contesto:

– un 39enne pregiudicato di Niscemi è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, poiché trovato in possesso di 18 grammi di marijuana e 3 grammi di hashish. Una successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire ulteriori 27 grammi della medesima sostanza stupefacente;

– un 63enne di Niscemi è stato denunciato per omessa custodia di armi, poiché a seguito di una perquisizione è stato rinvenuto un fucile da caccia custodito senza alcuna cautela in un luogo diverso da quello regolarmente denunciato;

– un 41enne di Niscemi è stato deferito per detenzione abusiva di munizioni, in quanto presso la propria abitazione sono state rinvenute 29 cartucce calibro 12 detenute illegalmente;

– un 53enne di Gela è stato denunciato per ricettazione, poiché sorpreso a bordo della propria autovettura con circa 330 chilogrammi di uva da tavola, di cui non è stato in grado di giustificare la provenienza.

Nel corso del servizio, otto persone sono state inoltre segnalate alla Prefettura di Caltanissetta per uso personale di sostanze stupefacenti.

L’attività dei Carabinieri proseguirà anche nei prossimi giorni con ulteriori controlli in diversi Comuni della Provincia, finalizzati a garantire la sicurezza dei cittadini e a prevenire fenomeni di illegalità diffusa.

Si precisa che i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva.

Avola, droga e minacce: puntavano pistole in faccia a chi non pagava. Undici arresti

AVOLA (Siracusa) – Scene da film, ma purtroppo reali: in un video finito agli atti dell’inchiesta si vedono alcuni pusher puntare pistole in faccia a chi non saldava i debiti di droga. È uno degli episodi più inquietanti emersi nel corso dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato, che ha smantellato una banda dedita allo spaccio nel territorio di Avola.

Il blitz, coordinato dalla Procura di Siracusa, ha portato all’esecuzione di tredici misure cautelari: sette persone sono state trasferite in carcere, quattro poste ai domiciliari, mentre per altre due è stato disposto l’obbligo di firma e di dimora.

Le indagini, avviate nel 2024, sono partite dall’arresto di un avolese di 56 anni, individuato come il capo del gruppo criminale. Secondo gli investigatori, l’uomo esercitava un controllo capillare sul mercato locale della droga, imponendo la propria autorità anche su altre bande della zona.

La base operativa dello spaccio era un’abitazione situata nei pressi del centro storico di Avola, dove l’attività illecita proseguiva senza sosta, giorno e notte. L’organizzazione, ben radicata e sostenuta dalle cosche egemoni del territorio, garantiva la distribuzione di cocaina, hashish e crack.

Durante le perquisizioni, gli agenti hanno sequestrato armi e munizioni. Le pistole venivano utilizzate per intimidire chi accumulava debiti o per esercitare pressioni e ricatti, minacciando di rivelare la dipendenza dalle sostanze stupefacenti a familiari o datori di lavoro.

L’operazione ha inflitto un duro colpo al traffico di droga nella zona sud del Siracusano, consentendo di disarticolare una rete criminale radicata e violenta.

Catania, furto alla Plaia: ladro filmato da una dash cam e arrestato dopo inseguimento

CATANIA – È finito in manette un 39enne catanese, autore di un furto di zaini e borse ai danni di un turista polacco parcheggiato lungo viale Kennedy, nei pressi della Plaia. L’uomo è stato identificato grazie alle immagini registrate dalla dash cam di un’auto vicina, che hanno immortalato il volto del ladro e la targa del veicolo utilizzato per la fuga.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il turista aveva lasciato i propri effetti personali in auto prima di trascorrere la giornata al mare. Al ritorno, dopo pranzo, ha scoperto il furto e ha subito allertato le forze dell’ordine. La rapidità dell’intervento e la visione delle registrazioni video hanno consentito agli agenti di individuare l’autore del reato.

La macchina sospetta è stata rintracciata in via Plebiscito. Alla vista della polizia, il conducente ha compiuto una manovra pericolosa tamponando l’auto di servizio, per poi tentare la fuga tra le vie di San Cristoforo. È scattato un inseguimento che si è concluso con il fermo dei due uomini a bordo del veicolo, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali.

Grazie alle immagini della dash cam, il 39enne ha indicato agli agenti il punto in cui aveva nascosto la refurtiva nella zona industriale: zaini e borse sono stati così restituiti al legittimo proprietario. Entrambi i pregiudicati sono stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio sottolinea l’importanza della tecnologia a supporto delle indagini e la rapidità d’intervento della polizia nel contrasto ai furti nelle aree pubbliche di Catania.

 

Il video è disponibile sui canai social di “EDA COMMUNICATION” (Facebook, Instagram, Tik Tok e Youtube)

Estorce denaro con la promessa di un lavoro, denunciato

I poliziotti del commissariato di Borgo-Ognina a Catania hanno individuato e denunciato per truffa un uomo ritenuto responsabile di aver estorto denaro a un giovane disoccupato in cambio della promessa di un lavoro.

L’uomo, approfittando della necessità del giovane di trovare un lavoro stabile, si era finto un reclutatore di una società di vigilanza e gli aveva offerto un’occupazione come vigilantes addetto al controllo antitaccheggio in alcuni negozi di abbigliamento della città, con uno stipendio mensile di 1.200 euro.

Il falso reclutatore avrebbe assicurato al giovane un’assunzione immediata e a tempo indeterminato ma, per curare le procedure e ottenere in tempi brevi le abilitazioni necessarie all’esercizio dell’attività di vigilantes e l’acquisto della divisa da lavoro, sarebbe stata necessaria la somma di 834 euro da versare tramite bonifico bancario.

La giovane vittima dopo alcuni giorni dal versamento del denaro, senza essere riuscito più a contattare l’uomo resosi irreperibile, si è rivolto direttamente alla società di vigilanza che, all’oscuro di tutto, ha spiegato alla vittima di non aver avviato alcuna procedura di assunzione.

A quel punto il ragazzo per denunciare il fatto si è rivolto ai poliziotti del commissariato catanese, che attraverso l’analisi del traffico telefonico e bancario, hanno individuato l’uomo che è stato denunciato per il reato di truffa.

Grammichele: uomo in escandescenza fermato dai Carabinieri con l’uso dell’arma a impulsi elettrici

Notte movimentata a Grammichele, dove i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia locale sono intervenuti per placare un uomo in forte stato di agitazione.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo – un cittadino straniero residente in città, già noto alle forze dell’ordine e affetto da disturbi psichiatrici – avrebbe dato in escandescenza nei pressi delle giostre “Bambinopoli” in piazza Dante, importunando alcune famiglie presenti. Sotto l’effetto dell’alcol, avrebbe attirato l’attenzione dei presenti e sarebbe stato aggredito da ignoti, riportando una lieve ferita alla testa.

Dopo l’allontanamento dal luogo, l’uomo è stato rintracciato dai Carabinieri nei pressi della propria abitazione. Alla vista del personale del 118 e dei militari intervenuti, avrebbe nuovamente manifestato un comportamento violento e minaccioso, scagliandosi contro di loro e tentando di colpirli con oggetti contundenti.

Per immobilizzarlo, dopo una breve colluttazione, i militari hanno fatto ricorso all’uso dell’arma a impulsi elettrici in dotazione, i cui dardi hanno raggiunto l’uomo all’addome, consentendo di contenerne la furia.

L’interessato è stato poi affidato alle cure del personale sanitario e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Caltagirone, dove è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria.

L’Autorità Giudiziaria è stata informata dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, che procedono per le verifiche di rito.

Formentera, scarcerato il gelese Ivan Sauna: l’autopsia esclude la morte violenta di Luisa Asteggiano

La Guardia Civil di Formentera ha escluso l’ipotesi di morte violenta per Luisa Asteggiano, 45 anni, originaria di Bra (Cuneo), trovata senza vita domenica nella sua abitazione a Es Pujols. Lo riferisce La Voz de Ibiza, citando gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo della donna. Le autorità precisano di essere in attesa di ulteriori accertamenti per determinare con precisione le cause del decesso della cittadina italiana, che viveva sull’isola da circa dieci anni.

 

Il compagno della vittima, l’italiano Ivan Sauna, 51 anni, inizialmente sospettato di violenza di genere, è stato condotto questa mattina al Tribunale di Ibiza per essere ascoltato nell’udienza di convalida, durante la quale ha ribadito la propria innocenza. Alla luce del referto autoptico, che ha escluso segni di violenza, il giudice ha disposto la scarcerazione di Sauna. Lo ha reso noto il suo avvocato, Michele Tortici, citato dai media spagnoli, tra cui il Diario de Ibiza. Secondo il legale, la donna sarebbe morta per cause naturali. Dopo l’interrogatorio, per Sauna è stata quindi disposta la libertà.

La donna uccisa a Gela dal suo convivente, il procuratore: “E’ stata uccisa a mani nude”

«L’ha aggredita brutalmente, nella loro abitazione di via Amendola, e uccisa a mani nude». Così il procuratore capo di Gela  Salvatore Vella, in conferenza stampa, ha ricostruito i particolari di quello che ha definito «un efferato femminicidio», con l’uccisione della sessantaquattrenne Veronica Abaza da parte del convivente quarantenne Lucian Stan, arrestato e attualmente detenuto in carcere.

«L’indagato è un uomo violento e la sua condotta andava avanti da anni – hanno riferito i pm e i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta – la vittima però non aveva mai denunciato».

Stan avrebbe cercato di modificare la scena del crimine, «eliminando le macchie di sangue». «Ha cercato di minacciare diversi connazionali che vivono in città e conoscevano la situazione nel rapporto con la donna. La comunità romena però ha collaborato, aiutandoci», è stato aggiunto in conferenza stampa.

Anche nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il quarantenne avrebbe fornito una versione legata a un presunto incidente domestico, dovuto all’assunzione di alcool da  parte della donna. Aspetti che non hanno convinto fin dall’inizio gli investigatori, inducendoli a effettuare l’autopsia sul corpo  della vittima, dalla quale sono emersi  elementi che hanno fatto scattare l’arresto e l’accusa di omicidio. Sono circa 150 i procedimenti attivati dalla procura gelese, nel 2025, per
ipotesi di reato di stalking e minacce a danno di donne.

Niscemi, irregolarità riscontrate presso un’officina meccanica: la Polizia di Stato sanziona il titolare

La Polizia di Stato, nell’ambito di mirate attività di prevenzione e contrasto alle violazioni in materia amministrativa e di sicurezza stradale, ha effettuato controlli ed ispezioni presso alcune officine meccaniche della provincia al fine di garantire il rispetto delle normative a tutela della sicurezza stradale dei cittadini, assicurando una leale concorrenza commerciale.

Nel corso di detti controlli, agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Gela, unitamente a quelli del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Niscemi, hanno accertato numerose irregolarità e violazioni di legge in un’officina di Niscemi.

In particolare, è stato rilevato che il titolare svolgeva attività di rivendita di ricambi usati in assenza delle prescritte autorizzazioni e in violazione della normativa di settore, nonché la mancanza del registro obbligatorio per la tracciabilità dei pezzi di ricambio.

Inoltre, i registri relativi alla gestione dei rifiuti speciali risultavano tenuti in maniera difforme rispetto alle disposizioni vigenti.

L’attività di controllo ha portato alla contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 20mila euro e all’esecuzione di 13 sequestri amministrativi riguardanti veicoli posseduti a vario titolo dal titolare dell’officina.

I controlli e le verifiche proseguiranno, al fine di garantire il rispetto della normativa vigente.

Rumena di 64 anni uccisa a Gela: arrestato un connazionale di 40 anni

È accusato dell’omicidio della romena Veronica Abaza, 64 anni, avvenuto a Gela lo scorso 17 settembre un quarantenne romeno arrestato dai carabinieri. Si tratta di un bracciante agricolo, che vive nella cittadina.  Sembra che i due convivessero. La scorsa settimana, il quarantenne è stato sentito nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Avrebbe fornito una propria versione dei fatti. L’uomo è detenuto in carcere. Sono stati condotti rilievi autoptici sul cadavere della donna.

Il procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella, domani (martedì 7 ottobre), illustrerà i dettagli dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato.

Mazzarrone: due gelesi arrestati per il furto di 380 kg di uva da tavola

Mazzarrone (CT) – I carabinieri di Mazzarrone hanno arrestato due uomini di Gela, sorpresi mentre trasportavano 380 chilogrammi di uva da tavola rubata in contrada Bongiovanni. L’episodio è avvenuto durante un normale controllo di pattuglia, quando il conducente dell’auto intercettata ha improvvisamente accelerato alla vista dei militari, insospettendoli.

La pattuglia ha quindi invertito la marcia e dato inizio a un breve inseguimento, coordinandosi con i colleghi della compagnia di Caltagirone, che hanno raggiunto rapidamente la zona. L’auto è stata bloccata e i due occupanti identificati: si tratta di un 51enne e un 54enne, entrambi disoccupati, residenti a Gela e già noti alle forze dell’ordine per precedenti giudiziari.

Nel corso della perquisizione del veicolo, i militari hanno rinvenuto nel bagagliaio circa 380 chilogrammi di uva da tavola delle varietà Vittoria e Millennium. Gli accertamenti successivi hanno permesso di individuare il legittimo proprietario della frutta: un 75enne residente a Mazzarrone, proprietario di un vigneto nella stessa contrada Bongiovanni. L’uva è stata restituita al proprietario, mentre i due gelesi sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato.

Secondo i carabinieri, i prodotti agricoli sottratti illegalmente vengono spesso immessi sul mercato in modo irregolare, ad esempio venduti direttamente per strada senza alcuna tracciabilità o controllo sanitario. Ciò non solo costituisce un rischio per la salute dei consumatori, ma rappresenta anche un danno economico significativo per i produttori onesti.

Incendio e furto al circolo “Eschilo Tennis” di Macchitella: danni alla club house

Gela (CL) – Un grave episodio si è verificato nella notte tra domenica e lunedì, tra le ore 3:00 e le 4:00 del mattino, presso il circolo sportivo “Eschilo Tennis” di Macchitella. Un incendio ha danneggiato la club house della struttura, dopo che un malvivente si era introdotto all’interno per compiere un furto.

Secondo una prima ricostruzione, il malvivente avrebbe forzato l’ingresso e trafugato un televisore di grandi dimensioni. Successivamente avrebbe rovistato nei cassetti alla ricerca di denaro e danneggiato l’intero impianto di videosorveglianza, compromettendo sia le telecamere sia il registratore delle immagini.

Dopo aver compiuto il furto, l’uomo avrebbe appiccato il fuoco ai locali della club house, provocando danni agli arredi e alle attrezzature. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme, e la polizia di Stato.

Il professore Salvatore Giudice, presidente del circolo Eschilo Tennis, che ha dichiarato ai nostri microfoni: «Molto probabilmente, per non dire quasi sicuramente, si tratta dell’opera di un balordo locale, non nuovo ad azioni del genere, soprattutto ai danni di attività operanti nella zona di Macchitella».

Aggiungendo un’ulteriore riflessione sulla sicurezza della città, il presidente ha affermato: «La nostra città presenta una caratteristica ben precisa: ad esercitare la maggior parte di queste attività di delinquenza comune non sono gli immigrati, ma gente del luogo, e questo rende più difficile e più complicata la vita nella nostra città. Di questa difficile situazione dovremmo tenerne conto tutti quanti, ognuno con il proprio ruolo chiamato a svolgere. La sicurezza dei cittadini è un problema che non può essere trascurato».

Intanto, la comunità sportiva gelese esprime solidarietà al circolo “Eschilo Tennis”, punto di riferimento per tanti appassionati della zona.

Paura a Gela vicino a villa Peretti: due auto coinvolte in un incidente

Momenti di paura poco fa a Gela, nei pressi di villa Peretti, dove due auto, un’Alfa Romeo e una Mercedes, sono rimaste coinvolte in un incidente stradale.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e la polizia, che hanno messo in sicurezza i veicoli, regolato il traffico e avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Non sono ancora note le condizioni dei conducenti, ma dalle prime informazioni non sembrano esserci feriti gravi. La circolazione ha subito rallentamenti per tutta la durata delle operazioni di soccorso.