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A 49 anni gioca e segna ancora: Delfio Calabrese guida il San Benedetto tra calcio, sociale e famiglia

Sport
Tra promozioni, oltre 900 gol, lavoro da camionista e un progetto sociale che punta sui giovani del territorio..

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A 49 anni continua a scendere in campo con la stessa fame di sempre, portando sulle spalle esperienza, gol e soprattutto valori. Delfio Calabrese è il capitano e il cuore del San Benedetto, realtà della Seconda Categoria siciliana che rappresenta il piccolo comune di San Fratello, poco più di 3.500 abitanti in provincia di Messina.

Una carriera lunghissima, costruita interamente nel calcio dilettantistico, che oggi si intreccia con un progetto sportivo e sociale capace di coinvolgere un intero paese. Il San Benedetto è attualmente in piena corsa per la promozione diretta: una squadra giovane, composta quasi totalmente da ragazzi del posto, molti dei quali cresciuti direttamente nella scuola calcio fondata dallo stesso Calabrese.

Come raccontato in un’intervista rilasciata a SerieD24, la stagione non è stata lineare:
“Due settimane fa eravamo primi, poi abbiamo avuto un piccolo calo e ora siamo secondi. Ma il gruppo è forte, ci sono tanti giovani di San Fratello e stiamo inserendo sempre più ragazzi cresciuti da noi”.

Padre e figlio, fianco a fianco in campo

Uno degli aspetti più emozionanti della storia riguarda il legame con il figlio Antonio, classe 2007, oggi suo compagno di squadra. Insieme hanno già festeggiato una promozione, vincendo il campionato di Terza Categoria.

“Essere compagno di squadra di mio figlio è qualcosa di unico – ha spiegato Calabrese a SerieD24 –. Sono orgoglioso di aver vinto un campionato insieme a lui. Abbiamo costruito una base quasi totalmente locale: solo tre giocatori non sono di San Fratello”.

Calcio come strumento educativo

Il progetto del San Benedetto va ben oltre il risultato sportivo. L’obiettivo principale è offrire ai giovani un’alternativa sana e concreta, usando il calcio come mezzo educativo.

“Vogliamo togliere i ragazzi da certi ambienti e insegnare uno stile di vita corretto. Io stesso, a quasi 50 anni, non ho mai fumato né bevuto e cerco di essere un esempio”, ha raccontato.
Non mancano però le difficoltà: la squadra è costretta a disputare le partite casalinghe ad Acquedolci, lontano dal paese, una situazione che rende più complicato portare avanti il progetto sociale.

Oltre 900 gol e una vita da camionista

Numeri impressionanti accompagnano la carriera di Calabrese: oltre 900 gol in più di trent’anni tra tutte le categorie dilettantistiche. E mentre continua a segnare, porta avanti anche un altro lavoro.

“Mi alzo ogni giorno alle quattro del mattino per fare il camionista. Finito il turno, vado subito al campo per allenarmi e seguire i ragazzi. Quando vedo la felicità di mio figlio capisco che tutti i sacrifici valgono la pena”.

Valori, famiglia e tradizione

Per Calabrese la squadra è molto più di un gruppo sportivo:
“I compagni diventano una seconda famiglia. Spesso passiamo più tempo con loro che con i nostri parenti”.

Accanto al calcio, c’è spazio anche per un’altra grande passione: l’allevamento dei cavalli sanfratellani, simbolo del territorio e razza tra le più antiche d’Italia. Un legame profondo con la propria terra, che rispecchia perfettamente la filosofia del San Benedetto.

Una storia di calcio vero, sacrifici e identità, che dimostra come anche nei piccoli paesi il pallone possa diventare strumento di crescita e riscatto, dentro e fuori dal campo.

Scritto da: Redazione
05/02/2026
05/02/2026

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