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Gela, ultimatum dello spogliatoio: “Intervenga chi di dovere, così non si può andare avanti”

Notizie, Sport
Dopo il 6-1 di Enna, il capitano Dario Maltese rompe il silenzio a nome della squadra. Scuse ai tifosi, ma anche un messaggio chiaro a “chi di dovere”: ora servono risposte…

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All’indomani della pesante sconfitta per 6-1 sul campo dell’Enna, il capitano del Gela Calcio, Dario Maltese, rompe il silenzio e lo fa con parole forti sul suo profilo Instagram, destinate a lasciare il segno nello spogliatoio e nell’ambiente biancazzurro.

Un ko duro, che ha colpito l’orgoglio della squadra e della città. E proprio da qui parte il messaggio del capitano, che si assume – insieme al gruppo – le responsabilità sportive del risultato, ma traccia anche una linea netta su ciò che non è più disposto a tollerare.

«Quest’anno ci siamo assunti sempre la responsabilità di quanto accaduto nel bene e nel male e di certo non ci tiriamo indietro adesso dopo una sconfitta così pesante», scrive Maltese a nome della squadra. «Noi uomini veri siamo pronti a metterci la faccia ieri, oggi e sempre».

Parole che suonano come un atto di maturità e di appartenenza, accompagnate dalle scuse rivolte ai tifosi e alla città di Gela, «che non meritano questo tipo di umiliazioni».

Ma nel messaggio c’è anche altro. C’è la difesa della dignità personale e professionale del gruppo: «Prima che calciatori siamo uomini e padri di famiglia». Una frase che pesa, che lascia intendere un malessere più profondo rispetto al semplice risultato sportivo.

Il capitano sottolinea come la squadra abbia superato ostacoli nel corso della stagione, ma ribadisce che «a tutto c’è un limite». Da qui la presa di posizione netta: «Da oggi non siamo più disposti a prenderci responsabilità che non abbiamo. Da oggi non siamo più disposti a farci mancare di rispetto».

Il messaggio si chiude con una richiesta chiara: l’intervento di «chi di dovere» affinché vengano chiarite diverse situazioni e si possa «finire la stagione con dignità».

Un comunicato firmato dai calciatori del Gela, che apre inevitabilmente scenari e interrogativi sul clima interno e sulle dinamiche societarie dopo il pesante 6-1 incassato a Enna.

Adesso la parola passa ai fatti. In campo, ma non solo.

02/03/2026
02/03/2026

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