Sette poliziotti aggrediti a Gela durante un sequestro di rifiuti: arrestati due fratelli
Controlli straordinari della Polizia tra Pedara e Trecastagni: multe per quasi 5.000 euro e decurtati 15 punti patente
Un’ampia operazione di controllo straordinario del territorio è stata condotta nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato nei comuni di Pedara e Trecastagni, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla criminalità e all’illegalità diffusa disposte dalla Questura di Catania.
L’intervento è stato coordinato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale e ha visto il coinvolgimento degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale”, in collaborazione con la Polizia Locale dei due comuni interessati.
I controlli si sono concentrati sia nelle aree centrali e più frequentate sia nelle zone periferiche, con l’obiettivo di prevenire reati predatori e garantire una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio. Lungo le principali arterie stradali sono stati istituiti numerosi posti di controllo, sia fissi che dinamici, soprattutto nei punti di maggiore traffico e nelle principali vie di accesso ai centri abitati.
Nel corso dell’operazione sono state identificate 142 persone e controllati 87 veicoli tra auto e motocicli. Le verifiche hanno fatto emergere diverse violazioni al Codice della Strada, con sanzioni complessive per quasi 5.000 euro e la decurtazione di 15 punti patente.
In particolare, nove automobilisti sono stati sorpresi alla guida di veicoli privi di revisione periodica, con conseguente sospensione dalla circolazione dei mezzi. Tre conducenti sono risultati senza copertura assicurativa obbligatoria, con il sequestro dei veicoli. Ulteriori sanzioni sono state elevate per due patenti scadute e per la mancata esibizione della carta di circolazione.
Durante i controlli, inoltre, alcuni giovani sono stati fermati mentre viaggiavano in scooter senza indossare il casco protettivo.
L’attività ha riguardato anche gli esercizi commerciali della zona, dove gli agenti hanno identificato gli avventori per verificare l’eventuale presenza di soggetti con precedenti penali di particolare allarme sociale.
Ulteriori servizi di controllo straordinario sono già stati programmati nei prossimi giorni in altri comuni del comprensorio acese.
Licata, tema choc a scuola: “Papà picchia la mamma”, arrestato un uomo di 30 anni
Un tema scolastico si è trasformato in una denuncia drammatica, portando all’arresto di un uomo di 30 anni accusato di maltrattamenti in famiglia. È accaduto a Licata, dove una studentessa di 12 anni, durante un compito assegnato dal professore, ha scritto parole che hanno immediatamente allarmato gli adulti: “Sto male, perché papà picchia la mamma”.
Il docente, dopo aver letto il testo, ha prontamente informato il dirigente scolastico e insieme hanno deciso di segnalare il caso ai carabinieri. Le forze dell’ordine hanno quindi convocato la madre della ragazza in caserma, dove la donna avrebbe confermato quanto raccontato dalla figlia.
In un primo momento, l’autorità giudiziaria ha disposto per l’uomo l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie e dalla figlia. Successivamente, il trentenne è stato arrestato e condotto in carcere, per poi essere posto agli arresti domiciliari dopo alcuni giorni.
Madre e figlia sono state ascoltate in modalità protetta davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, su richiesta del pubblico ministero. Durante l’incidente probatorio, entrambe avrebbero confermato le accuse, rafforzando il quadro a carico dell’uomo.
La vicenda evidenzia ancora una volta il ruolo fondamentale della scuola come presidio di ascolto e tutela, capace di intercettare segnali di disagio e attivare tempestivamente i percorsi di protezione per le vittime di violenza domestica.
Droga in casa a Menfi, arrestati due 27enni: sequestrate cocaina, hashish e contanti
A Menfi, due giovani di 27 anni sono stati arrestati in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione locale, con il supporto di un’unità cinofila antidroga del Nucleo Carabinieri di Palermo Villagrazia. I due sono ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scaturita da una precedente attività investigativa condotta dai militari, che ha portato all’emissione di un decreto di perquisizione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca nei confronti di uno degli indagati. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto oltre 140 grammi di cocaina, circa 222 grammi di hashish suddivisi in panetti e dosi, quasi 6 grammi di marijuana già confezionata, circa 7 grammi di wax, oltre a un bilancino di precisione e 3.410 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Successivamente, i militari hanno esteso i controlli anche alla seconda persona presente nell’abitazione. A seguito della perquisizione personale e domiciliare, sono stati trovati ulteriori 6,6 grammi di cocaina, un panetto di hashish da circa 50 grammi, strumenti per il confezionamento e 1.245 euro in contanti, anch’essi considerati riconducibili allo spaccio.
Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Sciacca, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’operazione, sottolineano dal Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento, conferma l’impegno costante dell’Arma nel contrasto al traffico di stupefacenti, un fenomeno che incide sulla sicurezza del territorio e sulla tutela della salute pubblica.
Resta ferma, in ogni caso, la presunzione di innocenza: la posizione degli indagati sarà valutata nel corso del successivo iter giudiziario.
Frana di Niscemi, i nomi dei tredici indagati: tra loro governatori e capi della Protezione Civile
Gli indagati, per la frana che ha sconvolto il comune nisseno di Niscemi, sono gli ultimi 4 presidenti Regione, Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, gli ex capi della Protezione civile regionale Pietro Lo Monaco, Calogero Foti e l’attuale Salvo Cocina, il direttore regionale Vincenzo Falgares, il direttore regionali Salvo Lizzio, e Maurizio Croce, Sergio Tumminello, Giacomo Gargano e la responsabile dell’Ati, Sebastiana Coniglio, che doveva eseguire le opere di mitigazione del rischio comportato dalla frana.
Voleva “farla finita” e impiccarsi: polizia e carabinieri salvano un sessantenne a Catania
Gela, incendio nel giardino dell’assessore Di Dio: indagini in corso
Nelle ultime ore a Gela si è verificato un incendio che ha interessato l’area esterna dell’abitazione dell’assessore ai Lavori pubblici Luigi Di Dio. Le fiamme hanno danneggiato il giardino e alcune strutture presenti all’esterno, senza però raggiungere gli ambienti interni dell’immobile. Non si registrano feriti.
Secondo le prime ipotesi investigative, l’origine del rogo sarebbe di natura dolosa. Il tempestivo intervento dei soccorsi ha evitato conseguenze più gravi e ha impedito che l’incendio si propagasse ulteriormente.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità.
L’episodio si inserisce probabilmente in un contesto di tensione che nelle ultime settimane ha interessato la stessa zona. In relazione all’incendio, gli investigatori stanno valutando eventuali collegamenti con quei precedenti episodi.
Alcune informazioni raccolte nel corso delle indagini indicherebbero possibili elementi utili all’identificazione dei responsabili, ma al momento non vi sono conferme ufficiali e le verifiche sono ancora in corso.
Le autorità continuano a lavorare per chiarire ogni aspetto della vicenda.









