Antonini si confessa: rimpianti, errori e fiducia playoff nel futuro del Trapani
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Nel corso di una trasmissione televisiva, Valerio Antonini ha ripercorso le prime fasi della sua avventura a Trapani, soffermandosi soprattutto sulle scelte compiute dopo la stagione trionfale in Serie D. Dal suo racconto emerge una riflessione autocritica legata a decisioni che, col senno di poi, avrebbero potuto essere diverse. In particolare, il presidente ha lasciato intendere come la mancata continuità con il gruppo che aveva dominato il campionato rappresenti ancora oggi un peso difficile da scrollarsi di dosso.
“Il più grande rimpianto che mi porterò dietro nella mia vita da imprenditore sportivo sarà l’entusiasmo che c’era. Avevamo costruito una squadra perfetta, avevamo una squadra dove in ogni ruolo c’era il miglior giocatore della categoria. Tant’è vero che facemmo 99 punti e vincemmo anche la Coppa Italia. Si era creato un clima straordinario e tutti i giocatori lavoravano per l’obiettivo di fare grande la società”.
Nel suo intervento, Antonini ha poi individuato con chiarezza quella che ritiene essere stata la principale causa delle scelte sbagliate, attribuendo precise responsabilità alla gestione dell’area sportiva di allora. Secondo il presidente, alcune decisioni prese in quel periodo hanno inciso in maniera determinante sull’evoluzione del progetto tecnico.
“Il mio grande rimpianto è stato dare retta a uno pseudo direttore sportivo che purtroppo avevamo che convinse a tutti i giocatori della stagione trionfante perché gli serviva fare qualche operazione farlocca di quelle che abbiamo fatto. Io non avrei ceduto nessuno e sono stato fuorviato nelle scelte. Avevo rinnovato il contratto a tutti dopo la vittoria con il Siracusa. Mi fu detto però a giugno che con questi giocatori saremmo retrocessi subito. Evidentemente non avevo l’esperienza per gestire una situazione di questo tipo, e dando retta allo pseudo direttore sportivo eccoci qui”.
Lo sguardo si è poi spostato sull’attualità e sull’ultima gara disputata dal Trapani. Nonostante il risultato negativo, Antonini ha spiegato come la prestazione abbia comunque fornito segnali incoraggianti, anche alla luce delle numerose assenze che hanno condizionato la partita.
“C’è molto rammarico perché domenica abbiamo perso una partita che anche pareggiare ci sarebbe stato stretto. Paradossalmente è una partita che mi da molte certezze. Mancavano quattro nuovi acquisti, mancavano gli infortunati… Dalla prossima partita – visto che non giocheremo il derby con il Catania sabato dato che il match è stato spostato al 18 febbraio – li avremo a disposizione. Abbiamo dunque tempo per preparare la partita con il Benevento, che sarà una partita decisiva e determinante, e che dobbiamo fare di tutto per vincere, in modo da riportarci in zona playoff”.
Nonostante le difficoltà attraversate negli ultimi mesi, il presidente non ha nascosto una visione fiduciosa sul prosieguo del campionato, sottolineando come il lavoro svolto sul mercato possa permettere alla squadra di risalire la classifica.
“Sono molto ottimista perché abbiamo preso tanti giocatori bravi. Abbiamo dovuto fare di necessità virtù a seguito di quello che è successo tra novembre e dicembre. C’è stato evidentemente qualcosa di molto pesante che ha avvolto tutto ciò che riguardava le mie attività a Trapani. C’è stata la mano di qualcuno, di cui non preferisco parlare in quanto ci sono delle indagini della procura in corso. Spero si faccia luce su quello che è a mio avviso il più grande scandalo della storia recente dello sport nazionale, legato all’eliminazione della Trapani Shark”.
Antonini ha poi ribadito come l’obiettivo iniziale fosse quello di costruire una squadra in grado di competere ai massimi livelli della Serie C, spiegando le ragioni che hanno portato a un ridimensionamento forzato del progetto.
“Vi posso dire che avevamo costruito una squadra tra le migliori di questa categoria, con tanti giocatori che avevano vinto campionati, giocato in Serie B o fatto record di gol. Poi abbiamo dovuto fare di necessità virtù dato che a novembre-dicembre è successo questo cataclisma che tutti noi sappiamo, e quindi molti giocatori mi hanno chiesto di andare via. Io li ho accontentati perché credo sia inutile trattenere qualcuno che vuole andare via. Li ho accontentati ma con l’obiettivo di rimpiazzarli con elementi nuovi, forti e giovani. Quindi sono molto ottimista e penso che martedì con il Benevento credo che vedremo una sorpresa”.
A chiudere, un passaggio che testimonia la volontà del presidente di tenere alta la motivazione all’interno dello spogliatoio, anche attraverso gesti simbolici rivolti allo staff tecnico e alla squadra.
“Io ho dato oggi un assegno al nostro allenatore di cinquecento mila euro che terrà lui gelosamente custodito come premio promozione in Serie B. I giocatori lo sanno perché gliel’ho consegnato davanti a loro. Per i giocatori questa settimana abbiamo predisposto il pagamento di gennaio, nonostante potessi aspettare il 16 aprile per pagarlo. Siamo belli carichi per arrivare a giugno per cercare di fare il miracolo sportivo. Poi, se riusciremo a fare giustizia nelle sedi appropriate, dopodiché le porte del signore sono infinite”.




















