L’inchiesta su sanità e appalti: Cuffaro si dimette da segretario nazionale della Dc
”EDA Communication” è anche su Whatsapp.
Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato in tempo reale. È gratis!

«Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana». Lo scrive in una nota Totò Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.
«Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni».
La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati.
Ma la mossa di Cuffaro ha anche l’obiettivo o almeno rappresenta il tentativo di salvare il salvabile. È un fatto che la Dc stia franando. Con i leader fuori dai giochi (anche Pace è indagato) e le Amministrative di primavera all’orizzonte in tanti Comuni i consiglieri stanno cercando altri approdi: sta succedendo per esempio a Monreale ma anche nel Trapanese. Alcuni stanno pure pensando di dar vita a liste civiche da far gravitare nell’orbita di FI o FdI.




















