Ciclone Harry: l’Isola nella morsa della peggiore burrasca degli ultimi 20 anni
”EDA Communication” è anche su Whatsapp.
Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato in tempo reale. È gratis!

Sono giornate decisive per la Sicilia, investita dalla fase più intensa dell’ondata di maltempo provocata dal ciclone extratropicale “Harry”, una vasta struttura depressionaria che sta interessando il Mediterraneo centrale. Lunedì e Martedì 19 e 20 gennaio segnano il momento di massima criticità, con fenomeni diffusi e potenzialmente pericolosi soprattutto sul versante orientale dell’Isola.
Secondo i principali centri di previsione, il sistema perturbato – alimentato da correnti caldo-umide di origine nordafricana – sta generando piogge torrenziali, venti di burrasca e forti mareggiate, con un rischio idrogeologico elevato. I primi effetti si sono già manifestati dalla serata di ieri, quando in diverse aree siciliane si sono registrate raffiche intense e precipitazioni abbondanti.
Una delle peggiori burrasche degli ultimi decenni
Le proiezioni meteo delineano uno scenario severo: 3Bmeteo parla di una possibile burrasca tra le più violente degli ultimi 20 anni per alcune regioni del Sud. Oltre alle piogge, a destare maggiore preoccupazione sono i venti molto forti e le mareggiate, che interesseranno in modo particolare Sicilia, Sardegna e Calabria nel corso della settimana.
Allerta meteo: l’Isola divisa in fasce di rischio
Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha disposto un sistema di allerta articolato, che evidenzia una situazione molto differenziata sul territorio:
• allerta rossa lungo la fascia ionica nord-orientale, tra Messina e Catania;
• allerta arancione nelle aree centro-orientali;
• allerta gialla nella Sicilia centro-occidentale, inclusa la provincia di Trapani.
Una configurazione che di fatto divide la Sicilia in tre, con livelli di pericolo crescenti procedendo verso est.
Non è un uragano, ma i rischi sono elevati
Nonostante venga spesso definito “uragano”, Harry è in realtà un ciclone mediterraneo di forte intensità. La combinazione tra mare molto caldo e venti di Scirocco e Levante favorisce lo sviluppo di raffiche che potranno superare i 100 km/h. Lungo le coste ioniche sono previste onde fino a 6–7 metri, con mareggiate significative.
Le precipitazioni rappresentano un ulteriore fattore critico: in alcune zone della Sicilia orientale potrebbero cadere oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore, quantitativi eccezionali che aumentano il rischio di allagamenti, frane, esondazioni e smottamenti, in particolare sui versanti dell’Etna e dei Peloritani.
Etna, Peloritani e Riviera ionica sotto osservazione
Le aree più esposte restano quelle della Sicilia nord-orientale, dove l’orografia amplifica gli effetti delle precipitazioni. Sotto stretta sorveglianza la Riviera ionica, la fascia Taormina–Giardini Naxos, la Valle d’Agrò, i comuni ionici del Messinese e i versanti orientali dell’Etna, tra le province di Messina e Catania.
Alle quote superiori ai 1.500 metri sono attese anche nevicate e bufere di neve, con possibili ripercussioni sulla viabilità montana e sulle reti elettriche.
Prime misure di protezione e disagi
In alcune località costiere sono già scattati interventi preventivi: a Taormina e Giardini Naxos sono state predisposte barriere di sabbia per proteggere gli stabilimenti balneari.
Situazione delicata anche nelle Eolie: a Lipari scuole chiuse oggi e domani, attivato il Centro operativo comunale e sospese alcune corse marittime.
Scuole chiuse e stop alle attività
L’emergenza ha portato alla chiusura delle scuole in numerosi comuni, tra cui Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento.
Università chiuse in tutta la Sicilia, in via precauzionale.
Molte amministrazioni hanno inoltre disposto:
• chiusura di parchi, ville e cimiteri;
• sospensione di mercati rionali, musei e biblioteche;
• stop a eventi e manifestazioni all’aperto;
• limitazioni alla circolazione nelle aree più vulnerabili.
L’appello delle autorità
La Protezione civile invita la popolazione a mantenere comportamenti di massima prudenza:
• seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali;
• evitare spostamenti non necessari;
• non sostare in prossimità di corsi d’acqua, sottopassi e litorali;
• mettere in sicurezza veicoli e beni esposti.
Il ciclone Harry continuerà a influenzare il tempo sull’Isola almeno fino a martedì 20 gennaio. Le prossime ore saranno decisive. L’invito resta uno solo: non sottovalutare il rischio.




















