La Curva Nord della Folgore Castelvetrano annuncia la protesta: stop allo stadio fino a nuove condizioni
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È un comunicato forte, diretto, carico di amarezza quello diffuso nelle ultime ore dalla Curva Nord della Folgore Castelvetrano. Un messaggio che segna uno spartiacque nel rapporto tra il tifo organizzato e la società, arrivato al termine di una lunga serie di risultati negativi che hanno relegato la squadra all’ultimo posto in classifica.
“Ciò che doveva succedere è accaduto”, esordiscono gli ultras, annunciando una decisione tanto sofferta quanto drastica: da questa domenica la Curva Nord non sarà più presente allo stadio, né nelle gare casalinghe né in quelle in trasferta. Una scelta motivata non solo dall’andamento sportivo, ma soprattutto da quella che viene definita una “gestione societaria completamente errata”, ritenuta responsabile di umiliazioni sportive e morali.
Il passaggio più emblematico del comunicato è racchiuso nello slogan che accompagna la protesta: “Gradoni vuoti, dignità piena”. Non entrare allo stadio, spiegano, è un atto doloroso ma necessario, un segnale chiaro per difendere la propria fede calcistica quando, a loro dire, viene superato il limite del rispetto.
Gli ultras rivendicano il loro ruolo storico: chilometri macinati, sacrifici economici e presenza costante “sotto il sole e sotto la pioggia”. La decisione, precisano, non è un abbandono della maglia né dei colori, ma una forma di rispetto verso ciò che rappresentano e verso una comunità che si riconosce nella squadra.
Nel finale, uno spiraglio di speranza: “Un giorno, non sappiamo quando… ritorneremo”. Un messaggio che ribadisce come il movimento ultras a Castelvetrano non sia destinato a scomparire, ma resti in attesa di segnali concreti di cambiamento.
Ora la palla passa alla società. La presa di posizione della Curva Nord è netta e pubblica: un vuoto sugli spalti che pesa quanto, se non più, di qualsiasi contestazione urlata.




















