Concorso truccato a Villa Sofia, l’ex presidente della Regione Cuffaro resta ai domiciliari
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Il Tribunale del riesame di Palermo, accogliendo le tesi difensive, ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva respinto la richiesta degli arresti domiciliari per una delle accuse di corruzione contestate all’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro coinvolto in una inchiesta su un comitato d’affari che gestiva concorsi pubblici e nomine dei manager nella sanità siciliana. L’ex governatore resta agli arresti domiciliari però per l’accusa relativa al concorso truccato all’ospedale Villa Sofia.
Lo stesso Tribunale ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della presunta corruzione nell’ambito di un appalto assegnato dall’Asp di Siracusa in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere. L’aggravamento della posizione che gli inquirenti volevano ribadire era stata contestata oltre che a Cuffaro anche al deputato regionale della Dc Carmelo Pace, all’imprenditore di Favara Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino. Cuffaro è difeso dagli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto.




















