Gambuzza: “Gela–Acireale è un derby che resta nella storia, ma il mio cuore è biancazzurro”
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A pochi giorni dal derby del girone I di Serie D tra Gela Calcio e Acireale, abbiamo raggiunto in esclusiva Raffaele Gambuzza, oggi difensore della Pro Vasto e doppio ex della sfida. Un uomo che quel derby lo ha vissuto da protagonista, con entrambe le maglie.
“Vedere la curva del Gela piena è devastante”
«Essendo un derby, la prima cosa che noto è quando ti giri e vedi la curva del Gela piena: è devastante, bellissima. Ti carica, ti dà una motivazione pazzesca. È una sfida molto emotiva, davvero tanto.»
Un’atmosfera che Gambuzza conosce bene. Per cinque anni ha indossato la fascia da capitano del Gela.
“Fare il capitano a Gela è un onore che non capita a tutti”
«Essere capitano del Gela non è da tutti. Quella fascia l’hanno portata uomini importanti come Marco Comandatore, che è stato il mio primo capitano, e Alessandro Bonafiini. Ho preso esempio da entrambi.
Ho avuto l’onore di indossarla per cinque anni: è qualcosa di bellissimo, un privilegio raro.»
In settimana, racconta, l’aria nello spogliatoio cambia.
«La concentrazione inizia dal lunedì. È giusto che i giocatori sappiano quanto questa partita sia importante per le tifoserie e per l’ambiente.»
Il ritorno da ex: “Il cuore si è fatto piccolo”
Gambuzza ha vissuto il derby anche da avversario.
«Tornare a Gela da ex è stato particolare. Il cuore si è fatto piccolo. Lì sono nato calcisticamente, ho vissuto tanti anni. Giocarci contro è stato difficile.»
E su Acireale aggiunge:
«È una piazza importantissima, che merita categorie superiori alla Serie D. Ho giocato lì un anno e mi hanno voluto bene. Ma se devo scegliere con il cuore, il mio cuore è a Gela.»
“Nel derby vince chi sbaglia di meno”
Un messaggio anche ai più giovani:
«In campo la differenza la fa chi sbaglia di meno. La testa conta per il 90%. Devi essere sereno e concentrato. La palla può bruciare, ma se hai personalità giochi tranquillo.»
Nella sua carriera ha disputato derby di grande spessore. Il più intenso?
«Avellino-Salernitana. Sedici, diciassettemila persone. Uno stadio pienissimo. Emozioni fortissime.»
Il messaggio alle tifoserie
«Domenica deve essere una festa di sport. Si incontrano (a distanza) due delle migliori tifoserie della Sicilia. Deve essere una giornata bella, di rispetto e passione. Perché grazie a loro si vive davvero il calcio.»




















