Elicona: “Siracusa a 1 euro e oltre 2 milioni di debiti”. Ora la scelta spetta a Ricci
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La trattativa per il futuro del Siracusa entra in una fase delicata, dove numeri e responsabilità pesano più delle parole. A esporsi pubblicamente è Pasquale Elicona, imprenditore aretuseo residente in Romania, che ha confermato l’esistenza di una proposta concreta per rilevare il club.
Nel corso di un intervento televisivo, Elicona ha chiarito la natura dell’offerta presentata: un’operazione strutturata, costruita attorno a una cordata di imprenditori pronti a intervenire per garantire continuità alla società. Nessun nome, almeno per ora, ma un messaggio preciso: la volontà nasce da una spinta diretta del territorio, con l’obiettivo prioritario di salvaguardare la struttura del club, al di là delle vicende sportive.
Al centro della questione c’è però il nodo economico. La proposta prevede una cessione simbolica a 1 euro, formula ormai nota in situazioni simili, ma accompagnata da un peso ben più concreto: un’esposizione debitoria che si aggirerebbe intorno ai 2,5 milioni di euro. Una cifra importante, che rappresenta il vero ostacolo dell’operazione e che richiederà un intervento deciso per essere sanata.
Elicona ha spiegato come la proposta includa tempistiche ben definite, legate alle imminenti scadenze finanziarie. Un segnale di disponibilità immediata da parte del gruppo interessato, consapevole però che i tempi della burocrazia potrebbero incidere sull’esito della trattativa.
Nei giorni scorsi, lo stesso Elicona ha incontrato Alessandro Ricci, figura chiave nelle dinamiche societarie attuali. Un confronto diretto, utile a comprendere margini e possibilità di apertura. La sensazione è che, adesso, la palla passi proprio all’attuale proprietà, chiamata a decidere se accogliere o meno la proposta.
Un passaggio, questo, che prescinde dai risultati sportivi. La cordata, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di portare avanti il progetto indipendentemente dalla categoria in cui militerà il Siracusa. Anche la recente penalizzazione, attesa nell’ambiente, non avrebbe modificato i piani.
Il futuro del club, dunque, resta appeso a una scelta. Da una parte un’offerta simbolica, dall’altra un debito pesante da affrontare. In mezzo, una città che osserva e aspetta risposte.




















