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Niscemi, tradizione e memoria: al plesso “Bufalino” un altare di San Giuseppe che guarda al presente

Notizie, Cultura e Spettacolo
La realizzazione dell’altare è il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto tutte le insegnanti, i collaboratori scolastici e le famiglie degli studenti, coordinati dall’insegnante Enza Mastruzzo..

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All’Istituto comprensivo “Giovanni Verga”, diretto dalla professoressa Annamaria Alesci, la tradizione votiva degli altari di San Giuseppe si rinnova, confermandosi come un linguaggio condiviso capace di unire memoria collettiva, devozione e solidarietà. Un appuntamento sentito e partecipato che, anche quest’anno, si arricchisce di nuovi significati.

In particolare, nel plesso “Bufalino” di Niscemi è stato allestito un altare che si inserisce nel solco della tradizione, ma allo stesso tempo introduce elementi di forte attualità, costruendo un ponte simbolico tra passato, presente e futuro. Un presente che, per la comunità niscemese, porta ancora i segni della frana che lo scorso 25 gennaio ha colpito parte della città, modificandone profondamente il volto.

Accanto ai classici simboli religiosi che caratterizzano gli altari dedicati a San Giuseppe, spicca infatti un elemento dal forte valore evocativo: una copia della croce recuperata nel quartiere Sante Croci dopo il dissesto. Un segno tangibile di speranza e resistenza, che diventa parte integrante dell’allestimento e testimonia la capacità della comunità di reagire e ritrovarsi anche nei momenti più difficili.

L’altare sarà aperto al pubblico, come da tradizione, a partire dal pomeriggio di oggi, 18 marzo, e per tutta la serata, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione di riflessione e condivisione. Domani, giovedì 19 marzo, giornata dedicata a San Giuseppe, si terrà alle ore 12 il tradizionale pranzo delle “verginelle” e della Sacra Famiglia, interpretati dagli alunni del plesso.

La realizzazione dell’altare è il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto tutte le insegnanti, i collaboratori scolastici e le famiglie degli studenti, coordinati dall’insegnante Enza Mastruzzo. Un impegno collettivo che conferma il ruolo centrale della scuola non solo come luogo di formazione, ma anche come presidio culturale e sociale, capace di custodire le tradizioni e reinterpretarle alla luce delle sfide del presente.

Scritto da: Redazione
18/03/2026
18/03/2026

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