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Caltagirone, inaugurata la sala della prosindacatura di Don Luigi Sturzo: nasce il primo nucleo del Museo diffuso sturziano

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Completano il percorso espositivo due lucerne che ricordano la fondazione dell’Istituto d’arte per la ceramica, voluto nel 1918 dallo stesso Sturzo..

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Documenti inediti, reperti storici di straordinario valore e tecnologie innovative riportano alla luce la figura di Don Luigi Sturzo, padre del Popolarismo e figlio illustre di Caltagirone. Sabato 17 gennaio, alle 12.30, nei locali dell’ex Carcere borbonico, il sindaco Fabio Roccuzzo e il rettore dell’Università Cattolica Lumsa, Francesco Bonini, inaugureranno la sala dedicata alla prosindacatura di Don Sturzo (1905-1920), all’interno del MuCiP – Museo Civico Pinacoteca “Luigi Sturzo”.

L’allestimento racconta uno dei periodi più significativi della vita del sacerdote e statista, quando guidò l’amministrazione della città della ceramica imprimendo una svolta moderna e riformatrice. Tra i pezzi più significativi esposti figurano i modelli delle due facciate dell’edificio e i disegni originali delle Officine elettriche, firmati dall’architetto Ernesto Basile, che nel 1909 sancirono l’avvento dell’illuminazione pubblica a Caltagirone sotto l’impulso di Don Sturzo.

Accanto ai documenti storici trovano spazio anche oggetti personali di grande suggestione: il cappello, la borsa, il martello del timbro a secco, la sedia dello studio, il bastone in legno con pomo in oro utilizzato da Sturzo e poi dai successivi sindaci, oltre alle urne della sua elezione. A questi si aggiungono sculture, il dipinto di Antonino Ragona raffigurante la Madonna – simbolo del profondo legame di Sturzo con il culto mariano – e i modelli per due medaglie realizzati da Raffaele Boselli, donati dagli eredi dell’artista al Comune.

Completano il percorso espositivo due lucerne che ricordano la fondazione dell’Istituto d’arte per la ceramica, voluto nel 1918 dallo stesso Sturzo, insieme ad altre opere provenienti da donazioni private, come quelle di Domenico Marino. Particolarmente innovativa è la presenza dell’avatar di Don Luigi Sturzo, un progetto di intelligenza artificiale che restituisce voce e pensiero al sacerdote, rendendo l’esperienza museale ancora più immersiva.

La sala è stata allestita grazie a un attento lavoro di ricerca e valorizzazione dei materiali custoditi nei depositi dei Musei civici, curato da Claudio Lo Monaco, assessore comunale ai Beni culturali e storico dell’architettura, insieme a Francesco Failla, esperto di studi sturziani, e Carmela Cappa, specialista nel settore dei beni artistici.

«Nasce in questo modo – sottolinea l’assessore Lo Monaco – il primo nucleo del Museo diffuso sturziano. Un progetto destinato ad ampliarsi all’interno dello stesso ex Carcere borbonico, dove al terzo piano sarà dedicato un ampio spazio a Luigi Sturzo e all’arte, e a svilupparsi in altri luoghi simbolici della città, dal Mausoleo che custodisce le sue spoglie fino ad alcune chiese centrali nel suo percorso sacerdotale e politico».

Un’iniziativa che rafforza il legame tra Caltagirone e uno dei suoi figli più illustri, restituendo alla comunità e ai visitatori un patrimonio storico, culturale e civile di eccezionale valore.

Scritto da: Redazione
15/01/2026
15/01/2026

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