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Licata, piazza Regolo: le gelaterie chiedono confronto al Comune. ” Si alla riqualificazione, no al divieto di suolo pubblico”

Le due gelaterie di Piazza Attilio Regolo intervengono sul progetto di riqualificazione promosso dal Comune, esprimendo pieno sostegno agli interventi di miglioramento urbano ma anche forte preoccupazione per il divieto di occupazione del suolo pubblico previsto nell’area.

In una nota diffusa , i titolari delle attività spiegano di essere “convintamente favorevoli alla riqualificazione di Piazza Attilio Regolo”, sottolineando come opere di abbellimento e valorizzazione del territorio debbano essere “incoraggiate e applaudite”. Tuttavia, gli esercenti definiscono “stonata” la direttiva che impedirebbe l’installazione di tavoli e sedie all’esterno dei locali.

Secondo i gestori, la misura rischierebbe di compromettere seriamente la sopravvivenza delle attività commerciali presenti nella piazza, con possibili conseguenze anche sui livelli occupazionali. “Crediamo ancora che ci possa essere una concertazione con l’amministrazione – scrivono – al fine di salvaguardare le attività commerciali esistenti senza pregiudicare i posti di lavoro garantiti”.

Le gelaterie lamentano inoltre l’utilizzo di “due pesi e due misure nello stesso spazio urbano” e chiedono al Comune la possibilità di continuare temporaneamente a utilizzare il suolo pubblico fino all’avvio dei lavori di riqualificazione, attraverso il pagamento di una concessione regolare.

Gli esercenti ribadiscono la disponibilità a un confronto con Palazzo di Città per trovare una soluzione condivisa che concili le esigenze della riqualificazione urbana con quelle delle attività economiche della zona. “Auspichiamo un dialogo costruttivo – concludono – che possa portare a un ragionevole finale di questa situazione, consentendoci nel frattempo di offrire un servizio completo alla comunità nel pieno rispetto della legalità”.

 

Ravanusa riparte dopo la tragedia, 24 milioni per rigenerare l’area dello scoppio del 2021

 

Un investimento da 24 milioni di euro per restituire nuova vita alla zona devastata dall’esplosione dell’11 dicembre 2021, che causò la morte di nove persone e segnò profondamente la comunità di Ravanusa. È il piano di rigenerazione urbana presentato dalla Regione Siciliana insieme al Comune agrigentino, articolato in tre grandi interventi che puntano a coniugare memoria, ricostruzione e rilancio sociale.

A illustrare il progetto è stato il presidente della Regione Renato Schifani, che ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di «restituire ai cittadini un’area con un volto nuovo», trasformando il luogo della tragedia in uno spazio di memoria e di aggregazione.

«Sarà realizzato un parco urbano dedicato alle nove vittime — ha dichiarato Schifani — insieme a nuovi alloggi destinati alle famiglie colpite e alla riqualificazione di importanti spazi pubblici». Il governatore ha inoltre ribadito l’impegno della Regione verso i territori più fragili, richiamando l’esperienza già avviata a Niscemi.

Un parco urbano al posto delle macerie

Il primo lotto del progetto riguarda direttamente l’area dello scoppio, compresa tra via della Pace, via delle Scuole, via Galilei e via Ciceruacchio. Trattandosi di una zona classificata a rischio idrogeologico R4, non sarà possibile ricostruire gli edifici originari.

Per questo motivo il piano prevede l’acquisizione delle aree, la demolizione dei fabbricati pericolanti e la completa bonifica del sito, dove sorgerà un “Parco Urbano alla Memoria”. Il nuovo spazio pubblico unirà elementi commemorativi e funzioni sociali: percorsi simbolici, quinte murarie evocative, una fontana artistica e aree dedicate al ricordo della tragedia convivranno con spazi verdi, aree fitness, giochi inclusivi, dog area, parcheggi con colonnine elettriche e un chiosco.

Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale, all’accessibilità universale e all’inserimento paesaggistico.

Nuove case per le famiglie colpite

Il secondo lotto prevede la realizzazione di nuovi alloggi attraverso il recupero e la rigenerazione di immobili degradati nel centro cittadino, tra la Chiesa Santa Croce, piazza XXV Aprile, piazza Minghetti e la Chiesa di San Michele.

Non potendo ricostruire nell’area dello scoppio, il Comune ha individuato edifici da acquisire e recuperare, anche tramite espropri. Gli interventi comprenderanno demolizioni e ricostruzioni di abitazioni moderne e a basso impatto ambientale, nel rispetto del piano regolatore e del piano particolareggiato del centro storico.

Oltre alle nuove abitazioni, il progetto mira alla riqualificazione di un intero comparto urbano, con il recupero di edifici storici e la valorizzazione degli spazi pubblici attraverso verde e arredo urbano. Previsto anche il recupero di un immobile storico da destinare ad attività culturali ed espositive.

Rinasce il Cine Teatro Trento

Il terzo lotto interesserà il Cine Teatro Trento, storico edificio costruito tra gli anni Cinquanta e Sessanta oggi in forte stato di degrado. Il progetto comprende opere di bonifica, consolidamento strutturale, rifacimento delle coperture e sostituzione degli impianti.

Gli spazi interni saranno completamente riqualificati con nuovi arredi, sistemi audio-video, rivestimenti fonoassorbenti e attrezzature sceniche, restituendo alla città un luogo dedicato alla cultura, agli spettacoli e agli eventi sociali.

Fondi FSC e lavori entro il 2028

Le risorse arriveranno dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. L’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha spiegato che l’avviso è stato pubblicato lo scorso anno e che l’intero finanziamento sarà destinato a interventi capaci di incidere profondamente sulla qualità urbana e sulla vivibilità del centro cittadino.

«L’obiettivo — ha detto Aricò — è favorire anche la partecipazione delle piccole e medie imprese e completare gli interventi entro il 31 dicembre 2028».

Il progetto rappresenta così non solo una risposta concreta alla tragedia del 2021, ma anche un’occasione di rinascita urbana e civile per l’intera comunità di Ravanusa.

 

 

 
 

Furto con spaccata fallisce, il sindaco di Gela: “Lo Stato c’è. Individuato e arrestato il responsabile”

Ciclone Harry e frana di Niscemi, Schifani: “Accolte gran parte delle richieste delle imprese per il nuovo avviso”

 
 
La Regione Siciliana ha accolto gran parte delle richieste di modifica, avanzate dagli operatori economici, della nuova misura di sostegno alle imprese colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, senza necessità di cambiare l’avviso già pubblicato. Attraverso chiarimenti applicativi e semplificazioni procedurali, sarà così più rapido e facile accedere alle agevolazioni del Fondo Sicilia, gestito da Irfis, attraverso la piattaforma per la presentazione delle domande che sarà aperta a breve.
 
«Abbiamo ascoltato il territorio e reso la misura ancora più aderente alle esigenze delle aziende danneggiate – dice il presidente della Regione Renato Schifani – Dopo i primi 15 milioni per l’emergenza, entriamo nella fase della ripartenza con ulteriori 18 milioni e finanziamenti fino a 400 mila euro».
 
Saranno ammesse le spese sostenute dopo l’evento calamitoso anche se antecedenti alla domanda, purché finalizzate alla ripresa dell’attività; prevista, inoltre, la possibilità di rendicontazione finale unica per gli interventi già conclusi e maggiore flessibilità nella gestione dei Sal. Semplificato l’iter istruttorio, con tempi rapidi da parte di Irfis, mentre il merito creditizio sarà valutato in chiave prospettica, considerando la capacità di rilancio dell’impresa. Ammesse anche spese tecniche fino al 4 per cento dell’investimento.
 
La misura copre fino al 100 per cento degli investimenti: 60 per cento finanziamento a tasso zero e 40 per cento contributo a fondo perduto.

Acqua, lavori sulla condotta idrica a Mazzarino: riprogrammata la distribuzione

Caltaqua informa gli utenti del Comune di Mazzarino che, a causa di un guasto lungo la condotta di adduzione delle fonti proprie a servizio del centro abitato, si rende necessario un intervento di sostituzione di un tratto di rete.

Per consentire l’esecuzione dei lavori, la distribuzione idrica nelle zone servite dal serbatoio “Leonardo Da Vinci” sarà riprogrammata secondo il seguente calendario:

  • 10 maggio 2026: zone Fondaco Vecchio e Fasellari
  • 11 maggio 2026: zone Santa Lucia e Immacolata
  • 12 maggio 2026: zona Roma

Resta invariata la distribuzione nelle zone servite dal serbatoio “Mercadante”.

Caltaqua si scusa per i disagi arrecati all’utenza e assicura che i lavori saranno eseguiti nel più breve tempo possibile al fine di ripristinare la regolare distribuzione idrica.

In fiamme lo “Street Food da Raul”, Caltagirone non si piega e scatta una gara di solidarietà

“Aiutami a sparire come cenere”, cantava Lazza sotto i riflettori di Sanremo, raccontando quella voglia di annullarsi per poi ricostruirsi. Ma tra le strade della zona nuova di Caltagirone, nella notte tra il 6 e il 7 maggio, quel verso ha smesso di essere una metafora artistica per trasformarsi in un crudo incubo di cronaca. Il bagliore delle fiamme ha squarciato il silenzio, riducendo sette anni di fatiche, investimenti e speranze della famiglia di Raul a un cumulo di polvere e lamiere contorte.  Lo “Street Food da Raul”, punto di riferimento della movida gastronomica locale, è stato colpito per la seconda volta in soli cinque mesi. Un accanimento che trasforma l’evento da singolo atto vandalico a un segnale inquietante inviato all’intero tessuto commerciale caltagironese. Il rogo ha divorato il camioncino attrezzato per la vendita di panini e bibite, lo strumento di sussistenza di un intero nucleo familiare. Sul posto, i Vigili del Fuoco hanno lavorato ore per domare le fiamme ed evitare che il rogo si propagasse, mentre i Carabinieri della Compagnia locale hanno immediatamente avviato i rilievi scientifici e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. L’attentato a Raul non è un fulmine a ciel sereno. L’episodio si inserisce in una preoccupante sequenza di eventi, ultimo dei quali il rogo che ha colpito l’Atlantic City. Sebbene le dichiarazioni ufficiali dei titolari colpiti finora abbiano escluso richieste estorsive dirette, la frequenza e le modalità di questi attacchi sollevano interrogativi urgenti sulla sicurezza pubblica. La comunità si chiede: si tratta di una “strategia della tensione” o di una criminalità che sta provando a ridisegnare i propri confini? La politica locale e le associazioni di categoria iniziano a invocare un presidio più serrato del territorio, mentre la Procura cerca di unire i puntini di un disegno che appare sempre meno frammentario. Tuttavia, se chi ha appiccato l’incendio sperava di veder sparire Raul “come cenere” nel nulla dell’indifferenza, ha commesso un errore di calcolo. La reazione della cittadinanza è stata un boato collettivo di sdegno. In poche ore, il tam-tam sui social ha trasformato la rabbia in un progetto concreto di ricostruzione. È stata lanciata una campagna di crowdfunding che sta mobilitando centinaia di cittadini, piccoli imprenditori e giovani. “Donare per dire No” questa è la posizione di una comunità che rifiuta la logica della prepotenza. Mentre le indagini proseguono per assicurare i colpevoli alla giustizia, la parte sana della città ha già emesso la sua sentenza: il “posto di Raul” non resterà vuoto. Perché a Caltagirone, dalle ceneri, si è deciso di tornare a volare insieme.Per contribuire alla raccolta fondi: È possibile trovare i link ufficiali sulle principali piattaforme di crowdfunding e sulle pagine social dei comitati cittadini “Caltagirone Solidale”. 

Gela, la Gioielleria D’Angeli si rinnova e raddoppia: nuova apertura nel segno della tradizione familiare

Un nuovo capitolo si apre per una delle attività storiche del commercio gelese. La Gioielleria D’Angeli ha inaugurato oggi i suoi nuovi locali a Gela, rinnovando la propria presenza nello stesso punto vendita di sempre, ma con spazi raddoppiati e un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Un momento importante per la famiglia D’Angeli, che celebra non solo un ampliamento, ma anche il passaggio simbolico alla terza generazione. Accanto a Giuseppe, infatti, entra pienamente nell’attività anche il figlio, proseguendo una storia imprenditoriale lunga 63 anni. Un percorso iniziato dal fondatore, Gaetano D’Angeli, il cui nome continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la gioielleria cittadina.

Non è casuale neppure la scelta del periodo: fu proprio nel mese di maggio, 63 anni fa, che l’attività aprì per la prima volta i battenti, segnando l’inizio di una tradizione familiare che oggi si rinnova nel segno della continuità.

La gioielleria, specializzata nella vendita, riparazione e creazione di gioielli, si presenta adesso con un volto nuovo e con un’offerta ampliata, arricchita dalla presenza di importanti marchi del settore come: Bliss Casa Damiani, Miluna, Eberhard e molti altri, simboli di eccellenza nel panorama della gioielleria italiana.

All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco di Gela e diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, oltre a numerosi cittadini e clienti che hanno voluto condividere questo momento di festa con la famiglia D’Angeli.

In un periodo segnato da difficoltà economiche e incertezze per molte attività commerciali, l’investimento compiuto dalla famiglia assume un valore ancora più significativo: un segnale di fiducia, coraggio e volontà di continuare a investire sul territorio.

Un messaggio chiaro che parte da Gela: anche nei momenti complessi, guardare avanti è ancora possibile.

Gela, Barbagallo: “Necessarie misure straordinarie di fronte escalation criminale”

Gela – “Il Partito Democratico esprime forte preoccupazione per la recente recrudescenza di fatti criminali a Gela. Siamo di fronte ad una situazione allarmante che richiede un impegno collettivo e deciso da parte di tutte le istituzioni coinvolte nella sicurezza e nella giustizia”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, commentando l’escalation di furti a Gela con il metodo della spaccata, 14 episodi in poco meno di due mesi, ai danni di diverse attività commerciali, dal centro storico alla periferia della città.

Il Pd rivolge un plauso alla Procura della repubblica e alle forze dell’ordine per il lavoro instancabile mirato a contrastare la criminalità e garantire la sicurezza dei cittadini. Ma, allo stesso tempo, ritiene che la situazione richieda un’attenzione immediata e coordinata, anche a livello regionale e nazionale: “è necessario attivare misure straordinarie per affrontare questa emergenza. Chiediamo – aggiunge – un rafforzamento delle risorse destinate alle forze dell’ordine e un incremento della presenza sul territorio, affinché ogni cittadino possa sentirsi protetto e al sicuro”.

Il PD è al fianco dei cittadini di Gela, invita tutti a mantenere la calma e a collaborare con le autorità segnalando eventuali situazioni sospette.

Ragusa celebra l’arte casearia: folla e sapori per l’esordio di “Formaggi in festa” tra degustazioni, laboratori e intrattenimento

 Un tripudio di colori, profumi e sapori ha accolto stamani l’inaugurazione di “Formaggi in festa”, la manifestazione dedicata all’arte casearia che fino a domenica 10 maggio animerà il centro storico di Ragusa, con fulcro piazza San Giovanni e il Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo”, nell’ambito del programma “Ragusa Città del Formaggio 2026”. Grande partecipazione fin dal taglio del nastro alla presenza delle autorità, delle associazioni coinvolte, dei produttori e di tanti visitatori curiosi di immergersi in un percorso che racconta il formaggio non soltanto come eccellenza gastronomica, ma come autentico patrimonio culturale del territorio. La mattinata è stata scandita dallo show cooking degli studenti dell’IPS Principi Grimaldi indirizzo alberghiero di Modica, coordinati dal docente Giovanni Vernuccio. I ragazzi sono stati protagonisti di un momento molto seguito dal pubblico, dando prova di tecnica, creatività e capacità di valorizzare i prodotti locali. Entusiasmo anche per la filatura dal vivo dei formaggi a cura del casaro e ricercatore CoRFiLaC Rosario Pedriglieri, tra dimostrazioni pratiche, racconti di antichi saperi e grande curiosità da parte dei visitatori. Avviati anche i primi laboratori e le attività esperienziali che trasformano il cuore della città in una grande festa diffusa dedicata ai sapori e alle tradizioni casearie iblee. Nel pomeriggio il programma continua con degustazioni e laboratori, momenti musicali e altri appuntamenti dedicati alla scoperta del mondo del formaggio. Da non perdere la giornata di domani, sabato 9 maggio, che vedrà sul sagrato di piazza San Giovanni, alle ore 11.00, il laboratorio aperto a tutte le età “Materia in movimento” a cura dell’artista Marcela Szurkalo. Partendo dal formaggio come elemento simbolico di trasformazione – dalla materia al prodotto, dal gesto alla cultura – il laboratorio coinvolgerà i partecipanti in un processo creativo collettivo attraverso musica, corpo, movimento, disegno e parola. Nel pomeriggio spazio anche ai giochi tradizionali aperti a bambini e ragazzi a cura di Figest e Libertas, insieme al convegno “Ragusa, Città del Formaggio: Terra di latte, tradizione ed eccellenza casearia”, occasione di confronto alla chiesa della Badia, tra esperti, produttori, docenti universitari, ricercatori, associazioni e istituzioni sul presente e sul futuro del settore. Accanto agli eventi in programma, spazio anche a mostre, esposizioni di strumenti della tradizione contadina e dimostrazioni dal vivo. Promossa da Slow Food Sicilia, Slow Food Ragusa e dal Comune di Ragusa, “Formaggi in festa” proseguirà fino a domenica 10 maggio come un grande racconto collettivo per tutte le età, per curiosi e appassionati, in un clima di entusiasmo e condivisione dedicato all’identità casearia del territorio ibleo. La manifestazione è realizzata in sinergia con la Camera di Commercio e il Libero Consorzio Comunale e con il sostegno di consorzi di tutela, associazioni e aziende locali. Per il programma completo e le modalità di prenotazione gratuita dei laboratori è possibile consultare il sito ufficialewww.formaggi-in-festa.it e i canali social della manifestazione.

Politiche sociali, dalla Regione 12 milioni di euro per l’assistenza agli studenti delle scuole superiori

 
Quasi 12 milioni di euro per il potenziamento dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità fisiche o sensoriali delle scuole superiori di secondo grado della Sicilia. L’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro ha impegnato e liquidato 11.803.116 euro in favore delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi comunali dell’Isola, nell’ambito del “Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità” per l’annualità 2025.

 

«Con questo provvedimento – dice l’assessore Nuccia Albano – garantiamo la continuità e il rafforzamento di un servizio essenziale per il diritto allo studio e per la piena inclusione degli studenti con disabilità. Si tratta di un intervento concreto che consente agli enti locali di programmare e potenziare i servizi di assistenza specialistica nelle scuole superiori, assicurando supporto qualificato agli alunni e alle loro famiglie».

 

Il finanziamento, erogato attraverso il dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali, integra le risorse già destinate agli enti territoriali e sarà ripartito in base al numero di studenti con disabilità fisiche o sensoriali assistiti nell’anno scolastico 2024/2025, pari complessivamente a 8.803 alunni.  

 

«L’inclusione scolastica – aggiunge l’assessore – è una priorità dell’azione del governo Schifani. Investire sull’autonomia e sulla comunicazione significa offrire pari opportunità, sostenere i percorsi educativi degli studenti più fragili e costruire una scuola sempre più accessibile e inclusiva».